Tra miti ancestrali e leggende metropolitane: le storie di diavoli e riti che hanno ispirato Curon

Tra paranormale e sovrannaturale, la serie Netflix Curon rielabora riti e leggende antichissimi, che affondano le loro origini nella centenaria tradizione altoaltesina e germanica. Scopriamo insieme.

Sorpresa: le storie misteriose che innervano la trama sovrannaturale di Curon - l'ultimo tentativo di Netflix di produrre una serie made in Italy - non sono farina del sacco del gigante dello streaming. Così come il campanile che emerge silenzioso dalle acque del Lago di Resia, le leggende che affiorano lungo la prima stagione della serie sono radicate nella cultura dell'Alto Adige e dell'ex impero austroungarico, fino a risalire all'alba del cristianesimo nell'Europa continentale. Insomma, Netflix ha pescato a piene mani tra folklore secolare e tradizioni dure a morire in un territorio isolato e geloso della propria storia. 

Per rendere omaggio a questa tradizione rielaborata in chiave horror e teen (e non sempre in maniera soddisfacente) nella propria serie, Netflix ha realizzato un breve approfondimento dedicato a tre miti, tradizioni e leggende locali che fanno da sfondo al ritorno dei gemelli adolescenti Mauro e Daria nella terra natia della madre, ricca di segreti taciuti in paese e oscuri segreti familiari. Scopriamo insieme qualcosa in più sulle leggende a base di diavoli e presagi di morte di Curon.

Krampus

La creatura mitologica più amata e citata su Netflix nel 2020. Oltre che in Curon infatti il Krampus fa una comparsata anche nel sesto episodio della prima stagione di Freud, show molto ricco di folklore mitteleuropeo e inspiegabili apparizioni sovrannaturali. D'altronde la tradizione del Krampus affonda le sue radici tra il VI e il VII secolo d. C. e intreccia il suo destino con uno dei santi più venerati nell'Europa dell'Est: San Nicola.

Narra la leggenda che in un inverno particolarmente rigido un gruppo di ragazzi - vestiti di pelli d'animali e maschere terrorizzanti - girasse per le valli circostanti per spaventare gli abitanti e rubarne le provviste. Tra di loro però si celava una demone, il cui aspetto spaventoso non era un travestimento. I ragazzi allora interpellarono il santo, che poté distinguere il diavolo dai ragazzi travestiti grazie ai suoi zoccoli di capra. Secondo alcune tradizioni i ragazzi riconoscenti presero a seguire il santo, secondo altre il demone assoggettato fu costretto a diventare servitore dell'uomo pio.

Alessio Zaccaria per UnsplashUn costume da Krampus
Un costume da Krampus

Così il Krampus (il cui nome secondo alcune tradizioni significa "morto", "putrefatto" ma anche "artiglio") entra nel folclore cristiano locale, nel novero delle tradizioni legate al solstizio d'inverno. Ancor oggi in alcune zone dell'Alto Adige, del Friuli Venezia Giulia e nei territori dell'ex impero austroungarico si usa festeggiare il santo il 5 dicembre con una cerimonia in cui appare anche il demone caprino. In molte località di montagna la statua di San Nicola viene portata in processione per le vie del paese, oppure un figurante lo interpreta in testa al corteo.

La tradizione vuole che per l'occasione vengano donati dolciumi e piccoli regali ai bambini che si siano comportati bene, mentre per i più monelli segue nel corteo il Krampus, che li rimprovera duramente. A seguire il rituale prevede che saranno i giovani e gli adolescenti a cacciare il Krampus attraverso riti propiziatori, ma guai a tentare di togliere la maschera alla persona che interpreta quell'anno il personaggio: è considerato un gesto irrispettoso e disonorevole! 

Scheibenschlagen

In Curon viene definito come un rito per scacciare le ombre. In effetti lo Scheibenschlagen è un rituale notturno propiziatorio che viene celebrato in molte zone di Germania, Austria e Italia nella prima domenica di Quaresima, nel tempo che la Chiesa dedica alla purificazione prima dei riti pasquali e del ritorno della primavera. La cerimonia comincia al tramonto, quando in molti villaggi si dà il via a una processione con canti e litanie propiziatorie. Quando si è fatto buio, i giovani del villaggio presiedono all'accensione del grande falò rituale, costruito in precedenza con una serie di tronchi disposti attorno a un palo su cui viene montato un fantoccio o una croce. Come in molte tradizioni legate al Carnevale, si dà fuoco al fantoccio, che incarna la negatività e gli spiriti maligni da ridurre in cenere. 

Finita la cerimonia del falò arriva il momento del lancio del disco infuocato, passaggio da cui prendere il nome lo Scheibenschlagen. Ogni abitante che lo desideri prepara anzitempo un piccolo disco di legno, di diametro non superiore ai 15 centimetri. Al centro viene inciso un buco in cui far passare un ramo d'albero che funga da asta. Questo permette di creare una sorta di mazza o fionda, che viene fatta roteare dal lanciatore puntando un piede in terra e poi girando su sé stesso, come avviene per esempio nella disciplina olimpica del lancio del peso. 

Dopo aver dato fuoco al disco, i partecipanti cercano di lanciarlo il più lontano possibile: solo se il disco infuocato atterrerà molto distante dal sito del lancio il desiderio inciso sullo stesso si realizzerà. Non è difficile intuire come la pratica sia parecchio pericolosa, perché il disco infuocato può inavvertitamente innescare incendi nell'area circostante. 

Le campane premonitrici

La sinistra bellezza del campanile che affiora dal lago di Resia non poteva che dare il via a leggende metropolitane come quella delle campane premonitrici di morte e disgrazie. Si tratta però di una leggenda recente, dato che solo nel dopoguerra il paese di Curon è finito sott'acqua. Si tratta di una storia di prevaricazione che la popolazione del luogo ha subito prima durante il fascismo e poi dopo la fine della Seconda guerra mondiale, in alcuni decenni di transizione tra un passato nell'impero austroungarico e un presente italiano.

NetflixIl campanile alle spalle dei protagonisti
Il campanile è una presenza ricorrente e silenziosa anche nella serie Netflix

Per far strada a una diga per la produzione di energia elettrica, si è raso al suolo senza tante cerimonie il paese di Curon, con la promessa di ricostruirlo poco più in là, sulla riva del nuovo lago artificiale. I demolitori però non hanno avuto il cuore o il coraggio di distruggere la chiesa del paese, il cui campanile affiora ancora oggi dalle acque. 

Non stupisce che questo lascito di un triste passato storico sia diventato una meta turistica ma anche un simbolo latore di sventure. Ovviamente nessuno può più suonare le campane della torre campanaria, sommersa per buona parte nel lago artificiale. Tuttavia una diceria locale sostiene che ogni tanto qualcuno senta i rintocchi fantasma provenire dalla torre circondata dall'acqua. Questo suono sarebbe però udibile solo da quanti siano condannati a morire poco tempo dopo. 

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