Sherlock Holmes - Gioco di ombre, 5 curiosità sulla scena del treno

Warner Bros. Pictures Robert Downey Jr. e Jude Law in Sherlock Holmes - Gioco di ombre

La regia di Guy Ritchie, le interpretazioni di Robert Downey Jr. e Jude Law, una trama incalzante e sequenze memorabili. Il successo di Sherlock Holmes - Gioco di ombre dipende da tanti fattori e la spettacolare scena del treno è uno di quelli.

I sequel spesso soffrono il confronto con l'opera originale. Ma non tutti. Sherlock Holmes - Gioco di ombre è una delle eccezioni. Il secondo capitolo del franchise dedicato al leggendario detective ha saputo mantenere il ritmo, la suspense e il divertimento del primo. E ha finito anche per superarlo al box office. 

Di certo, la regia sincopata e incalzante di Guy Ritchie, l'interpretazione istrionica di Robert Downey Jr. e la perfetta controparte della recitazione misurata di Jude Law hanno avuto un ruolo fondamentale nel successo del film. Così come la sceneggiatura che attinge con intelligenza all'opera di Sir Arthur Conan Doyle. Ma non si può ignorare il contributo di alcune sequenze che sono diventate veri e propri cult.

In Sherlock Holmes - Gioco di ombre, una è senza dubbio la scena del treno (che potete rivedere divisa in 3 parti nei video qui sotto). Com'è stata realizzata e quali segreti nasconde? Ecco 5 curiosità che la rendono (ancora più) speciale.

Effetti reali e speciali

La scena del treno in Sherlock Holmes - Gioco di ombre dura circa 10 minuti ed è una girandola di azione in una continua alternanza di ambienti interni ed esterni. Per realizzarla, l'azienda britannica di effetti speciali Framestore ha utilizzato un insieme di immagini reali e computer grafica che ha restituito un risultato eccezionale.

Il treno è stato creato con una carrozza posizionata davanti a un green screen e poi inserito in un ambiente digitale. Invece, il convoglio in corsa è stato realizzato con la CGI ed è stato aggiunto su binari reali filmati dall'alto con un elicottero:

Gli ambienti erano il risultato di diversi filmati realizzati con telecamere panoramiche orientate in diverse direzioni, con angolazioni differenti, in modo da poter costruire più scenari. È stato anche usato il braccio di una gru montato sulla parte superiore del treno per riprendere le persone che cadevano e le esplosioni.

In questa incredibile mescolanza di effetti speciali e realtà, il vapore che esce dalla locomotiva è stato realizzato con un programma di computer grafica 3D e una sofisticata tecnica di rendering. Inoltre, per rendere ancora più verosimile il risultato finale, sono stati inseriti riflessi complementari nei finestrini e cespugli, arbusti e alberi creati in digitale nella vegetazione che fa da cornice al treno in corsa.

Il travestimento di Sherlock Holmes

Il travestimento da donna di Sherlock Holmes è una delle trovate più iconiche e divertenti del film. Ma all'inizio, il celebre detective avrebbe dovuto indossare... l'abito talare. È stato Robert Downey Jr. a proporre di sostituire il camuffamento da prete con quello da (muscolosa) lady inglese.

L'idea si è rivelata azzeccata, ma non è chiaro se l'attore abbia preso spunto da L'avventura della Pietra di Mazarino. Nel racconto di Sir Arthur Conan Doyle, contenuto nel volume Il taccuino di Sherlock Holmes, il celebre detective si traveste da vecchietta. Robert Downey Jr. non ha mai parlato della questione. Tuttavia, ha dichiarato che per prepararsi al ruolo ha studiato in maniera approfondita l'opera del grande autore scozzese.

La pipa di Sherlock Holmes

A un certo punto della scena del treno, la situazione per Sherlock Holmes e Watson è a dire poco critica e sta per diventarlo ancora di più. Ma il detective mostra la solita imperturbabile fiducia e si accende la sua iconica pipa (dal minuto 0:12, nel terzo video qui sotto):

Noi aspettiamo. Io fumo.

Ma il modello che impugna l'investigatore non è quello che ha ispirato la silhouette delle pipe Sherlock dell'azienda irlandese Peterson. Invece, si tratta di un modello francese da donna.

L'occhio di Jude Law

Non è un mistero che i due film di Sherlock Holmes diretti da Guy Ritchie abbiano richiesto un grande sforzo fisico ai loro protagonisti. Robert Downey Jr. e Jude Law hanno realizzato in prima persona la maggior parte delle scene d'azione. Con qualche inevitabile incidente.

Nella prima pellicola, la star del Marvel Cinematic Universe ha rimediato un pugno alla mascella che gli è costata 6 punti di sutura. Invece, nella seconda, a fare le spese delle riprese movimentate è stato il suo collega. Nella scena del treno, il dottor Watson riesce a evitare di essere crivellato dai proiettili degli scagnozzi di Moriarty sdraiandosi sul pavimento della carrozza. Ma le (finte) esplosioni hanno fatto schizzare alcuni detriti in un occhio al povero Jude Law.

Il fattaccio si può vedere chiaramente al minuto 1:03 del terzo video (qui sotto). Mentre Sherlock Holmes rinfaccia in maniera petulante al suo fedele (e paziente) aiutante che non ha utilizzato come doveva l'opportunità che gli ha procurato, Watson si tiene le mani sul viso. Il gesto molto naturale non è (solo) il risultato della bravura di Jude Law, ma (soprattutto) del dolore reale provato dal'attore.

Le citazioni da William Shakespeare

I film di Sherlock Holmes di Guy Ritchie contengono una incredibile quantità di citazioni e metacitazioni e Gioco di ombre non fa eccezione. Tra la tante, alla fine della scena del treno ce n'è una particolarmente significativa. 

Dopo avere sconfitto gli emissari di Moriarty, Watson accetta a malincuore di aiutare il detective, pronunciando una frase che è un riferimento alla letteratura classica britannica:

Ancora una volta nella mischia.

Il fedele dottore dice le parole con una intonazione che significa che è l'ultimo favore che fa Sherlock. Ma in realtà, la frase è tratta dal discorso di incitamento di Enrico V ai suoi soldati nel terzo atto della omonima tragedia di William Shakespeare:

Ancora una volta, alla breccia, cari amici, tornate alla breccia, oppure chiudete il varco coi nostri caduti!

Il legame tra l'Enrico V e Sherlock Holmes non finisce qui. Più avanti nell'opera del bardo, il re d'Inghilterra esclama "Che il gioco abbia inizio!". Ovvero, una delle frasi preferite dal celebre detective.

Insomma, la scena del treno contiene una quantità di dettagli ed è realizzata con una cura che non fanno che confermare le ragioni del grande successo di Sherlock Holmes - Gioco di ombre.

Fonti: IMDb, FX Guide, Framestore

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