Ocean's Eleven: il colpo di Danny Ocean (plothole inclusi), spiegato

Warner Bros. George Clooney e Matt Damon in una scena di Ocean's Eleven - Fate il vostro gioco

Tutte le fasi del colpo grosso che George Clooney e soci mettono a segno nel brillante film di Steven Soderbergh.

Svaligiare un casinò per pagare il cachet degli attori. È quello che sognano i produttori se di mezzo c'è un film dal cast all-star come Ocean's Eleven - Fate il vostro gioco. Nei pensieri di George Clayton Johnson e Steven Soderbergh - rispettivamente sceneggiatura e regia - un colpo grosso (anzi, quel colpo grosso, stavolta senza il Rat Pack) serviva per realizzare una splendida lezione di magia prestata al cinema.

"È un po' complicato, non c'ha mai provato nessuno". Fatta eccezione per Frank Sinatra e Dean Martin, s'intende. Alle adorabili canaglie George Clooney e Brad Pitt occorre un'organizzazione perfetta e una squadra numerosa. "Qual è il bersaglio?"; "Da quant'è che non vai a Las Vegas?". Perché l'obiettivo è proprio la città delle luci (o del peccato, fa lo stesso) con quei suoi casinò a farne il più grande parco giochi d'America per adulti.

Danny Ocean, appena uscito di prigione, sogna di svaligiare le casse dei tre più importanti complessi della città. Parliamo del Mirage, dell'MGM Grand e del Bellagio, le cui liquidità sono protette in un caveau inaccessibile situato nei sotterranei dell'ultimo dei tre casinò.

Per portare a termine un colpo fantasmagorico serve un team spettacolare. 12 truffatori almeno, tra cui due Joker, un Murdoch e un Dennis Rodman, per non parlare della migliore Ella Fitzgerald. In ballo c'è un furto altamente remunerativo e altamente rischioso.  Un colpo "arraffa e scappa" - così lo definisce il Linus Caldwell di Matt Damon - da mettere a segno durante l'incontro di pugilato valido per il titolo mondiale dei pesi massimi tra Lennox Lewis e Wladimir Klitschko, quando nelle casse dei tre casinò circoleranno oltre 150 milioni di dollari. 

La complessità dell'operazione è dettata dal fatto che il sistema di sorveglianza del casinò prevede porte a riconoscimento magnetico, codici di sicurezza a sei cifre che cambiano ogni 12 ore, un ascensore che non si attiva senza un'identificazione delle impronte digitali e di una conferma vocale doppia (esterna, dal centro operativo del Bellagio, e interna, dal caveau). Ma non è finita qui: il pozzo dell'ascensore è munito di rivelatori di movimento e, se pure si è in grado di bypassarli, una volta usciti ci si ritrova faccia a faccia con due guardie equipaggiate con mitra Uzi. E poi c'è la porta blindata del caveau, il cui pavimento è disseminato di sensori di pressione. In pratica, l'accesso è solo dal casinò che però è difeso come Fort Knox.

Ciò che diverte di Ocean's Eleven - Fate il vostro gioco è il suo rendere sofisticato e brillante il genere dell'heist movie, con un tocco glamour dato dai protagonisti. Soderbergh gioca coi preparativi del colpo, divisi in fase per mezzo del montaggio e di alcune soluzioni stilistiche. Scorrono così via ricognizione, elettricità (causare un black-out la sera dell'incontro), sorveglianza (occhi e orecchie dappertutto), costruzione (replica del caveau utile al team per esercitarsi ma non solo, come vedremo più avanti), spionaggio, trasporti, senza contare imprevisti e bluff.

E non è tutto. Perché l'intera operazione cela dei risvolti sentimentali. "Intendi fottere l'uomo che si fotte tua moglie?", chiede Rusty a Danny. "Non è (esclusivamente) per questo", risponde l'ideatore del colpo, deciso a riconquistare l'ex consorte - Julia Roberts - e svaligiare il potente miliardario Terry Benedict (Andy Garcia).

Ocean's Eleven, il colpo al casinò step by step

Entrando nel vivo del colpo, questo inizia quando viene depositata la valigetta di Saul Bloom, uno del team spacciatosi per un mercante d'armi russo. Il diversivo serve a far incontrare Terry Benedict con Linus Caldwell, incaricato di rubare i codici di sicurezza all'algido tycoon servendosi di un identificativo della Commissione gioco d'azzardo del Nevada come copertura.

Contemporaneamente Yen, il minuto contorsionista della banda, viene chiuso all'interno di un vano con una riserva di ossigeno temporizzata. Trasportato da due finti inservienti, il carrello che dovrebbe contenere il deposito personale di Benedict (ma che in realtà nasconde Yen) viene affidato alle guardie di sorveglianza per essere poi condotto nel caveau. Quando lo "strizza" - un dispositivo che manda impulsi elettromagnetici - fa saltare la corrente in tutta Las Vegas, tutti i punti di accesso al caveau e al suo ascensore si bloccano per due minuti. Yen esce, trovandosi al centro della stanza, a 3 metri da tutto. Deve raggiungere la porta d'ingresso senza toccare per terra, eseguendo un salto mortale all'indietro. Nel frattempo, Linus, congedatosi con una scusa da Benedict, ha raggiunto l'ascensore e incontrato Danny. I due accedono dal vano ascensore al corridoio del caveau, mettono fuori gioco le guardie con del sonnifero e, coperti dalle telecamere violate dal team - che inviano immagini false al centro operativo - fanno esplodere la porta blindata.

Qui le cose prendono una piega inaspettata. Benedict riceve una telefonata da Rusty, che gli comunica il furto in corso, assicurando che la banda preleverà solo la metà del deposito, lasciando gli altri 80 milioni di dollari nel caveau, proponendo di fatto un accordo all'uomo (per frodare l'assicurazione) sotto la minaccia di far esplodere il denaro nel bunker e pure quello nelle valigette. Sei borsoni contenenti il denaro dovranno essere portati fuori dagli uomini della sicurezza della struttura e depositati in un furgone bianco senza contrassegni.

Benedict, però, fa contattare il 911, non sapendo che la chiamata viene deviata dal team di ladri. A questo punto, avviene lo snodo decisivo: esplode l'interno del caveau mentre interviene una finta squadra S.W.A.T. osservata attraverso i monitor dal proprietario del casinò. Viene fermato anche il furgone bianco, che si scopre essere telecomandato. Il mezzo esplode (come l'interno del caveau) rivelando il vero contenuto dei borsoni: i soldi sono spariti, al loro posto solo volantini di prostitute, sparsi anche sul pavimento del caveau del Bellagio.

Benedict fa controllare a ritroso il video del furto, scoprendo che si tratta di immagini registrate di una replica del caveau. I finti S.W.A.T. fuggono con tutti i 163 milioni di dollari, beffando l'odioso miliardario. Un happy ending che però lascia lo spettatore con almeno un paio di dubbi. Nel corso della rapina si ha infatti un'idea generale di ciò che avviene, senza che la macchina da presa raggiunga mai il totale controllo della situazione (un effetto, questo, voluto per amplificare il coup de théâtre finale). Zone grigie si ammassano tra una scena e l'altra, sfociando in veri e propri plothole. Quando e come la banda ha ottenuto i volantini dello strip club? Come ha fatto ad introdurli nel caveau? Ciò non viene mai mostrato sullo schermo (non può essere stato Yen, il vano in cui è rinchiuso contiene a malapena il suo corpo). Per non parlare di qualche incongruenza di scrittura: un sistema di sicurezza impenetrabile e due finti inservienti entrano con un carrello prima nell'hotel e poi nel casinò? Un agente della Commissione gioco d'azzardo del Nevada che gira indisturbato per i corridoi interni del casinò? Buchi o grossolanità di sceneggiatura che siano, non importa. Quello di Ocean's Eleven - Fate il vostro gioco è un colpo grosso del cinema brillante hollywoodiano, un must dei film di rapina.

  • Il motivo che risuona a colpo avvenuto, con la banda riunita davanti la fontana, è "Clair De Lune" di Eugene Ormandy & The Philadelphia Orchestra. La canzone che invece anima il finale vero e proprio del film, quando Danny esce nuovamente di prigione e trova ad aspettarlo Rusty e Tess, è "69 Police" di David Holmes.

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