Cos'ha detto il regista Spike Lee nel corso dell'intervista a EPCC

Il regista premio vincitore del premio Oscar Spike Lee si è intrattenuto con Alessandro Cattelan nella trasmissione di Sky per parlare del caso Floyd e del suo nuovo film Da 5 Bloods.

Per la promozione del suo ultimo film, Da 5 Bloods - Come fratelli, il regista Spike Lee è stato ospite della trasmissione di SKY E poi c’è Cattelan aka EPCC, condotta da Alessandro Cattelan.

Lee è da sempre uno dei membri attivi della comunità afroamericana che si batte per i diritti e per l’eguaglianza tra bianchi e neri. I suoi film hanno sempre contenuto messaggi sociali e politici e il regista stesso non si è mai tirato indietro dal dire quello che pensa.

Negli 8 minuti e poco più di intervista con Cattelan (che si può guardare nel video qui sopra), Lee ha toccato alcuni punti fondamentali sulla questione razziale e ha ovviamente legato il tutto alla sua filmografia.

Ecco i temi salienti dell'intervista.

Fa' la cosa giusta è basato su una storia vera

Fa' la cosa giusta (Do the Right Thing) è un film di Spike Lee uscito nel 1989 e considerato ancora oggi uno dei suoi migliori lavori.

Il film racconta di come un gruppo di poliziotti bianchi è intervenuto in una rissa tra afroamericani finendo per uccidere uno di loro, ovvero Radio Raheem.

Durante l'intervista a EPCC, Lee ha detto che questo film è ispirato a una storia realmente accaduta nel 1983. 

Lee ha menzionato la morte per strangolamento, da parte della polizia di New York City, del giovane Michael Stewart, fermato perché stava realizzando dei graffiti nella metropolitana della città.

40 Acres & a Mule FilmworksI protagonisti di Fà la cosa giusta nel poster dallo sfondo blu del film
Il poster di Fà la cosa giusta

Durante il colloquio con Cattelan, Lee ha detto che le morti di Stewart e quella successiva di Eric Gardner (soffocato da poliziotti che lo volevano prendere in custodia) e, adesso, quella di George Floyd sono la dimostrazione che la storia si ripete e che queste morti vanno fermate.

Subito dopo la morte scioccante di Floyd, il regista ha pubblicato sul proprio profilo Instagram un filmato che metteva a confronto la morte "finta" di Fa' la cosa giusta con quella di Gardner e quella di Floyd.

La potenza dei social media

I social media, spesso bistrattati, hanno unito il mondo nella protesta, facendo circolare in pochissimo tempo le immagini della morte di George Floyd.

Questo aspetto è stato lodato da Lee, che però ha voluto sottolineare che ognuno deve "sapere cosa succede a casa sua", senza coprirsi gli occhi e pensare che il razzismo sia solo negli Stati Uniti.

Da 5 Bloods

Lee ha voluto specificare che, nonostante Da 5 Bloods parli dell’esperienza degli afroamericani durante la Guerra del Vietnam (durata dal 1955 al 1975), l’anima del film è molto attuale anche in relazione ai fatti di razzismo che l'America e il mondo stanno vivendo. 

Agent Orange

Grazie a EPCC, si è scoperto che il soprannome con il quale Spike Lee chiama l'attuale presidente degli Stati Uniti d'America Donald Trump è Agent Orange.

Anche se il regista non ha spiegato l'origine del nome, ha detto che questo soprannome è stato inventato dal rapper Busta Rhymes.

The Last Dance

The Last Dance è una docuserie, disponibile su Netflix, che racconta l'incredibile carriera nell'NBA di Michael Jordan e delle stratosferiche vittorie dei Chicago Bulls.

Spike Lee ha amato vedere The Last Dance.

Il documentario, nella parole del regista, ha fatto sentire meno l’assenza del campionato di NBA (sospeso causa Coronavirus). Inoltre, Lee ha lodato il suo amico Michael Jordan, che ha donato 100 milioni di dollari a varie organizzazioni, per sconfiggere il razzismo.

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