John Boyega alle manifestazioni a Londra e il sostegno di Lucasfilm e Disney (tra le polemiche)

Gage Skidmore/CC BY-SA 2.0 John Boyega al San Diego Comic Con

John Boyega ha preso parte a Londra alle manifestazioni per Black Lives Matter e ha ricevuto il sostegno di Lucasfilm, mentre Disney si è schierata con il movimento. Ma la presa di posizione della due compagnie ha dato il via a un'accesa polemica.

L'onda di protesta sollevata dalla morte di George Floyd è arrivata in Europa. Le capitali sono state attraversate da grandi cortei e a Londra si è unito ai manifestanti anche John Boyega. Ma l'attore di Star Wars non si è limitato a marciare tra i tanti, bensì ha preso la parola e ha ringraziato le migliaia di persone presenti e le ha incoraggiate a continuare a combattere (in maniera pacifica) per i diritti degli afroamericani e di tutte le persone di colore.

L'alter ego di Finn ha impugnato l'altoparlante una prima volta di fronte al Parlamento:

Grazie per essere venuti oggi. Grazie per essere qui a dimostrare il vostro sostegno. Gente di colore, vi voglio bene. Vi sono riconoscente. Oggi è un giorno importante. Stiamo combattendo per i nostri diritti, per la nostra opportunità di vivere liberi, per la nostra possibilità di riuscirci. Voi, oggi, siete una dimostrazione tangibile.

John è tornato a parlare a Hyde Park. Visibilmente emozionato, l'attore ha ribadito lo slogan che accompagna le proteste, "black lives matter", e ha ricordato altre vittime della discriminazione razziale:

Le vite delle persone di colore sono importanti da sempre. Siamo sempre stati importanti. Abbiamo sempre significato qualcosa. Ce l'abbiamo sempre fatta, nonostante tutto e nonostante tutti. E adesso è arrivato il momento. Non voglio più aspettare. Siamo qui per George Floyd. Siamo qui per Sandra Bland. Siamo qui per Trayvon Martin. Siamo qui per Stephen Lawrence.

L'interprete di Star Wars ha condiviso il suo dolore per le vite spezzate nel pieno della loro esistenza:

Non sappiamo cosa avrebbe potuto realizzare George Floyd. Non sappiamo cosa avrebbe potuto realizzare Sandra Bland. Ma oggi faremo in modo che i nostri giovani non lo dimentichino.

John ha esortato tutti a manifestare "nel modo più pacifico possibile", per evitare la strumentalizzazione delle proteste e la reazione delle forze dell'ordine:

Dovete rendervi conto di quanto è dolorosa questa m****. Dovete capire quanto è doloroso ricordare ogni giorno che la vostra razza non conta nulla e che non è più vero, non è mai stato vero.

L'attore ha concluso il suo discorso affermando di non avere paura delle conseguenze di affermare le proprie idee e convinzioni:

Sto parlando con voi dal profondo del mio cuore. E se questo significa la fine della mia carriera, allora che si f****.

Ma le reazioni sui social hanno dimostrato che il futuro della star di Guerre Stellari è tutto meno che compromesso. 

L'account Twitter di Star Wars ha "cinguettato" il pieno sostegno di Lucasfilm all'attore, con un post che rimanda ai toni della saga: 

Lucasfilm sostiene John Boyega e il suo messaggio che 'adesso è il momento, tutte le vite delle persone di colore hanno valore da sempre, sono importanti da sempre e significano da sempre qualcosa'. Il male rappresentato dal razzismo deve essere fermato. Ci impegneremo a essere parte del cambiamento che da troppo tempo il mondo attende. John Boyega, sei il nostro eroe.

Poco più tardi, anche Disney ha preso posizione a favore di Black Lives Matter:

Walt Disney Company ha stanziato 5 milioni di dollari per le organizzazioni che si battono contro le ingiustizie sociali, a partire da una donazione di 2 milioni di dollari all'Associazione nazionale per la promozione delle persone di colore.

E poi, moltissimi registi, sceneggiatori e protagonisti di primo piano di Hollywood e non solo hanno dichiarato il proprio sostegno a John, affermando di non vedere l'ora di lavorare con lui (di nuovo o per la prima volta) e di ritenerlo un onore. 

Tra i tanti che si sono schierati con l'attore c'è Jordan Peele:

E poi la scrittrice J.K. Rowling:

Il regista Matthew A. Cherry e l'attrice Olivia Wilde

E due nomi ben noti agli appassionati della saga di Star Wars (nel bene e nel male), J.J. Abrams e Rian Johnson:

Ma la grande solidarietà del mondo dello spettacolo per John ha scatenato anche un'accesa polemica. Molti fan hanno trovato ipocrita la presa di posizione di Lucasfilm, ricordando che la compagnia non ha esitato a cambiare i poster di Star Wars per il mercato cinese, spostando il personaggio di Finn in modo da renderlo meno visibile:

E più in generale, gli appassionati della saga hanno accusato Lucasfilm di avere avuto poco rispetto per il personaggio interpretato dall'attore e di non avere difeso John quando è stato attaccato dagli haters che non volevano un protagonista di colore:

Il suo ruolo nei film dice il contrario. Ma andiamo avanti.

Davvero? Avete fatto esaurire il suo personaggio e quelli di Oscar Isaac e Kelly-Marie Tran e li avete lasciati alla gogna.

Avreste dovuto dire qualcosa quando i razzisti si sono scagliati contro di lui in occasione dei film di Star Wars.

Questa cosa mi disgusta nel profondo. Hanno avuto l'occasione di prendere posizione molto prima, invece si sono piegati al razzismo. E adesso stanno cercando di salire sul carro di [John Boyega, n.d.r.]. È deplorevole oltre ogni dire.

E a Disney non è andata meglio. In questo caso, i fan hanno avuto da dire sull'entità della donazione della Casa del Topo. In molti hanno twittato che il CEO della compagnia, Bob Iger, lo scorso anno ha guadagnato da solo più di 47 milioni di dollari e alcuni hanno postato un documento che dimostrerebbe che Disney ha contribuito con una somma maggiore (di circa 6mila dollari) alla campagna elettorale di Donald Trump:

Non è mancata anche la polemica per l'annosa e già molto discussa questione dell'uso che la polizia americana fa dei simboli di The Punisher (il giustiziere Marvel) per il proprio movimento Blue Lives Matter:

D'altra parte, molti utenti hanno difeso Casa del Topo, osservando che ha preso posizione e ha agito in maniera concreta.

E proprio le tante voci e il dibattito acceso e controverso non fanno che ribadire che il dolore e la rabbia che si agitano nel ventre degli Stati Uniti sono il frutto di una questione profondamente complessa e che affonda le proprie radici nella storia stessa della America. Ma più probabilmente, della stessa umanità.

Photo cover credits: "John Boyega" by Gage Skidmore is licensed under CC BY-SA 2.0

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