Skam Italia 4, spunta una scena inedita: il rito dei 100 giorni di Sana e gli altri

Netflix ha lanciato una scena rimasta fuori dal montaggio conclusivo della quarta stagione: ecco come gli otto protagonisti festeggiano i 100 giorni alla maturità.

Molti maturandi festeggiano i 100 giorni all'esame con una festa in spiaggia. È una vecchia tradizione: gli amici si ritrovano e scrivono il voto che ci si aspetta (o si spera) di prendere sulla sabbia.

I numeri scritti devono essere cancellati dalle onde: se l'onda non li cancella completamente, vuole la tradizione, lo studente prenderà dieci punti di meno. Non sappiamo com'è andata nel caso dei ragazzi di Skam Italia: quel che è certo è che il regista e sceneggiatore della serie, Ludovico Bessegato, ci aveva pensato eccome.

La scena del rito dei 100 giorni, rimasta fuori dal montato conclusivo di Skam Italia, è stata postata da Netflix Italia su YouTube: il video, che potete vedere in apertura di questo articolo, è emozionante e divertente come al solito.

Ad iniziare il rituale è Gio (Ludovico Tersigni) che spara un 95. Seguono a ruota Martino (Federico Cesari) ed Elia (Francesco Centorame) con 90 e 80. Saltato Luchino (Nicholas Zerbini), che è scaramantico e ci vuole pensare un attimo ma finisce per scrivere un modesto 60, tocca a Federica (Martina Lelio) con 67, a Silvia (Greta Ragusa) con 90 e ad Eva (Ludovica Martino) con 75.

L'ultima non poteva essere che Sana (Beatrice Bruschi), che scrive 100 e subito dopo aggiunge un saggio "giorni": quelli che mancano all'esame di Stato e al rito di passaggio verso l'età adulta.

Inevitabile chiedersi a questo punto se ci sarà Skam Italia 5, magari dedicato ad Elia e alla sua "nuova vita" in casa di Filippo (Pietro Turano), il fratello di Eleonora (Benedetta Gargari). Il finale fa capire che difficilmente ci sarà un nuovo ciclo di episodi, ma Bessegato ha spiegato in una recente intervista che è disponibile alla quinta stagione, "se ci verrà richiesta" e "se ci saranno le condizioni".

Intanto, ha commosso i fan il post di Sumaya Abdel Qader, la scrittrice esperta di mediazione linguistica e culturale (e prima musulmana consigliera comunale a Milano) che ha fatto da consulente a Bessegato per raccontare le vicissitudini di Sana e la realtà dei giovani musulmani italiani.

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Sembra così lontano il giorno in cui abbiamo iniziato questo progetto. Ci siamo conosciuti un anno e mezzo fa @ludovicobessegato ed io. È stato un incessante scambio di idee, confronti, parole e frasi cancellate e ripensate. Tutto quello che troverete in questa stagione ha un suo perché, pur coscienti che non tutto verrà capito o condiviso da tutti e anzi magari anche diversamente interpretato. Fa parte del gioco. E lo sapevamo. La sfida ora è far tesoro di tutti gli stimoli, riflessioni e idee che ne scaturiscono per fare ancora meglio. Perché questa stagione, questa serie, sono un manifesto alla pluralità, un manifesto all'inclusione e capacità di confronto costruttivo anche con chi la persa diversamente e per questo ritenuto diverso e lontano. Eppure, in qualche modo, siamo solo apparentemente diversi. Alla fine siamo tutti uguali: appassionati di qualcosa, fragili, alla ricerca più o meno consapevole di chi siamo e cosa vogliamo; siamo pieni di difetti e contraddizioni; siamo pieni di paure che ci spingono a volte ad alzare muri, odiare o peggio far violenza. Ma siamo anche pieni di speranza e voglia di vivere, una energia che deve tradursi in una grande e travolgente onda d'amore per la vita. A Ludovico il mio più sincero grazie per avermi dato fiducia e per avermi fatto fare questa straordinaria avventura. Vi dico un segreto: confrontarsi con rispetto è bellissimo. Fa star bene e fa crescere. #skam4 #skamitalia #skamremake

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Abdel Qader, già autrice di libri come Porto il velo, adoro i Queen e Quello che abbiamo in testa, racconta il suo lavoro con lo sceneggiatore e definisce questa stagione di Skam Italia "un manifesto alla pluralità, un manifesto all'inclusione e capacità di confronto costruttivo anche con chi la pensa diversamente e per questo ritenuto diverso e lontano".

Eppure, in qualche modo, siamo solo apparentemente diversi. Alla fine siamo tutti uguali: appassionati di qualcosa, fragili, alla ricerca più o meno consapevole di chi siamo e cosa vogliamo; siamo pieni di difetti e contraddizioni; siamo pieni di paure che ci spingono a volte ad alzare muri, odiare o peggio far violenza. Ma siamo anche pieni di speranza e voglia di vivere, una energia che deve tradursi in una grande e travolgente onda d'amore per la vita.

Come abbiamo scritto nella nostra recensione, il finale è un vero e proprio addio all'adolescenza e la chiusura di un cerchio: una serie che il pubblico vorrebbe non finisse mai.

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