Drive: il finale del film con Ryan Gosling, spiegato

IIF / 01Distribution Una scena di Drive

Un autista taciturno invischiato in una rapina su cui aleggia l'ombra della mafia: alla scoperta di drive, il film diretto da Nicolas Winding Refn.

"Ci sono centomila strade in questa città. Non c'è bisogno che tu le conosca. Dammi un luogo e un'ora e ti dò cinque minuti. Qualsiasi cosa succede in quei cinque minuti, ci penso io. Ma ti avverto: se sbagli qualcosa un minuto prima o dopo, te la cavi da solo. Tutto chiaro? Non mi troverai più a questo numero".

Non sapremo mai il nome di un uomo schivo, taciturno, abituato ad esprimersi solo attraverso esplosioni di rabbia. È un abile pilota con qualche chance di entrare nel circuito delle corse automobilistiche Nascar. Lavora come meccanico e fa lo stuntman per il cinema. Se c'è da ribaltarsi con l'auto, per intenderci, è lui che chiamano. Spesso arrotonda da freelance per il crimine, ingaggiato come autista a chiamata per rapine.

Ryan Gosling, diretto da Nicolas Winding Refn, è il protagonista senza nome di Drive, film del 2011 che mescola noir e dramma sentimentale, thriller e western metropolitano.

Drive è uno dei cult degli anni Duemila, una pellicola di grande impatto che presenta un cast di assoluto livello - oltre al già citato Gosling, vi recitano anche Carey Mulligan, Bryan Cranston, Oscar Isaac e Ron Perlman - ed è accompagnato da una colonna sonora, curata da Cliff Martinez, che ha fatto già epoca, in cui risuonano hit quali "Nightcall", "Under Your Spell" e "A Real Hero".

La storia è di quelle forti, a tinte dark: il driver protagonista vive in un palazzo in cui abita anche una donna di nome Irene, il cui marito è in carcere, che vive con il figlio piccolo Benicio. Il pilota taciturno si innamora della donna, pur non dichiarandole i propri sentimenti, e anche questa, pur essendo ancora legata al marito, sembra ricambiare i sentimenti del pilota. A complicare le cose è la scarcerazione del marito della donna, Standard Gabriel.

Una sera, rientrando a casa, il pilota trova Standard ferito e vede due uomini allontanarsi. Standard deve del denaro al boss Nino per la "protezione" avuta in carcere, cifra che lievita ogni giorno di più e che non è in grado di pagare: i due gli avevano proposto di compiere una rapina ad un banco dei pegni per estinguere il debito, ma l'uomo aveva rifiutato, avendo deciso di abbandonare del tutto l'ambiente criminale, e per questo motivo era stato pestato a sangue davanti al figlio, al quale avevano dato come minaccia e monito una pallottola. Il pilota, intuito il pericolo che corrono moglie e figlio di Standard, decide di aiutare l'uomo a realizzare il colpo.

La rapina, però, finisce in tragedia: Standard viene ucciso all'uscita del locale e il pilota e una complice - Blanche - vengono inseguiti da una seconda auto, che però viene messa fuori gioco dalle straordinarie abilità al volante del protagonista. Dopo essersi rifugiato in un hotel con l'altra complice, il pilota interroga Blanche scoprendo che la ragazza sapeva della seconda macchina. I due vengono poi assaliti da due killer, che uccidono la ragazza, venendo però uccisi a loro volta dal pilota.

Rimasto solo e col bottino che scotta, il pilota viene a capo della situazione, scoprendo che i soldi appartenevano in realtà ad un mafioso di Philadelphia, che voleva investirli in zona ed usava il banco dei pegni come copertura. Dietro al doppio gioco c'è il boss Nino, che aveva organizzato la (doppia) rapina per accaparrarsi i soldi eliminando ogni possibile collegamento tra lui e il denaro della mafia. Inizialmente il pilota, che cerca di restituire la somma in cambio della sicurezza sua e di Irene, non sa che dietro alla rapina c'è Nino e, parlandone con l'amico Shannon (il titolare dell'officina che conosce il boss), finirà per fare sapere indirettamente proprio ai gangster Bernie e Nino che è lui a custodire i soldi del colpo.

Lo stesso Shannon, informato della rapina e resosi ormai conto che Nino e Bernie non vorranno lasciare in vita alcun testimone, cerca di fuggire dalla città ma viene raggiunto e ucciso da Bernie poco prima della partenza. I due boss hanno infatti deciso che nessuno di coloro che sono a conoscenza della rapina deve rimanere in vita per evitare che la mafia punisca Nino per aver tentato di danneggiare un capofamiglia.

Il finale di Drive

Dopo aver eliminato un sicario inviato ad ucciderlo, il "driver" dal giubbotto con stampato uno scorpione uccide Nino buttandolo giù da una scarpata (e finendolo in acqua). Successivamente si accorda con Bernie per la restituzione del denaro. Bernie gli garantisce la sicurezza di Irene e di suo figlio ma fa capire all'uomo che il suo destino è segnato. Fattosi consegnare il denaro, il mafioso pugnala il pilota all'addome, ma viene a sua volta accoltellato a morte. Nonostante sia ferito gravemente, il driver mette in moto e parte, lasciando sull'asfalto il boss sgozzato e la sacca col denaro.

La pellicola termina, sulle note di "A Real Hero", con Irene che prova a bussare alla porta di casa del pilota, senz’ottenere risposta. Un finale amaro, quindi, con i due vicini di casa impossibilitati a ricongiungersi.

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