Peaky Blinders: gli eventi reali dietro la serie TV

BBC/Netflix Cillian Murphy è Thomas Shelby in Peaky Blinders

Peaky Blinders è una serie di successo giunta alla sua quinta stagione e basata su fatti realmente accaduti. Cosa c'è di vero nello show di Steven Knight?

Disponibile su Netflix, Peaky Blinders è una serie televisiva BBC la cui trama ruota attorno a una gang di Birmingham nota col nome di peaky blinders.

Lo show, ideato da Steven Knight, ha per protagonisti Thomas Shelby (interpretato da Cillian Murphy) e la sua famiglia di allibratori.

Tra scommesse illegali su corse ippiche e strategie volte a ottenere il controllo economico del quartiere di Small Heath prima e dell'intera Birmingham poi, i peaky blinders della serie televisiva riescono, nelle cinque stagioni attualmente prodotte, a ottenere il prestigio sociale e le infinite ricchezze tanto desiderate.

Dal 2013 a oggi, Peaky Blinders si è dimostrata capace di conquistare un nutrito pubblico e coinvolgere gli spettatori nelle vicende criminali di Thomas Shelby e famiglia.

Lo show ha avuto una risonanza tale da spingere gran parte del pubblico a cercare informazioni sulla serie. Il risultato delle ricerche ha condotto i più alla scoperta che Peaky Blinders affonda le proprie radici nella storia. I peaky blinders sono veramente esistiti, così come i personaggi di Alfie Solomon, Darby Sabini, Billy Kimber e ‎Oswald Mosley.

Realtà e finzione si mescolano nella serie di Steven Kight, e allora dobbiamo chiederci: quanto c'è di vero in Peaky Blinders?

Chi erano i Peaky Blinders?

Proprio come vediamo nello show, i veri peaky blinders erano una nota gang con base a Birmingham, coinvolta nel violento mondo criminale.

Lo storico Carl Chinn, nel libro La vera storia dei Peaky Blinders, spiega che i quartieri più poveri della città a fine Ottocento pullulavano di peaky blinders. Non erano però l'organizzazione strutturata che vediamo nella serie di Knight.

Non avevano l'ambizione politica di Tommy, né facevano capo a un unico, carismatico leader. Secondo la ricostruzione di Chinn, i veri peaky blinders erano teppisti di strada riuniti in piccoli gruppi, commettevano reati più o meno gravi e facevano della violenza la loro unica arma.

Questi gruppi erano nati inizialmente come risposta alla polizia cittadina che, dietro l'insistente richiesta delle classi più altolocate, aveva proibito gli sport violenti e le scommesse clandestine a essi legate. Il costituirsi di slogging gang, di gruppi che facevano ricorso alla violenza, potrebbe essere considerato un atto di ribellione alle nuove imposizioni della polizia nei quartieri più poveri di Birmingham, ma la verità è che questi picchiatori non si limitavano ad aggredire gli agenti che tentavano di contrastarli. Si avventavano contro chiunque, indipendentemente dall'età, dal sesso o dal ceto sociale. Ben presto, vennero soprannominati peaky blinders.

La storia dei peaky blinders tra finzione e realtà

Il creatore della serie ha spiegato com'è nato in lui il desiderio di scrivere e raccontare la storia dei peaky blinders. Gli zii di suo padre, gli Sheldon, erano allibratori, eredi dei peaky blinders a Birmingham. In un'intervista a History Extra, Knight ha detto:

Mio padre mi raccontava uno degli aneddoti che mi hanno spinto a creare Peaky Blinders. Suo padre gli aveva dato un pizzino dicendogli di consegnarlo a uno degli zii. Mio padre ha bussato alla porta e ha visto un tavolo attorno al quale sedevano circa otto uomini, vestiti in maniera impeccabile, che indossavano berretti e portavano armi. Il tavolo era pieno di soldi.

Tuttavia, Steven Knight ha scelto di prendersi delle libertà quando ha iniziato a lavorare allo show, mescolando personaggi realmente esistiti ad altri di fantasia, solo in parte ispirati alla vera storia dei peaky blinders.

Nella serie televisiva, la scalata al potere della famiglia Shelby ha inizio appena dopo la grande guerra. È il 1919 e Tommy fa la sua trionfale apparizione nei vicoli di Small Heat. Dal Garrison Pub gestisce i suoi affari insieme ai fratelli Arthur e John e alla zia Polly, ma il ricordo della guerra che ha appena combattuto continua a tormentarlo. Scaltro e audace, spinto dal desiderio di rivalsa sociale, Tommy si ritrova presto invischiato con altri esponenti della criminalità inglese e irlandese. Billy Kimber, Darby Sabini, Alfie Solomon, l'IRA, una famiglia russa e aristocratica, l'ispettore Chester Campbell, la sindacalista Jessie Eden, il mafioso italo-americano Luca Changretta, il politico Oswald Mosley sono tutti ostacoli che Thomas Shelby deve superare per poter ricoprire il ruolo di spicco che ha saputo ritagliarsi nella sua città natale. Si tratta nella maggior parte dei casi di personaggi reali, le cui vicende sono state romanzate nella serie televisiva e intrecciate a quelle di Thomas Shelby. La differenza maggiore tra fantasia e realtà riguarda però il periodo storico in cui le vicende si collocano.

BBC/NetflixThomas Shelby, leader dei Peaky Blinders

Le avventure degli Shelby tra la prima e la quinta stagione si snodano, infatti, in un arco temporale che va dagli anni Venti ai Trenta del Novecento e, secondo Knight, continueranno fino al 1939.

Nella realtà, però, la guerra tra bande iniziò molto prima, attorno agli anni Settanta dell'Ottocento. Il regno dei peaky blinders, nello specifico, si colloca tra il 1980 e i primi decenni del Novecento.

I Birmingham Boys e Billy Kimber

La storia narrata in Peaky Blinders non fu firmata dai veri peaky blinders. Pur se veramente esistite, queste piccole bande non furono mai al centro della scena criminosa di Birmingham come lo furono invece i Birmingham Boys. Scommesse clandestine e attività illecite erano il pane quotidiano di questa banda di strada, il cui operato è decisamente più assimilabile alle imprese di Tommy in TV. Ma di chi erano i Birmingham Boys?

Intorno al 1910, i peaky blinders non riuscirono a rivaleggiare contro i cosiddetti Birmingham Boys capitanati da Billy Kimber, un leader intelligente e carismatico che, secondo l'opinione comune, potrebbe essere stato il modello su cui è costruito il personaggio di Thomas Shelby. Come il Tommy della serie televisiva, Billy Kimber divenne un famigerato gangster nell'Inghilterra degli anni Venti.

Secondo il resoconto di Chinn, il vero Kimber era uno scippatore e un estorsore, un uomo che non mancava di usare la forza bruta, ma che veniva ricordato dai contemporanei come una figura imponente, dal fascino magnetico.

Dopo quella che passò alla storia come la Epson Road Battle e il conflitto tra Solomon e Sabini, il potere di Billy Kimber andò via via disgregandosi e molti membri delle gang vennero arrestati, come testimoniano le foto segnaletiche divulgate nel 2013 dalla West Midlands Police.

SWNSI volti dei veri Peaky Blinders

Dopo essere apparentemente scomparso dalla circolazione nel '24, Kimber sbarcò in America nel '27. Secondo le ricostruzioni storiche, entrò in contatto con un membro della cerchia di Al Capone, tale Murray Humphreys, che si offrì di nasconderlo. Tornò in Inghilterra nel 1929 e riprese a operare nell'ambito delle corse ippiche nel sud-ovest dell'Inghilterra. Ben presto si accorse che le attività illegali legate agli ippodromi erano sorvegliate dalle autorità, così cercò altri modi per far soldi in maniera illecita.

La parabola di Kimber si concluse nel 1942, quando morì dopo una lunga malattia.

Qualche curiosità sulla serie

  • L'origine del nome è tuttora dibattuta. Carl Chinn nota che mito e storia si confondono nei resoconti relativi al periodo in cui le gang dominavano la città.

    Nello show BBC i peaky blinders sono chiamati così per via dell'abitudine di cucire lamette affilate nelle falde (peak) dei loro berretti che diventavano delle vere e proprie armi da usare contro i nemici. La banda spesso usa il berretto per sfregiare i volti degli avversari e accecarli (blinding).

    Lo storico David Cross, del West Midlands Police Museum di Sparkhill, sembra concordare, eppure, Chinn la pensa diversamente.

    Chinn nota che si tratta di uno scenario alquanto improbabile. Secondo l'autore di La vera storia dei Peaky Blinders, peaky era una parola che il popolo usava comunemente per indicare il cappellino piatto con visiera. Inoltre, le lame di rasoio avevano appena iniziato a circolare nell'ultimo decennio dell'Ottocento ed erano considerati dei beni di lusso, troppo costosi per una gang di criminali di Birmingham. I veri peaky blinders non erano i gangster che vediamo nella serie, non avevano il denaro sufficiente per fare delle lame di rasoio le proprie innovative armi.

    Inotre, sottolinea ancora Chinn, sarebbe difficile per chiunque maneggiare con precisione e potenza una lama di rasoio cucita nella parte morbida di un berretto, “È un'idea romantica creata da John Douglas e contenuta nel suo romanzo A Walk Down Summer Lane”.

  • Tommy Shelby adora bere whisky irlandese. Sull'etichetta della bottiglia, che frequentemente vediamo nella serie, leggiamo a chiare lettere Old Bushmills, un marchio che risale al 1608.

    Data la passione di Thomas per l'irish whisky e l'impatto della serie a livello mondiale, Tasting Collection ha dedicato alla serie una collezione di alcolici che porta il suo nome, Peaky Blinders Whiskey, Gin and Rum.

    Nella quinta stagione, Tommy è solito bere anche degli infusi con piccole dosi di oppio, causa delle allucinazioni che gli permettono di vedere la defunta moglie Grace.

  • Helen McCrory, interprete della zia Polly, ha rivelato che nella serie non vengono usate sigarette al tabacco, ma alle erbe, soprattutto per i non fumatori. Secondo l'attrice si tratta dello stesso tipo di sigarette usate nelle produzioni teatrali, sono senza nicotina e hanno un sapore orribile.

  • La ragione è che le sigarette sono senza filtro e inumidirle fa sì che la carta che avvolge il tabacco non si strappi a contatto con le labbra.

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