What We Do in the Shadows: il corso base per la caccia ai vampiri

Improvvisati cacciatori di vampiri, equivoci tecnologici e vecchie conoscenze: ecco gli episodi 3 e 4 di What We Do in the Shadows 2, sempre più irriverenti.

Inaspettato come nient'altro finora. Licantropi, fantasmi e illustri partecipanti al Consiglio dei Vampiri, e perfino la scoperta delle doti di Guillermo (Harvey Guillén) nei panni di ammazzavampiri come discendente di Van Helsing: tutto questo non è nulla al confronto della nuova rivelazione.

L'esistenza dei vampiri è nota agli umani. Ad alcuni umani, almeno: quelli che Guillermo (pettinato in stile Dracula nel film di Coppola) avvicina in cerca di vittime per i suoi padroni e che si rivelano essere degli ammazzavampiri.

Con tanto di associazione segreta e corso base per la caccia alle creature della notte.

O meglio: aspiranti cacciatori di vampiri, visto che di fatto non ne hanno mai ucciso uno...

Super Bowl e Festa del Gufo

Nello stesso momento, nella casa accanto a quella di Nandor (Kayvan Novak), Laszlo (Matt Berry), Nadja (Natasia Demetriou) e Colin (Mark Proksch), anche i vicini che hanno invitato i nostri eroi per il Super Bowl - ma i vampiri avevano capito "owl", gufo, per la Celebrazione del Gufo - si ritrovano nei guai.

Convinti che Sean (Anthony Atamanuik) abbia scoperto la loro natura - mentre in realtà stava solo scherzando - Nandor e Laszlo lo ipnotizzano per cancellargli la memoria... Ma esagerano. La cara, vecchia doppia ipnosi fa danni.

Come, del resto, What We Do in the Shadows ci ha abituati a scoprire: la mitologia della serie si alimenta episodio dopo episodio, in particolar modo in questa seconda stagione, indipendentemente dal fatto che si tratti di una sitcom.

I ricordi di Joan (Sondra James), la suocera di Sean, su Nadja vengono mascherati dalla demenza senile ma finiscono in una bella rimpatriata. Non poi così bella per Joan, ripensandoci.

Un passato incredibile e la tecnologia di oggi.

Il passato di Nandor come mostro sanguinario, leggendario guerriero e comandante di eserciti è abbastanza incredibile. Nel senso letterale del termine: difficile da credere, per come conosciamo quello che è indubbiamente il più (involontariamente) esilarante fra i protagonisti di What We Do in the Shadows.

Continuando con la registrazione del (finto) documentario in puro stile Modern Family, che la serie cita esplicitamente fin dall'episodio pilota, Guillermo torna al covo dei cacciatori e scopre il loro primo obiettivo: casa sua. (O forse no).

Dove, fra l'altro, Nandor finisce per essere terrorizzato da una maledizione ricevuta via mail (che in realtà è una semplice catena di Sant'Antonio, ma lui e i suoi coinquilini ovviamente non ne hanno idea).

L'incapacità dei tre vampiri - perché Colin se la cava decisamente meglio - di convivere con le nuove tecnologie è oggetto di derisione da sempre. In questo caso, però, gli autori di What We Do in the Shadows superano loro stessi.

La classica commedia degli equivoci cresce insieme al terrore per tale Bloody Mary (il nome finto della finta mail) e all'inaspettata intrusione in una vera casa di vampiri.

Con il migliore episodio fra tutti quelli visti finora - citazione di The Blair Witch Project inclusa - What We Do in the Shadows ci dà appuntamento alla settimana prossima. Non mancate!

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