Erased: 5 motivi per guardare l'anime su Netflix

Studio A-1/Kei Sanbe Erased Anime

Erased è un anime che si è rivelato una delle perle nascoste del catalogo dedicato all'animazione giapponese di Netflix. Ecco 5 motivi per recuperarlo al più presto.

Netflix nei suoi menu infiniti nasconde spesso delle perle di rara bellezza non sempre facili da trovare. Uno di questi è l’anime Erased, presente già da un po’ di tempo nel catalogo. Originariamente la serie animata, realizzata dagli studi d’animazione A-1 Pictures, è andata in onda in Giappone nel 2016, e comprende soltanto 12 episodi.

Erased, il cui titolo originale giapponese è Boku dake ga inai machi (traducibile come “la città in cui io non ci sono”) è nato in origine come un manga di tipo seinen, realizzato da Kei Sanbe, composto da 8 volumi più un volume extra dedicato ad alcune storie secondarie. In Italia il manga è stato portato a termine completamente da Star Comics.

Il successo di Erased in patria è stato tale da realizzarne persino un film live-action, uscito sempre nel 2016, e in seguito una serie TV, sempre con attori in carne ed ossa, prodotta da Netflix in collaborazione con Kansai TV e uscita in tutto il mondo a fine 2017. La serie TV è infatti disponibile attualmente anche sul Netflix italiano.

La storia segue il protagonista Satoru Fujinuma, un ragazzo di 29 anni che vive nella cittadina di Chiba. Sogna di diventare un mangaka, ma siccome fatica a emergere con i suoi fumetti è costretto a lavorare part time in una pizzeria come fattorino. Satoru ha un misterioso potere speciale, che lui chiama Revival, che lo manda indietro nel tempo di qualche minuto quando intorno a lui sta per succedere qualche pericoloso incidente in cui qualcuno rischia la vita.

Un giorno, mentre si trova in giro con la madre, ha improvvisamente uno di questi Revival, ma non riesce a capirne il motivo dato che, in apparenza, non avviene nessun incidente. Sua madre Sachiko, con il suo fiuto da ex giornalista, ha però notato qualcosa di strano in un uomo che probabilmente stava per compiere un rapimento ai danni di un bambino, ma che ha desistito quando ha notato di essere tenuto d’occhio dalla donna.

La sera Satoru torna a casa dopo il lavoro e trova la madre morta vittima di un omicidio. La vicina di casa di Satoru fraintende la scena e crede sia lui l’assassino, e il giovane è costretto a scappare. Durante la fuga all’improvviso avviene un nuovo Revival, solo che stavolta Satoru torna indietro di ben 18 anni, ai tempi in cui faceva le scuole elementari in Hokkaido.

Nel suo corpo di 11 anni, Satoru si rende conto di avere una possibilità non soltanto per salvare la madre, ma anche per evitare l’omicidio da parte di un serial killer di tre bambini delle elementari che avevano provocato in lui un trauma all’epoca. Satoru capisce così che passato e presente sono collegati e inizia a dare la caccia al serial killer per evitare che gli omicidi si ripetano.

Se non vi siete ancora convinti a guardare Erased, allora ecco ben cinque motivi validi per dare una chance alla serie.

1. I personaggi

Studio A-1/Kei SanbeErased protagonisti

Erased ha un cast di personaggi che in soli 12 episodi sapranno conquistarvi dal primo all’ultimo. Satoru è un protagonista davvero ben caratterizzato, che durante l’infanzia ha subito vari traumi che l’hanno portato a essere distaccato nei rapporti interpersonali. Tornare indietro nel tempo gli dà una nuova motivazione e gli fa apprezzare tante piccole cose della sua vita, e durante la serie crescerà tantissimo caratterialmente. Non è da meno sua madre Sachiko, amorevole e intelligente, è sempre pronta a supportare suo figlio in ogni modo e a insegnargli cosa è giusto o sbagliato.

Splendidi anche i compagni di classe di Satoru nel passato, che da semplici amici diventano una risorsa importante nella missione di Satoru. In particolare Kenya con il suo acume brillerà leggermente di più rispetto agli altri. Kayo è poi un personaggio a cui è impossibile non affezionarsi. Nella timeline originale è la prima vittima dell’assassino, e sarà il primo obiettivo da salvare per Satoru una volta tornato indietro nel tempo. La fragilità della bambina non potrà non fare tenerezza, e siamo convinti che in massimo un paio di episodi la vorreste proteggere come se fosse vostra figlia o la vostra sorellina. Infine non si può non citare il supporto che Airi, una collega della pizzeria in cui lavora Satoru, dà a quest’ultimo nella sua avventura.

I personaggi sono tanti, ma ognuno, per quanto possa apparire poco, è ben caratterizzato e saprà lasciare il segno in questa storia.

2. La colonna sonora

Studio A-1/Kei SanbeErased Asian Kung-fu Generation

Erased ha delle musiche davvero belle, in particolare l’opening e la ending di ogni episodio. Difficilmente vi verrà voglia di saltare la sigla iniziale quando sentirete le note di Re:Re: degli Asian Kung-Fu Generation, famosa band rock giapponese molto legata al mondo degli anime. In passato infatti, alcuni loro pezzi avevano fatto da sigle alle serie animate di Naruto e Full Metal Alchemist. Oltre alla musica in sé sono anche molto belle le immagini associate, che in alcune occasioni cambiano a seconda degli eventi visti nella storia. Anche il testo, seppur in giapponese, sembra fatto apposta per quest’anime, infatti parla di occasioni perdute in passato e della voglia di tornare a quei momenti ormai scomparsi nel tempo per cambiarli.

La ending è invece Sore wa Chiisana Hikari no Youna, cantata dalla cantante pop Saiyuri. Una melodia più leggera e calma, accompagnata da immagini evocative che fanno riferimento in particolar modo ai personaggi femminili dell’anime. Difficilmente vi verrà voglia di skipparle una volta iniziate.

3. Le emozioni (e i pianti)

Studio A-1/Kei SanbeErased Satoru Airi

Preparatevi una nutrita scorta di fazzoletti, perché Erased è pieno di momenti in cui chi ha la lacrima facile cederà piangendo come un fiume in piena. I momenti brutti e belli saranno molti, e tutti ben orchestrati dall’autore, che mai forzerà le scene appositamente per far piangere gli spettatori. Ogni momento emozionalmente forte è genuino, creato con naturalezza dal carattere schietto e ben delineato dei personaggi che interagiranno tra loro. Sarà impossibile restare indifferenti alle vicende nella loro interezza, specialmente nelle puntate finali dove alcune scene saranno così belle da spingervi a riguardarle più e più volte.

4. Un racconto avvincente

Studio A-1/Kei SanbeErased Kayo

Iniziato il primo episodio dovrete staccarvi con la forza dal continuare a oltranza la serie. Certo se avete un po’ di tempo a disposizione 12 episodi da 20 minuti circa non sono poi così tanti per fare una bella sessione di binge watching. La storia di Erased parte con naturalezza in un giorno come tanti di Satoru, ma in men che non si dica ci ritroviamo così immersi nel suo mondo dal voler vedere a tutti i costi come le vicende vanno avanti.

Le tematiche della serie si mescolano in armonia tra di loro: tra l’enigma legato al misterioso assassino, la vita scolastica di Satoru tornato indietro nel tempo, i rapporti tra personaggi e l’evoluzione di questi e tanti altri dettagli tra presente e passato che non danno segno di avere nessun tempo morto fino al raggiungimento della conclusione della storia.

5. Il finale

Studio A-1/Kei SanbeErased Satoru adulto e bambino

Tranquilli non intendiamo assolutamente fare degli spoiler. Come dicevamo prima probabilmente la bellezza di questa storia è in gran parte dovuta anche al suo finale. Gli anime giapponesi faticano sempre a chiudere le vicende in maniera esemplare rispetto alle premesse create nelle fasi iniziali della storia. A pensarci sono molti di più i finali deludenti che quelli eccelsi. Erased è un’eccezione, perché il finale esalta ancor di più le qualità di questa serie, risolvendo ogni dubbio rimasto in sospeso e lasciando un messaggio forte e commuovente allo spettatore.

Una conclusione che mette davvero la parola fine alla serie, senza possibilità di appello per un seguito. Ed è giusto così, non tutte le serie devono durare ad oltranza perché hanno successo, a volte è bello godersi una storia breve ma intensa, che riesce a lasciarci qualcosa dentro una volta finita definitivamente.

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