MotherFatherSon: la recensione degli episodi 5 e 6, con momenti unici

Lo sconvolgente passato di Max Finch ci viene raccontato tramite dei flashback che spiegano il suo modo di vedere il mondo. Ma non lo giustificano…

BBC MotherFatherSon episodio 5

Si nasce crudeli o lo si diventa? Il primo dei due nuovi episodi di MotherFatherSon, il quinto, ruota attorno a questa domanda.

Il flashback di Max (Richard Gere) nel 1960, nell’acciaieria del padre, sembra indicare che si nasce ferro e si diventa acciaio.

Si nasce uguali a tutti gli altri per poi trasformarsi in uomini crudeli.

Ora che abbiamo visto com’è stato cresciuto Max Finch, riusciamo senza dubbio a comprenderlo meglio. Ciò non toglie che la sua, di crudeltà, rivolta contro la moglie (all’epoca) e il figlio, ha fatto la differenza.

Alla fine dello scorso episodio, Caden (Billy Howle) aveva detto alla madre Kathryn (Helen McCrory) che non conosceva davvero Max. Non in quella veste. Non nei panni dell’uomo che stava arrivando per assicurarsi che nessuno di loro raccontasse a qualcuno ciò che sa: che Max Finch ha usato mezzi illegali per ottenere informazioni e scoop. Ha spiato le persone. Ha corrotto, ricattato, rubato la merce più preziosa al mondo: l’informazione.

Ed ecco che l’ispirazione alla storia di Rupert Murdoch, che ha scosso il mondo intero nel 2011, emerge in tutta la sua chiarezza.

In famiglia lo si fa continuamente. In famiglia s’insabbiano un mucchio di cose.

E Max lo sa bene, lo sapeva quand’era solo un bambino così come al suo diciassettesimo compleanno. 

Max, che dà del lei a suo padre. Da tutta la vita. E che apprende la tragica storia di sua madre - rinchiusa da anni in un istituto - il giorno del suo diciassettesimo compleanno. Un giorno che non dimenticherà mai più, così come Caden non dimenticherà mai come suo padre abbia usato il suo unico amico per spiarlo.

Ragionevoli precauzioni

Esiste un’etica anche per spiare.

L’affermazione più assurda e al tempo stesso sensata che sentiremo mai dalla voce di Max Finch racchiude il senso stesso di questa serie.

Così come il suo convincimento che eliminare una madre sia l’unico modo per creare un vero legame fra padre e figlio. Kathryn non ha mai avuto colpe: “liberarsi di lei” era già previsto. Da sempre.

In fondo il parto è una forma di rigetto, non sei d’accordo?

Per non parlare del destino di sua madre… Cos’altro avrebbe potuto diventare, Max Finch, dopo essere stato cresciuto da un uomo del genere, se non un uomo crudele?

BBCMotherFatherSon: Richard Gere nell'episodio 6
MotherFatherSon: Richard Gere nell'episodio 6

La sfida e la famiglia

Per la prima volta nella sua vita, Caden sfida il padre. Lo minaccia. Gli dice di non azzardarsi a prendersela con Orla (Niamh Algar) o con chiunque altro per evitare che lui e Kathryn svelino la verità. 

Ma Max rilancia, subito, con la storia del figlio del Primo Ministro (spianando la strada all’elezione di Angela Howard, Sarah Lancashire) e con una radicale operazione di licenziamenti e cambiamenti di linee guida al National Reporter.

La famiglia, con Scott (Joseph Mawle) che dopo 4 anni si presenta dalla madre per chiederle scusa, è al centro della narrazione, sempre.

Ma il vero tema, ora, è diventato un altro: quanto si è disposti a fare per proteggere la famiglia. O per distruggerla, vendicandosi.

BBCMotherFatherSon: Caden con Orla
MotherFatherSon: Caden e Orla

Come vuole fare Caden, grazie a Maggie (Sinéad Cusack) e Nick (Paul Ready).

Ammesso che Max non glielo impedisca, però. A qualsiasi costo.

Incluso il coinvolgimento di Orla che ci porta a uno spietato, drammatico momento. Una sequenza spezza-cuore… Soprattutto dopo che abbiamo scoperto la verità a riguardo.

Non posso permettere a nessuno di influenzare le mie decisioni.

Nemmeno alla sua nuova moglie, in procinto di dargli un altro figlio.

Nemmeno a un ragazzo che ha dato in pasto alla stampa perché è figlio del suo nemico politico.

Nemmeno al figlio, questa volta il suo, che accusa di essere responsabile delle proprie infrazioni della legge nella direzione del National Reporter.

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