Signs: alla scoperta degli alieni del film di Shyamalan

Touchstone Pictures Joaquin Phoenix e Mel Gibson in una scena del film Signs

Da quale pianeta vengono? Perché sono così invisibili? E soprattutto perché sono arrivati proprio sulla Terra, il "pianeta blu"?

Signs, il quinto lungometraggio di M. Night Shyamalan, è uno dei primi film statunitensi post 9/11. L'atteso seguito degli exploit Il sesto senso e Unbreakable richiama i classici della fantascienza anni '50 e gli incontri ravvicinati del terzo tipo per materializzare la paranoia securitaria e la paura per il diverso.

La storia del predicatore che ha perso la fede (Mel Gibson), si trasferisce in Pennsylvania con i suoi due figli e con il fratello (Joaquin Phoenix) e scopre alcuni misteriosi cerchi nel grano, è quella di una famiglia in crisi e del vuoto nel quale il Paese è sprofondato.

Shyamalan mostra poco o nulla: la minaccia di Signs è sempre fuoricampo. La figura extraterreste si intravede, ma mai a fuoco: solo il televisore (anche quando è spento) restituisce le loro immagini.

Gli alieni sono "armati" di un gas velenoso, eppure sono "allergici" all'acqua. Questa caratteristica ha portato molti spettatori a domandarsi: perché una razza aliena con tecnologia avanzata, intelligenza fuori dal comune e mobilità illimitata, viene a visitare il "pianeta blu"?

Gli alieni di Signs sono venuti per gli esseri umani, non per la Terra. Ma perché? E di che razza sono? Le interpretazioni che sono state date a queste domande sono molteplici.

Partiamo dai dati fisici. Non sappiamo quale sia la loro provenienza né il loro habitat: questi esseri appaiono soltanto molto atletici, hanno profondi occhi neri e artigli affilati, la loro pelle cambia colore e gli dà il potere di mimetizzarsi. Espellono il gas dai polsi ma sono vulnerabili all'acqua (per loro è come acido) e non conoscono la realtà umana: non riescono ad aprire una porta o ad attraversare un bosco. L'illustratore messicano Carlos Hernandez ha dedicato loro un'elaborazione concettuale sul suo sito ufficiale.

Sebbene siano in grado di compiere viaggi intergalattici nel vuoto siderale, non si sa che tipo di armi abbiano, se avanzate o meno, e soprattutto quali intenzioni. Al tempo stesso, per una qualche strana ragione, non indossano indumenti.

Touchstone PicturesUn alieno in una scena del film Signs
Che intenzioni hanno gli alieni di Signs?

Qual è il loro obiettivo? Questo non è mai chiarito né spiegato, ma nel seminterrato sappiamo che sono venuti a "raccogliere gli umani".

Gli alieni come demoni

Una delle "fan theory" più diffuse è la cosiddetta "demon theory", nata su siti di matrice cattolica e conservatrice come The Imaginative Conservative: gli extraterresti idrofobi (l'acqua nella casa di un prete è santa) sono diavoli dell'inferno che vogliono le anime vulnerabili ed eterne, come quella di Graham. Un pastore senza Dio che si rifiuta di pregare e ha abbattuto le barriere di protezione attorno a lui.

Graham lotta contro i demoni prima e durante il film: ha perso fiducia e prova rabbia verso Dio per la morte di sua moglie. Quando le creature cercano di farsi strada nel seminterrato, l'ex sacerdote dice a se stesso ad alta voce: "Non sono pronto". La battaglia spirituale che gli è stata affidata è insormontabile e l'avvenimento salvifico sono i "segni" (la mazza da baseball di Merrill, i bicchieri d'acqua di Bo, l'asma di Morgan) che gli permettono di riscoprire l'esistenza di Dio e il vero significato della vita.

Altro che diavoli: portatori di pace

Un'altra teoria sostiene che gli alieni sono venuti per aiutarci, non per attaccarci. Non a caso la loro prima apparizione arriva quando Graham ammette alla figlia Bo (Abigail Breslin) che quando parla da solo, in realtà lo fa con la moglie scomparsa, la quale però non gli risponde mai. Quindi gli alieni di Signs sarebbero "presenze" che ci supportano e non si mostrano (ecco perché non aprono le porte, si confondono tra i cespugli alle feste dei bambini e si nascondono tra le fitte pannocchie dei campi) per non spaventarci.

Un utente su Reddit ritiene che non si tratta di un'invasione né di un raid: la Terra è talmente inospitale per gli extraterresti che questa popolazione aliena la sta usando come una sorta di enorme prigione per i loro criminali.

A questa teoria risponde un'altra suggestione: l'acqua della fattoria Hess è contaminata. Gli alieni non sono allergici all'acqua, ma a qualcosa che è presente nell'acqua: un pesticida o un antiparassitario per il grano.

La vittoria degli Hess è temporanea: gli "intrusi" non sono stati sconfitti del tutto, torneranno tra qualche anno. Quelli che abbiamo visto nel film erano dei semplici "esploratori".

Jonathan Bacon su Little White Lies arriva addirittura a scrivere che Signs è un'allegoria sulla "febbre apocalittica che ha attanagliato l'America", un film "sul localismo contro la globalizzazione" e sulla "spaventosa mentalità che ha portato a Trump presidente".

La spiritualità di Shyamalan, ovviamente, è più inquieta, come ha ammesso il regista stesso, un induista formatosi in scuole cattoliche.

La religione è un gruppo di persone che sostiene che la sua particolare versione di Dio è quella giusta, e ciò è difficile da accettare dal mio punto di vista. Il mondo è diventato un posto così piccolo. Mi è difficile credere che un ragazzo in Nepal, un bambino in Africa e un vecchio in Maine abbiano tre diverse versioni di Dio e nessuna di queste sia quella giusta. Non riesco proprio a crederci. Ci deve essere qualcosa di unificante.

Ma in fondo questi extraterrestri, come il visibile e l'invisibile, il dentro e il fuori, i segni e le coincidenze, esistono davvero? O forse gli "intrusi", impossibilitati a vedere, siamo proprio noi?

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