Homeland - Caccia alla spia 8x12: la recensione del finale di serie

La resa dei conti, e il cuore della narrazione - il rapporto fra Carrie e Saul - al centro del finale di serie trasmesso ieri da FOX. Ecco la recensione dell'ultimo episodio di Homeland.

Brody. Nicholas Brody. Il co-protagonista delle prime stagioni di Homeland, interpretato da Damian Lewis, torna per il finale di serie. Le sue parole aprono l’ultimo episodio in cui Claire Danes, nei panni di Carrie Mathison, viene sospettata di essere diventata un’agente nemica dopo la prigionia in Russia, com’era stato con Brody.

La decisione impossibile

Carrie Mathison, ora, deve prendere la decisione più difficile della sua vita. Ancora più difficile di separarsi da Franny, la figlia avuta da Brody, per tenerla al sicuro.

Mentre Saul Berenson (Mandy Patinkin) è alle prese con la gestione di una crisi che sta per sfociare in una guerra degli USA con il Pakistan, Carrie sa che la sua scelta sarà determinante per quella guerra.

I russi interverranno, consegnando la scatola nera dell’elicottero precipitato con il Presidente a causa di un guasto meccanico, solo se avranno il nome della spia di Saul al Cremlino. Ma Saul nega anche a Carrie la sua esistenza: l’unico modo per scoprire l’identità della risorsa e fermare il conflitto è uccidere Saul per “ereditare” il contatto di Anna (Tatyana Mukha).

La resa dei conti

Fra i nemici da affrontare c’è un nemico interno: John Zabel (Hugh Dancy, il marito di Claire Danes), vuole far scoppiare la guerra e manovra il Presidente Hayes (Sam Trammell) come vuole. 

E al momento del confronto fra Carrie e Saul - che ha intuito le intenzioni di Carrie - quando finalmente si parlano apertamente, Saul afferma di avere un’alternativa per fermare la guerra. Ma Carrie non pensa che possa funzionare. Saul caccia Carrie da casa - la ospita lui, da quando è tornata - e lei è pronta ad agire. A metterlo fuori combattimento e consegnarlo ai russi. E lui, in procinto di essere consegnato al nemico, si rifiuta comunque di tradire Anna.

In una sequenza che mai avremmo mai pensato di vedere, Carrie consegna Saul ai russi perché venga ucciso per far ereditare a Carrie le istruzioni per contattare Anna.

Un istante prima che l’iniezione letale venga fatta, Carrie supplica Saul di parlare… E si prende un insulto. Carrie ferma l’iniezione e dice ai russi di mettere in atto il piano B, come previsto. 

Non l’avrebbe mai fatto uccidere, voleva solo farglielo credere.

Carrie bluffava, ma c’era da crederle. In fondo, sono 8 stagioni che ci fa credere cose che poi si rivelano false, giusto?

Il piano B

Convincere la sorella di Saul, Dorit (Jaqueline Antaramian), che Saul sia morto per farsi passare eventuali istruzioni o testamenti, o abbia lasciato qualcosa per lei, è il piano B. E qualcosa c’è: una chiavetta in una busta.

Da qui a consegnare il nome a Gromov (Costa Ronin) è un attimo. 

Scott Ryan (Tim Guinee) non riesce a mettere in salvo Anna. E deve fare di peggio: deve darle la sua pistola perché si suicidi.

Anna preferisce morire che cadere nelle mani dei russi.

La registrazione della scatola nera viene resa pubblica. La guerra viene scongiurata. Saul è vivo, ma Anna è morta. 

E il finale di Homeland, il vero finale, prevede la fine di qualsiasi rapporto fra Carrie e Saul. Perché su questo, per 8 stagioni, si è fondata: sul rapporto fra il mentore e la sua protetta,  sul rapporto fra una donna afflitta da una malattia mentale ma pronta a qualsiasi cosa per il proprio Paese e l’uomo che è diventato il suo padre putativo.

Carrie ha tradito Saul. 

Il gran finale

Homeland non ci ha mai fatto mancare i colpi di scena. E per il gran finale, l’ultimo episodio, ce ne ha riservati diversi.

Il concerto di Kamasi Washington con la nuova vita di Carrie insieme a Gromov due anni nel futuro si svolge contemporaneamente alla scoperta di Saul, negli Stati Uniti, del libro di Carrie. Un libro scritto per spiegare perché ha “dovuto tradire il suo Paese”.

L’ha raccontato in un libro… Senza averlo mai fatto davvero.

Stava solo prendendo il posto di Anna. Ricostruendo personalmente quella rete che, secondo Saul, senza Anna avrebbe richiesto almeno dieci anni di lavoro. Carrie Mathison ce l’ha fatta in due.

NOTA

Gli episodi verranno doppiati in estate e poi trasmessi in italiano. Seguiteci per tutti gli aggiornamenti.

Leggi anche

      NoSpoiler Il rispetto della tua privacy è la nostra priorità

      Utilizziamo i cookie per assicurarti la migliore esperienza nel nostro sito. Accetta e continua per prestare il consenso all'uso di tutti i cookie. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi . Potrai consultare le nostre Informativa privacy e Policy sui cookie aggiornate in qualsiasi momento.