Thanks!, da commedia teatrale a film

Thanks!, pellicola nata dalla commedia teatrale Thanks for vaselina, è la storia di un improbabile ricerca di riscatto di due ragazzi. E della famiglia di uno di loro.

Teatro Eliseo, Rai Cinema Una scena di Thanks!

È un humor fuori dagli schemi quello di Gabriele Di Luca di Carrozzeria Orfeo, il gruppo teatrale fondato nel 2007 con Luisa Supino dopo il diploma all’Accademia di Arte Drammatica di Udine.

E, come la metafora Lost in Translation racconta che attraverso una traduzione avviene un “tradimento”, lo stesso scarto lo ritroviamo nell’adattamento dell’opera teatrale Thanks for vaselina in Thanks!, commedia irriverente per il cinema.

Il film è uscito il 4 ottobre 2019 nelle sale italiane, prodotto da Casanova (la casa di produzione di Luca Barbareschi) e distributo da Eliseo Cinema e Rai Cinema.

Trama

L’adattamento della pièce teatrale eredita le battute pungenti (e respingenti) dell’opera per concentrarsi su tutte le figure, da Fil, insicuro protagonista, trentenne disilluso con il sogno di riscatto in Costa Rica, all’amico Charlie, animalista.

I due, insieme alla fidanzata di Fil, Ysabel, hanno un sogno: incrociare varietà di marijuana per creare un nuovo seme mai visto finora, da esportare e vendere in America Latina.

Sono anche riusciti ad agganciare una ragazza sovrappeso di nome Wanda, un possibile corriere insospettabile per superare i controlli in aeroporto.

A interferire con gli obiettivi è la famiglia disfunzionale di Fil, con la madre Lucia, ludopatica, e il padre, ora Annalisa, diventato transessuale senza avvisare nessuno e seguace di una setta religiosa.

A complicare le cose ci si mette anche una cagnolina disabile, una bull-dog francese reclutata da Charlie, animalista e idealista.

Bepi Caroli - Teatro Eliseo e Rai CinemaUna scena di Thanks!
I personaggi disagiati e fumettosi di Thanks!

Trailer

La provincia cesellata di non-luoghi e di bruttezza incanalata tra vie, strade e appartamenti costituisce non solo lo sfondo, ma anche il reagente di questa commedia dissonante, uno spaccato sociale di generazioni bruciate in cerca di riscatti improbabili e fardelli familiari che assumono il carattere dell’universale.

Lo stile grafico da videoclip nel trailer presenta i personaggi come se fossero fumetti: Fil è il cinico, Charlie l’idealista, Lucia la ludopatica, Wanda l’insicura. Tutti si muovono su una periferia degradata, dove l’unica via d’uscita sembra paradossale.

Solo due deficienti andrebbero a coltivare droga in uno dei paesi che ha più droga al mondo.

Proprio questo paradosso costituisce il plus della pièce teatrale di Gabriele Di Luca: mandare il mercato in controtendenza e colonizzare il Centro America con il “loro” prodotto, l’unica risorsa in un presente alla deriva.

Differenze con lo spettacolo teatrale Thanks for vaselina

Anche la distribuzione più "indipendente" (o comunque attenta a preservare il taglio autoriale) deve fare i conti con un necessario ammorbidimento e Thanks for vaselina nell’adattamento il film ha perso una parte di titolo, quella più “scorretta” e anche più autentica rispetto all’anima del film.

Nello spettacolo teatrale il contesto lascia una più ampia libertà ai dialoghi, che svelano passo dopo passo l’umorismo corrosivo della storia.

Teatro Eliseo, Rai CinemaUna scena della cagnolina in Thanks!
Il bull-dog francese con il tutù di Thanks!

Il testo smantella, dissacra, disgrega la facciata del presente possibile e del futuro da sogno. Anche un sogno fuori dai soliti canoni, come quello di vendere droga nel paese che più la produce, deve infrangersi contro gli ostacoli delle disfunzionalità.

Nello spettacolo teatrale è più evidente, forse per la mancanza di ambienti precisi, di spaccati urbani, di sfondi di squallidi appartamenti, la natura di gallery di personaggi disagiati, ognuno di loro alle prese con un disagio diverso, che con gli altri va a costituire una scacchiera.

Gabriele Di Luca del rapporto tra ambiente e personaggi ne ha fatto uno stile poetico, come ha dichiarato nell’intervista a Milano Teatri.

Quando insegno drammaturgia lavoro molto sul concetto di habitat, piuttosto che su quello di spazio teatrale. L’habitat fa riferimento alla natura e serve a interrogarci sulla valenza che assume anche nel mondo sociale, civilizzato. È logico che un habitat non racconta solo il luogo in cui è ambientato uno spettacolo, ma il sistema culturale, sociale e religioso in cui agiscono i personaggi. Indica la temperatura della vicenda.

Probabilmente la funzionalità dell’habitat è proprio quella di far emergere i personaggi, interagendo con essi. Ognuno di loro è molto strutturato, come ha svelato Di Luca nel corso della stessa intervista.

Anche Wanda, per quanto fragile, dolce e ingenua, ha una sua aggressività, la voglia di andare nel mondo e raccontare chi è.

Thanks for vaselina insiste sullo scenario distopico (e immaginario) degli USA che, in nome del bene comune, hanno bombardato il Messico facendo sparire le piantagioni di marjuana.

E il film, seppur con un vestito diverso, fa di tutto per riproporre i temi particolari e scottanti della pièce: l’alienazione (che qualcuno ha definito “alla Beckett”), le insicurezze sessuali, le malattie mentali, le dipendenze, il cinismo, l’idealismo e le grandi e piccole disfunzionalità del quotidiano.

Il cast del film (ri)presenta gli attori originali, a parte Antonio Folletto e Luca Zingaretti, che interpretano i ruoli di Fil e del padre, il transessuale Annalisa. Tra gli altri attori troviamo Massimiliano Setti, Beatrice Schiros, Francesca Turrini, Giusi Merli, Maria Chiara Augenti, Claudio Bigagli.

Thanks! non è la fotocopia dello spettacolo teatrale, ma rimane una commedia "diversa", dal corso mainstream e interessante.

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