Hollywood potrebbe ricorrere a scene di sesso in CGI come misura anti Covid-19

La pandemia di Covid-19 ha cambiato profondamente la vita di tutti e anche il mondo del cinema deve affrontare le conseguenze. Dopo lo stop di marzo, i set riaprono. Ma con nuove regole, tra cui l'eventualità di girare le scene di sesso in CGI.

Universal Pictures Anastasia e Christian Grey in Cinquanta sfumature di rosso

La pandemia di Covid-19 ha fermato (anche) Hollywood. Ma dopo il blocco imposto a marzo, l'industria del cinema è pronta a ripartire. Come riporta Decider, il governatore della California, Gavin Newsom, ha dato il via libera agli studi per riavviare le riprese dal 12 giugno (previo ulteriore consenso da parte delle singole contee). Tuttavia, con una serie di novità che potrebbero cambiare profondamente il mondo dello spettacolo.

Un documento di 22 pagine dell'associazione degli editori cinematografici invita i produttori a ripensare "i momenti di contatto di ravvicinato" e a "riscrivere, abbandonare o realizzare con la CGI" le scene di sesso. Ma non solo. Come scrive il New York Post, le nuove linee guida contro il coronavirus contengono anche alcune specifiche regole di comportamento sul set:

Tutto il personale dovrà indossare mascherine e visiere, il pubblico dal vivo rimarrà in pausa a tempo indeterminato e agli attori verranno impartite lezioni formali su come lavarsi le mani.

Inoltre, il manuale riporta una serie di indicazioni definite utili per evitare il contagio:

Svolgere le audizioni dietro a una barriera di plexiglas, avere funzionari predisposti al controllo dell'osservanza delle regole anti Covid-10, tenere i bambini turbolenti lontani dal set e limitare il numero delle persone che si occupano degli animali di scena sono altre buone pratiche indicate nel documento per prevenire l'eventuale diffusione della malattia.

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Daenerys e Khal Drogo in Game of Thrones

BGR osserva che la documentazione "non è necessariamente vincolante" e che è stata redatta soprattutto per convincere i governatori dello Stato di New York e della California che la riapertura dei set non comporterà un aumento dei casi di coronavirus. D'altra parte, come riporta Decider, l'epidemia a Los Angeles (dove viene girata la maggior parte delle produzioni) non è ancora sotto controllo. E di fatto, tale situazione mette un grande punto interrogativo sulla effettiva data di ripresa dei lavori, delegando la decisione definitiva alla responsabile del County Department of Public Health di Los Angeles, la dottoressa Barbara Ferrer.

Del resto, il Covid-19 rappresenta un problema reale. Non a caso, una task force istituita dall'Alliance of Motion Picture and Television Producers ha prodotto un altro documento per il ripristino e la gestione dei set con linee guida molto simili a quelle dell'associazione degli editori cinematografici. Anche in questo caso, l'invito è di usare dispositivi di protezione individuale. Inoltre, viene suggerito di effettuare frequenti test al personale. Invece, non vengono menzionate in modo specifico le scene di sesso. Ma è consigliato di "ridurre al minimo le sequenze con stretto contatto tra gli attori", attraverso "la modifica degli script e l'uso di CGI".

Il New York Post scrive che la strada della produzione e della post-produzione digitale è già stata intrapresa da Hollywood durante il lockdown e sembra uno dei futuri più probabili per il mondo del cinema. D'altra parte, gli studi starebbero guardando anche all'esperienza dell'industria del porno, che richiede test rigorosi ed è dotata di un database che indica chi è sano e disponibile a lavorare.

Di certo, il mondo dello spettacolo vuole e ha bisogno di ripartire. Ma come tutti i settori dell'industria, anche Hollywood deve farlo con la consapevolezza che la realtà è diversa e sono necessarie nuove, inevitabili regole.

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