9-1-1: Lone Star. Le storie dei protagonisti negli episodi 3 e 4

Solidarietà e rispetto: sono questi i temi al centro di 9-1-1: Lone Star. Ma c’è anche molto altro, a cominciare dai traumi, le sfide e i fantasmi che assillano i protagonisti. Li abbiamo scoperti negli episodi 3 e 4.

Molte delle storie raccontate da 9-1-1 e dal suo spin-off 9-1-1: Lone Star sono ispirate alla realtà. 

L’emergenza che ha aperto il terzo episodio di Lone Star, trasmesso ieri in prima visione assoluta su FOX, era una di queste.

Intrappolato in un silos di granturco, un ragazzo rischiava di affogare in un mare di chicchi di grano. 

Un mare di granturco

Dall’attrezzatura disponibile e dalla sicurezza con cui si è mosso il veterano della 126, Judd Ryder (Jim Parrack), risultava evidente come non fosse la prima volta che i vigili del fuoco affrontassero una situazione simile. E quando anche Marjan (Natacha Karam) finisce per essere risucchiata dal grano, T.K. (Ronen Rubinstein)  la segue senza ascoltare le istruzioni di Ryder.

Ora sono tre le vite in pericolo e bisogna cambiare strategia: tagliare un lato del silos per far uscire il grano… E le persone intrappolate.

La concitazione fa perdere il velo a Marjan, prontamente coperta dalla sua squadra… Che ci porta dritti al punto.

Solidarietà e rispetto

La solidarietà e il rispetto, infatti, sono i due valori alla base della serie di Ryan Murphy, Brad Falchuk e Tim Minear.

Fin dai primi episodi, sono stati al centro della narrazione e anche in questi due nuove avventure hanno fatto da filo conduttore.

Non a caso, ha scelto di mettere al centro delle storie - in un Texas in cui la gente non va troppo il sottile - una squadra con omosessuali, transessuali (di colore, perdipiù), donne musulmane… Lo sapevamo fin dall’episodio pilota: il capitano Strand (Rob Lowe) ha scelto gli agenti migliori con la piena consapevolezza di portare nella contea di Travis uomini e donne che catturano anche involontariamente l’attenzione dei residenti, da un lato, e tendenzialmente attaccabrighe, dall’altro.

La superbia rende stupidi

Fra distustose gare di abbuffate - risolte dall’arrivo di Michelle Blake (Liv Tyler), al tempo stesso intenta a indagare sulla scomparsa della sorella insieme a Carlos (Rafael Silva) - e trattamenti di chemioterapia per Strand, la superbia regna sovrana. 

Non bisogna mai abbassare la guardia, né con la sicurezza né con la malattia, e la superbia finisce per farcela abbassare.

Scomodare addirittura uno dei sette peccati capitali ha un obiettivo preciso: mostrarci come la superbia possa arrivare a costarci la vita, come nel caso della yoga influencer.

Dio resiste ai superbi e dà grazia agli umili.

Ed è con umiltà che Ryder chiede scusa a T.K.

Conosci te stesso

Quando Dustin (Jon Foster) si presenta da Michelle per parlarle di Iris, la sorella scomparsa, capiamo di trovarci di fronte a una nuova scena in cui i personaggi parlano con il cuore in mano.

In questi due nuovi episodi, dopo averli incontrati, conosciamo davvero i protagonisti di 9-1-1: Lone Star. Con i loro rimorsi, le loro paure, i loro segreti, i loro fantasmi, i loro traumi, le loro angosce e i loro sogni.

La personalità di tutti i personaggi emerge con prepotenza, mettendoli di fronte alle loro sfide personali, oltre che a quelle professionali.

E recuperare l’auto di una donna travolta da un tornado e rimasta incastrata fra due edifici, all’improvviso, non sembra la cosa più difficile da fare…

Se a Los Angeles ci sono le inondazioni, in Texas ci sono i tornado. E quello che colpisce la città alla fine del terzo episodio, regalandoci una straordinaria quarta avventura per la squadra di Strand, non potremo mai dimenticarlo.

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