Immagina che: Yara Shahidi, la bambina del film con Eddie Murphy, oggi

La giovane attrice, classe 2000, punta a diventare come Leonardo DiCaprio, Scarlett Johansson e Ryan Gosling: star di Hollywood in giovanissima età, capace di rimanere sulla cresta dell'onda.

Universal Pictures Yara Shahidi ed Eddie Murphy in una scena del film Immagina che

Sono tantissime le star di Hollywood che sono diventate famose da bambine e hanno conservato la notorietà rimanendo sulla cresta dell'onda. Tra queste c'è senza dubbio Yara Shahidi, l'attrice classe 2000 che ha conquistato la fama ad appena 9 anni con Immagina che e da allora non l'ha più mollata.

Nella commedia di Karey Kirkpatrick, scritta da Ed Solomon e Chris Matheson, Yara è la piccola ma precoce Olivia, la figlia di genitori separati che ha capito tutto del papà Evan (Eddie Murphy), un ambizioso e impegnato uomo d'affari che finisce suo malgrado nel mondo immaginario della bimba dall'inseparabile coperta magica, popolato dalla regina Qwali e dalle principesse Kupida, Sopida e Mopida.

Sin da allora, Shahidi si è dimostrata un autentico baby talento, non soltanto nel genere per famiglie. Oggi Yara è un'attrice consumata, con un curriculum niente male.

Nata a Minneapolis da papà iraniano e mamma metà afro e metà Choctaw e cresciuta in California, Yara Shahidi ha iniziato a recitare ad appena 6 anni in vari spot pubblicitari per marchi e aziende come McDonald's, Ralph Lauren e Disney. Dopo il successo di Immagina che, è apparsa accanto ad Angelina Jolie nel thriller spionistico Salt, diretto nel 2010 da Phillip Noyce.

Nel 2012 la giovanissima Yara diventa Janelle, la figlia del detective e profiler della polizia di Detroit Alex Cross nel reboot La memoria del killer, la terza avventura cinematografica dell'ispettore prima interpretato da Morgan Freeman e che in questo thriller, tratto dal romanzo di James Patterson e diretto da Rob Cohen, ha il volto di Tyler Perry.

Shahidi ha un personaggio di rilievo nella stagione 2012-2013: l'attrice è Chloe Johnson, la figlia del Presidente nero degli Stati Uniti William (Christopher B. Duncan) e della First Lady Katherine (Kellita Smith), nella sitcom The First Family.

Un anno dopo, però, arriva la consacrazione: Yara debutta in Black-ish (e poi nello spin-off Grown-ish) con il personaggio di Zoey.

Da sei anni è nel cast di una delle comedy più impegnate della serialità americana e in un'intervista concessa a Entertainment Weekly, confessa che si è così appassionata da non volere mollare la sua Zoey, almeno per adesso.

Non mi considererei una perfezionista, ma mi piace imparare una lezione alla volta e andare avanti, e Zoey mi ha dimostrato che a volte ci vogliono più voci per facilitare l'apprendimento: questa è solo una parte dell'essere umano.

Dopo aver doppiato Trollhunters: I racconti di arcadia, dove nella versione originale presta la voce a Darci, la figlia dell'ispettore Scott, Shahidi ha affrontato il suo primo ruolo "adulto" anche al cinema: Natasha Kingsley, la ragazza pragmatica di origini giamaicane che si innamora dello studente modello Daniel (Charles Melton) nel romantico Il sole è anche una stella, il film tratto dal romanzo bestseller di Nicola Yoon, l'autrice di Noi siamo tutto.

Nel frattempo, Yara Shahidi è cresciuta: si è diplomata, si è iscritta ad Harvard (la lettera di referenze all'università porta una firma eccellente: quella di Michelle Obama) ed è diventata un'attivista per i diritti civili.

Il magazine Time l'ha inserita nella classifica delle adolescenti più influenti del 2016 e Vogue l'ha definita una "model with a cause" per aver imboccato la strada della sfida con se stessa, ispirando gli altri riguardo ai diritti delle donne nel lavoro, alla consapevolezza nera e alla rappresentazione della diversità.

È importante vedere noi stessi nei media. Le immagini che ci vengono presentate ci permettono di capire che qualsiasi traguardo è raggiungibile. Se si accende la televisione e si vedono solo spacciatori di droga neri o persone di colore in condizioni di estrema povertà, sono queste le opinioni che si formano. Penso che sia parte del nostro dovere, come creatori di contenuti e persone all'interno dell'industria dell'intrattenimento, sfidare questi stereotipi.

Per mettere a frutto queste esperienze, l'attrice ha fondato due organizzazioni: Eighteen x 18, una piattaforma che incoraggia i giovani come lei alla politica e a votare per la prima volta alle elezioni, e Yara's Club, un programma di sostegno per gli studenti in difficoltà economica lanciato con The Young Women's Leadership.

Yara è molto attiva su Instagram, dove conta la bellezza di oltre 5 milioni di follower.

Sui social non si imbarazza nel mostrarsi con la famiglia.

Un video che ha postato, diventato virale in pochissimo tempo, è in compagnia del fratello Sayeed, pure lui attore e modello.

Ma Shahidi non dimentica mai i diritti dei neri e le falle del sistema politico e sociale statunitense: questo recente post è per celebrare il compleanno, chiedere giustizia e non dimenticare Ahmaud Arbery, il 25enne afro-americano che in Georgia, il 23 febbraio scorso, era uscito di casa per fare jogging ed è stato ucciso per strada da due uomini bianchi, il 64enne Gregory McMichael e suo figlio Travis, di 34 anni. I pubblici ministeri chiamati ad indagare sul caso, riferisce il Guardian, sono finiti sotto inchiesta per la loro condotta: fino alla scorsa settimana, quando un video li ha inchiodati, i McMichael non erano stati imputati di omicidio.

Ormai Yara Shahidi è molto più di un'enfant prodige: la baby diva è cresciuta e dieci anni dopo Immagina che, quella bambina è una delle attrici più quotate nonché una delle attiviste più celebri a Hollywood.

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