365 giorni: come sono state girate le (realistiche) scene di sesso?

Il thriller super-erotico ha debuttato negli Stati Uniti (e arriverà presto in Italia) balzando in vetta ai contenuti più visti di Netflix: merito dei momenti bollenti tra Michele Morrone e Anna Maria Sieklucka, girati con una tecnica particolare.

Next Film / Netflix Michele Morrone e Anna Maria Sieklucka in una scena del film 365 giorni

Michele Morrone (ovvero il boss della mafia Massimo) e Anna Maria Sieklucka (nei pochi panni dell'oggetto del desiderio Laura), sono la coppia al centro dello "scandaloso" porno soft 365 giorni, basato sul romanzo della scrittrice Blanka Lipińska e presentato come un viaggio senza limiti nel mondo del BDSM.

Da quando è sbarcato su Netflix negli Stati Uniti, il thriller erotico di Barbara Białowąs e Tomasz Mandes (che sarà disponibile per gli utenti italiani dal 14 giugno 2020) è in cima ai contenuti più visti dagli abbonati. Non sono mancate le polemiche sui social media: il film è considerato da più parti misogino e sessista perché legittima con la sua storia (un criminale che rapisce e imprigiona una manager dandole un anno di tempo per innamorarsi di lui a colpi di sesso sadomaso) il femminicidio e la violenza sulle donne.

Il Cinquanta sfumature polacco contiene numerose scene esplicite a base di amplessi selvaggi, dominazione e sottomissione. Ma come sono state girate? Il direttore della fotografia Bartek Cierlica lo rivela in un'intervista concessa a Variety.

Cierlica definisce 365 giorni una versione di La bella e la bestia "aggiornata ai nostri giorni" e racconta che "ogni scena di sesso in questo film è diversa" perché "la relazione tra Massimo e Laura evolve" nel corso della storia.

Comincia con la paura dell'ignoto e la tentazione. Diventa puro sesso BDSM e si conclude trasformandosi in amore. L'idea principale era quella di creare la tensione crescente tra i due protagonisti a partire dal loro primo incontro. Volevamo che lo spettatore partecipasse al gioco che Laura prova a giocare con Massimo e scoprisse la sua sessualità e sensualità con lei.

La strategia di Cierlica, Białowąs e Mandes è stata quella di tenere la macchina da presa "il più invisibile possibile", in modo da concedere agli attori tutto il tempo e la tranquillità necessari. 

Le riprese hanno richiesto molto, molto tempo. Abbiamo creato l'atmosfera più intima possibile per loro. La troupe era ridotta al minimo. Con la camera a mano seguivo l'azione, cercando di mostrare la loro passione in maniera naturale ma suggestiva. Volevamo che questo sesso fosse decisamente realistico, che il pubblico sentisse i loro sussurri, i sospiri, il sudore, la passione. Essere naturali, autentici, ma senza oltrepassare il limite della pornografia.

Il direttore della fotografia aggiunge che l'intesa con i due registi è stata immediata.

Volevamo rendere giustizia al libro che è pieno di descrizioni molto intime e appassionate. Sapevo benissimo che questo lavoro avrebbe significato camminare sul ghiaccio sottile. È sempre una grande sfida quando si deve dare vita ad una storia che la gente conosce e di cui ha un'idea precisa. In questo caso la sfida è stata doppia: rendere il materiale seducente ed erotico entro i confini del buon gusto e della mia estetica.

Sulle critiche e le stroncature ricevute dal film, Cierlica non sa se sentirsi più offeso o lusingato da chi bolla 365 giorni come un "rich porn".

È una fiaba per donne adulte, in qualche modo vicina a Cinquanta sfumature di grigio. Entrambe le storie sono basate sullo stesso soggetto: un uomo ricco e affascinante che apre le porte di una nuova vita e delle esperienze sensuali all'eroina femminile. Ma in 365 giorni, la protagonista è molto più forte ed emancipata delle ragazze delle vecchie favole.

Le polemiche, ovviamente, non finiscono qui: in Polonia è scoppiato uno scandalo in seguito ad una discussa intervista del settimanale Viva ad Anna Maria Sieklucka, nel corso della quale l'attrice si è ritrovata a dover rispondere alle domande intime e provocatorie fatte dal giornalista Roman Praszyński.

"Ti piace il sesso?", "Hai esperienze sadomaso?", "Frequenti spiagge per nudisti?", "Hai indossato biancheria intima di pizzo per il casting?", "Hai bevuto la sera per dimenticare?": queste alcune delle domande che sono costate il posto a Praszyński. E la rivista, a furia di ricevere proteste da parte di lettori e spettatori, ha dovuto rimuovere l'articolo dal suo sito ufficiale.

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