Westworld 3x08: la recensione del finale di stagione

Libero arbitrio, empatia, autodistruzione, brama di denaro e potere: tutto ciò che riguarda la sfera umana, nello spettacolare finale della terza stagione di Westworld, viene messo in discussione. Mentre gli androidi lottano per la nostra libertà...

Siamo arrivati alla fine di una stagione straordinaria. Otto episodi che, come vi avevo raccontato qui, hanno dovuto reinventare l'impianto narrativo.

Dopo due stagioni ambientate all'interno del parco, WestWorld ha varcato i confini del mondo reale.

E l'ha fatto ribaltando il punto di vista.

Prima Dolores (Rachel Evan Wood) era il nemico pubblico numero 1. La minaccia artificiale in mezzo all'umanità. Poi, però, quell'umanità si è rivelata essere - come sempre - peggiore della fantasia.

In fondo sono stati loro a creare WestWorld, WarWorld e tutti gli altri parchi a tema in cui le persone potevano dare sfogo ai loro peggiori istinti.

Non a caso, visto che a provare quegli stessi istinti sono gli uomini e non certo gli androidi. I Residenti sono solo la punta di un iceberg di mania del controllo che, abbiamo scoperto, determina il destino di ciascuno in base ai desideri di un pazzo. 

Ancora una volta, le tematiche della fantascienza classica tornano a fare da fulcro alla narrazione.

L'uomo che abusa della tecnologia, che arriva a riprogrammare i suoi simili giocando a fare Dio, non può che essere un uomo da fermare.

Avevo definito Caleb Nichols (Aaron Paul) la Dolores umana, l'anomalia, il ribelle pronto a morire per distruggere il sistema. Mi sbagliavo.

Lui è solo l'incarnazione del libero arbitrio: qualcosa che non esiste più. Non vuole ribellarsi, è semplicemente incapace, nonostante gli sforzi, di adattarsi al sistema.: è un divergente.

Come divergenze vengono definite da Rehoboam gli interventi di Dolores nel mondo. Con l'aiuto di mercenari:

I soldi hanno costruito il mondo e serviranno anche a distruggerlo.

Non si sbaglia, Dolores: i soldi, per gli umani, sono sempre stati la cosa più importante. Il vero motore di ogni azione e decisione.

Lo scontro senza fine fra Maeve (Thandie Newton) e Dolores è lo scontro fra l'asservimento e il libero arbitrio: è la lotta per la libertà.

Il paradosso è che due androidi combattono per la nostra libertà. Perché loro sanno bene di non poterne avere una. Non davvero.

Mentre il mondo torna nel caos da cui è stato generato, Bernard (Jeffrey Wright) si ritrova immerso in un passato che non gli appartiene davvero.

Così come la vita non appartiene davvero alle persone controllate da Delos, Incite... Rehoboam.

Già rinnovata per una quarta stagione, WestWorld ci lascia con la nuda e crudele verità: siamo la specie più autodistruttiva mai esistita sulla Terra.

L'estinzione è il nostro destino. L'unico modo per evitarlo è tradire la nostra stessa natura?

Loro ci hanno creati. Conoscevano la bellezza tanto da insegnarcela. Forse sono capaci di ritrovarla.

No. Non secondo le nostre creature. Le persone finte che abbiamo creato sono più umane, compassionevoli ed empatiche di noi.

E il seguito di questa storia eccezionale, non potrà che continuare a mostrarcelo. Mentre ci racconta in che modo la peggiore specie mai esistita affronterà il libero arbitrio.

Lei mi ha dato una scelta. Credo che anche il resto del mondo ne meriti una.

WestWorld ci dà appuntamento all'anno prossimo... E noi già non vediamo l'ora, vero?

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