Brooklyn Nine-Nine dona 100mila dollari al National Bail Fund

La morte di George Floyd ha segnato uno spartiacque anche a Hollywood. Brooklyn Nine-Nine ha donato 100mila dollari al National Bail Fund e altre serie TV sulla polizia stanno prendendo posizione a sostegno del movimento Black Lives Matter.

Fox/NBC Il cast di Brooklyn Nine-Nine

Mentre negli USA continuano le proteste per la morte di George Floyd, si moltiplicano le manifestazioni e le iniziative di solidarietà del mondo dello spettacolo a sostegno del movimento Black Lives Matter. Dopo la presa di posizione di Netflix, Marvel Studios, HBO e molti altri studi di Hollywood, nelle scorse ore è stata la volta della serie TV Brooklyn Nine-Nine. Il cast e la crew della produzione NBC hanno donato 100mila dollari al National Bail Fund Network (un progetto che opera attivamente per la riforma del sistema delle cauzioni in USA).

Come riporta TV Line, l'iniziativa è stata condivisa pubblicamente sui social dal produttore esecutivo, Dan Goor, e da diversi membri del cast:

Il cast e gli showrunner di Brooklyn Nine-Nine condannano l'omicidio di George Floyd e sostengono le molte persone che stanno protestando a livello nazionale contro la brutalità della polizia. Insieme, abbiamo donato 100mila dollari al National Bail Fund Network. Vi incoraggiamo a cercare la vostra organizzazione di riferimento: il National Bail Fund Network può aiutarvi a trovarla.

L'alter ego di Rosa Diaz, Stephanie Beatriz, ha rivelato su Twitter di avere fatto una ulteriore donazione a titolo personale, spiegando di sentire la responsabilità e la necessità di agire in modo concreto per il fatto di essere un detective sul piccolo schermo:

Sono un'attrice che interpreta un poliziotto in TV. Attualmente interpretate un poliziotto? Guadagnate decine, centinaia o migliaia di dollari l'anno perché interpretate un poliziotto? Fatevi due conti.

Come ricorda TV Line, nelle sue 7 stagioni, Brooklyn Nine-Nine ha affrontato in più episodi argomenti di attualità come l'immigrazione clandestina, la violenza armata, il movimento #MeToo e il razzismo. Tuttavia, Variety osserva che la serie, come altre sulla polizia, non è stata esente da critiche per la sua rappresentazione delle forze dell'ordine empatica e solidale.

La brutale uccisione di George Floyd ha segnato uno spartiacque e molte produzioni hanno sentito la necessità di promettere al pubblico una maggiore attenzione alle tematiche razziali e all'operato della polizia nei confronti delle minoranza. TV Line porta l'esempio di S.W.A.T. della CBS, ma sono molte le serie che hanno preso posizione. E in tal senso, è emblematico il caso dello spin-off di prossima uscita Law & Order: Organized Crime.

Come riporta Variety, lo sceneggiatore Craig Gore (S.W.A.T. e Chicago P.D.) è stato licenziato dalla nuova serie dopo avere pubblicato su Facebook una serie di post controversi. In uno, l'uomo appare in una foto mentre impugna un fucile d'assalto con la scritta "coprifuoco" e in un altro minaccia di "dare fuoco" ai manifestanti che dovessero provare a vandalizzare la sua proprietà.

Le immagini e le dichiarazioni di Gore sono state retwittate dal commediografo e autore Drew Janda, insieme a un post in cui lo sceneggiatore dice di essere showrunner di Law & Order: Organized Crime, e hanno provocato l'immediata reazione del produttore del franchise, Dick Wolf, e di uno dei suoi storici interpreti, oltre che protagonista del nuovo spin-off, Chris Meloni:

Dick Wolf non ha avuto esitazione nel prendere posizione:

Non tollero questa condotta, specialmente in un momento di dolore come quello che la nostra nazione sta vivendo. Ho licenziato Craig Gore con effetto immediato.

E Chris Meloni ha risposto a Janda affermando di non conoscere Gore e sbugiardando le dichiarazioni dell'uomo:

Lo showrunner [di Law & Order: Organized Crime, n.d.r.] è Matt Olmstead. Non so nulla su una assunzione di [Craig Gore, n.d.r.]. Non ho idea di chi sia questa persona, né di cosa faccia.

A ruota è arrivata anche la dichiarazione dell'agenzia che rappresentava lo sceneggiatore, Paradigm, che ha annunciato di avere tagliato i ponti con l'uomo:

Craig Gore non è più un cliente Paradigm. Condanniamo il suo post nei termini più forti possibili.

Craig Gore non ha risposto ed è probabile che scelga la strada del silenzio. Di certo, la morte di George Floyd ha scosso e sta scuotendo profondamente l'America e tutto il mondo e anche Hollywood sembra avviata verso una fondamentale presa di coscienza.

Leggi anche

      Cerca