Cercando Alaska 1x07 e 1x08: la recensione del finale di stagione

Un doppio finale di stagione commovente, ricco di momenti emozionanti e dimostrazioni di amicizia. Ecco com'è finita Cercando Alaska, fra lacrime e speranza per il futuro.

“Brutte notizie”. Solo con queste parole l’Aquila (Timothy Simons) nel penultimo episodio di Cercando Alaska invita tutti gli studenti a recarsi in palestra. Inclusi il colonnello (Denny Love), nel giorno dell’espulsione per lo scherzo dei temi d’ammissione, e Miles (Charlie Plummer).

Tutti pensano che l’annuncio riguarderà il destino del signor Hyde (Ron Cephas Jones), ma lui è presente. 

Alaska, (Kristine Froseth) invece, no. Miles insiste perché la aspettino, perché sa benissimo cosa sta per sentire. Sta per sentire la notizia della morte di Alaska nella notte, per un gravissimo incidente.

Senso di colpa

Miles si rifiuta di credere che sia successo davvero, ma l’Aquila l’ha vista. E quando racconta l’incidente, la dinamica non lascia spazio ai dubbi: Alaska Young non ha sterzato. Credono che fosse troppo ubriaca per aver visto la strada bloccata, ma noi sappiamo che non è così.

Il colonnello si presenta dall’Aquila a confessare di essere stato lui a far esplodere i petardi, per far uscire Alaska in auto. Gli aveva detto che era in grado di guidare, e lui le aveva creduto.

Miles e il Colonnello si sentono responsabili. Le accuse di Takumi (Jay Lee) non fanno che peggiorare le cose. 

Ma poi arriva col cibo per Miles. I ragazzi sono così: si dicono le cose più crudeli e sincere e restano amici.

Reazioni

La notizia della morte di Alaska arriva all’inizio del penultimo episodio della miniserie per un motivo preciso: vuole mostrarci le reazioni degli amici di Alaska. Tutti i modi in cui le persone affrontano il dolore, ciascuno come si sente. 

Chi urla, chi piange, chi si isola, chi cammina per giornate intere.

E poi - chiunque abbia subito un lutto lo sa benissimo - l’incapacità di vivere senza la persona che si amava ci porta a vederla dappertutto.

Anche il signor Hyde, che prova ad aiutare i suoi studenti, l’ha provato.

La domanda di Alaska, la domanda più importante della vita, voleva sapere come uscire da questo labirinto di sofferenza chiamato vita.

Alaska Young era autodistruttiva. Era depressa. Voleva morire?

La sua scomparsa ha spinto le famiglie a ritirare le denunce e Chip Martin, alias il Colonnello, non verrà espulso. Ma dovrà comunque affrontare la vita senza la sua migliore amica. Credendo di essere responsabile del suo incidente.

Ciò che si crea si distrugge, prima o poi. Tutto quanto.

Quando una giovane vita viene spezzata, il mondo ci ricorda quanto fragile sia la sua stessa esistenza. E quando la chiesa della cittadina in cui quella giovane vita era nata e cresciuta è deprimente, il dolore non può far altro che crescere.

Il padre di Alaska, l’uomo che lei odiava per averla incolpata della morte della madre, è prostrato dal dolore. E racconta a Miles, Lara (Sofia Vassilieva) e gli altri che Alaska voleva che la sua bara fosse chiusa, al suo funerale.

Come se avesse sempre saputo che il padre le sarebbe sopravvissuto.

HuluCercando Alaska: episodio 1x07
Cercando Alaska: un'immagine dall'episodio 1x07

Come se avesse sempre saputo di dover morire per rendere migliori le persone che la conoscevano.

Il dolore straziante di Miles, la rabbia di Chip con le accuse al padre di Alaska, e l’immancabile senso di colpa. Di tutti.

Non desiderare che tutto duri in eterno e non soffrirai nel vedere la fine.

La telefonata misteriosa

Un motivo. Capire cosa l’ha spinta a correre in auto da qualche parte potrebbe aiutare a comprendere perché. Perché Alaska, che era tranquilla e serena, era diventata isterica subito prima di andarsene.

La telefonata veniva da Jake (Henry Zaga), e serviva a ricordare il loro anniversario. Due anni dal loro primo incontro. Una notizia sconvolgente per Alaksa. Così sconvolgente da farla quasi impazzire. Perché?

La spiegazione di Jake non sembra essere convincente: non ci lascia capire cos’abbia sconvolto tanto Alaska.

Ma è davvero importante? Capire cosa le sia successo non la riporterà indietro. Si tratta solo di una distrazione dal dolore, di un modo per provare a fare i conti con la quotidianità che non si riesce più a sopportare.

Miles e Chip devono solo capire la cosa più importante, ciò che noi abbiamo capito subito: quello di Alaska non è stato un incidente.

E la ricerca dei segnali che avrebbero dovuto metterli in allarme, non fa che peggiorare il senso di colpa dei suoi amici. E metterli l’uno contro l’altro. E poi riavvicinarli, di nuovo…

Margherite

Ancora una volta, noi avevamo già capito qualcosa, prima dei protagonisti. Le margherite, l’anniversario, un giorno particolare, Alaska triste sul ponte che piangeva al primo incontro con Jake.

L’assurdità - dal punto di vista della sceneggiatura - è che il padre non abbia detto nulla al funerale: la moglie e la figlia sono morte nello stesso giorno e lui non ha detto niente. Impossibile che non l'avesse notato. Impossibile: questo è quello che in gergo si definisce "buco di sceneggiatura".

Alaska era sconvolta perché aveva dimenticato l’anniversario della morte della madre.

La verità è che, a prescindere da ciò che i suoi amici potranno capire, non cambierà nulla. Alaska Young resterà morta. E loro dovranno andare avanti con le loro vite.

La madre di Miles, che ha l’esperienza dalla sua parte, sa bene quale sarà l’unica medicina: il tempo.

Il dolore per un lutto non passa mai, giorno dopo giorno andare avanti diventa più facile.

Miles lo sa nonostante sia così giovane. Il punto è che non vuole accettarlo.

Ogni cosa svanisce col tempo. Anche i ricordi.

Ecco perché bisogna vivere il dolore. Urlare. Piangere. Attraversare l’orrore è l’unico modo per superarlo. Senza mai, mai dimenticare.

Con uno scherzo commemorativo, magari. Qualcosa che coinvolga l’intera scuola. Qualcosa di davvero, davvero memorabile.

Qualcosa per cui perfino l’Aquila si faccia una sonora risata.

Qualcosa che spinga tutti a scegliere il labirinto.

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