The Hateful Eight: canzoni e curiosità sulla colonna sonora firmata Ennio Morricone

01 Distribution Samuel L. Jackson e Walton Goggins in una scena di The Hateful Eight

Dai tre brani recuperati da La cosa di John Carpenter all'Oscar dedicato alla moglie Maria, tutto quello che c'è da sapere sullo score che il Maestro ha realizzato (non senza polemiche) per il western di Quentin Tarantino.

La colonna sonora di The Hateful Eight di Quentin Tarantino è quella grazie alla quale Ennio Morricone ha conquistato il premio Oscar nel 2016, dieci anni dopo quello onorario per la carriera.

Lo score è stato composto, arrangiato e condotto per l'Orchestra sinfonica nazionale ceca (con la quale aveva già lavorato per La migliore offerta di Tornatore) e registrato presso gli studi Abbey Road per l'incisione direct-to-vinyl.

Tre tracce inedite, intitolate Eternity, Bestiality e Despair, sono brani composti dal Maestro nel 1982 per la colonna sonora de La cosa di John Carpenter, scartati dal regista e recuperati per Tarantino.

La vicinanza tematica tra i due film, a ben vedere, è abbastanza evidente.

La tracklist

La sountrack di The Hateful Eight, il primo film western di Morricone 35 anni dopo Occhio alla penna (1981) di Michele Lupo, è composta da 28 brani per una durata di 50 minuti.

L'edizione americana è uscita per la Third Man Records di Jack White.

  1. L'ultima diligenza di Red Rock
  2. Ouverture
  3. Major Warren Meet Daisy Domergue
  4. Narratore letterario
  5. The White Stripes - Apple Blossom
  6. Frontier Justice
  7. L'ultima diligenza di Red Rock #2
  8. Neve
  9. This Here Is Daisy Domergue
  10. Sei cavalli
  11. Raggi di sole sulla montagna
  12. Son of the Bloody Nigger Killer of Baton Rouge
  13. Jim Jones at Botany Bay
  14. Neve #2
  15. Uncle Charlie's Stew
  16. I quattro passeggeri
  17. La musica prima del massacro
  18. L'inferno bianco
  19. The Suggestive Oswaldo Mobray
  20. David Hess - Now You're All Alone (da L'ultima casa a sinistra)
  21. Sangue e neve
  22. Neve #3
  23. L'inferno bianco
  24. Daisy's Speech
  25. La lettera di Lincoln (strumentale)
  26. La lettera di Lincoln
  27. Roy Orbison - There Won't Be Many Coming Home
  28. La puntura della morte
La soundtrack di The Hateful Eight Lo score da Oscar composto da Ennio Morricone
La soundtrack di The Hateful Eight

Lo score da Oscar composto da Ennio Morricone

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Oltre alle musiche di Morricone, la colonna sonora include alcuni dialoghi del film (come la scena in cui Jennifer Jason Leigh canta il traditional Jim Jones at Botany Bay) e tre canzoni.

Apple Blossom è dei The White Stripes ed è stata pubblicata sul secondo studio album del duo, De Stijl del 2000.

Now You're All Alone è una canzone del 1972, composta da David Hess per l'horror L'ultima casa a sinistra scritto e diretto da Wes Craven e prodotto da Sean S. Cunningham.

There Won't Be Many Coming Home è un classico del 1967 di Roy Orbison, scritto per un altro film: la commedia musicale The Fastest Guitar Alive, nella quale Orbison recitava nella parte della spia sudista Johnny Banner.

La collaborazione tra Tarantino e Morricone si è materializzata a distanza di anni. Il regista aveva già usato brani del compositore per Kill Bill, Grindhouse - A prova di morte, Bastardi senza gloria e Django Unchained.

In quest'ultimo caso, aveva persino fatto storcere il naso al Maestro. Django Unchained contiene infatti Ancora qui, il brano cantato da Elisa ma inserito dal regista nello score conclusivo in una versione demo mai approvata da Morricone.

Nel libro Ennio, un maestro. Conversazione, edito da HarperCollins Italia e scritto a quattro mani con Giuseppe Tornatore, Morricone ha parlato apertamente del suo rapporto con Tarantino.

Prima di The Hateful Eight, in realtà, con lui non avevo lavorato mai, è lui che aveva lavorato con le mie musiche. Per la verità, ho ammirato alcuni suoi film, e anche il modo in cui usa le mie musiche di repertorio. Lui ha scoperto che preferisce prendere musiche preesistenti, le ascolta, e se gli vanno bene le mette nel suo. È ovvio che se prendi un pezzo da un film, un pezzo da un altro, un pezzo da un altro ancora, una coerenza musicale non l'avrai mai.

Nel caso di Bastardi senza gloria, il regista si era dimostrato particolarmente insistente: Morricone era al lavoro sulle musiche di Baarìa.

Mi chiamò per le musiche di Bastardi senza gloria, era febbraio e doveva andare a Cannes, avevo due mesi di tempo per scrivere. Ma stavo lavorando per te e rifiutai, non ne avevo il tempo. Al film successivo, The Hateful Eight, dissi di no subito, avevo tanto altro da fare. Tarantino venne a Roma a prendere il David di Donatello e mi raggiunse a casa per convincermi a lavorare al suo film. In realtà non me lo chiese, mi diede il copione in italiano e allora dissi subito sì, e cancellai il precedente no telefonico.

Fu la moglie a convincerlo: Maria aveva letto il copione e usò addirittura la parola "capolavoro". Il problema restava il "genere": The Hateful Eight era un western per Tarantino, mentre per Morricone era "un film d'avventura collocato nella storia americana".

Con lui in precedenza mi era capitata una strana cosa, scrissi una canzone che Quentin ascoltò. Gli piacque moltissimo e la mise sul film. Ma era solo un provino, Elisa l'aveva provata prima di registrare il disco vero, ma lui la mise sul film così. Intendiamoci, a Tarantino non voglio fare nessuna predica. Mi è simpatico e gli sono grato dei tanti complimenti che mi ha dedicato. Però è preoccupante che metta sul film una versione così provvisoria di una canzone suonata solo al pianoforte.

Prima di fruttare l'Oscar, la colonna sonora di The Hateful Eight è valsa al compositore romano la vittoria ai Golden Globe. In quell'occasione, Tarantino disse che "Morricone è come Mozart, Beethoven e Schubert".

Le sue parole un po' mi hanno fatto piacere, un po' mi hanno anche dato l'impressione che stesse prendendomi per i fondelli, forse con l'obiettivo di creare pubblicità attorno al film. Non credo a giudizi simili, sono adulazioni. Quando ero giovane e mi dicevano bravissimo, mi scocciava molto. Adesso sto zitto e mi dico: e se fosse sincero?

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L'intervista della discordia a Playboy

Intervistato da Playboy Germania in occasione dei suoi 90 anni, Morricone ha destato scalpore per alcune sue dichiarazioni: il musicista disse alla rivista che non avrebbe mai più lavorato con Tarantino perché "quell'uomo è un cretino".

Ruba solo dagli altri e poi rimette le cose insieme di nuovo. Non c'è niente di originale in questo. Non lo rende nemmeno un regista. Lui non è niente in confronto ai grandi di Hollywood come John Huston, Alfred Hitchcock o Billy Wilder. Loro avevano classe, mentre Tarantino semplicemente ricucina della roba vecchia.

Non solo: Morricone avrebbe definito Tarantino un personaggio "assolutamente caotico", che "parla senza pensare" e "fa tutto all'ultimo minuto".

Chiama dal nulla e poi vuole avere una colonna sonora completa in pochi giorni. Il che è impossibile. Mi ha fatto andare su tutte le furie! Non lavorerò mai più con lui. Gli ho già detto che quella sarebbe stata l'ultima volta.

Morricone si è poi scusato con il regista, negando di aver parlato di lui in quei termini e smentendo categoricamente l'intervista a Playboy, bollata a Repubblica come "completamente inventata".

Darò mandato ai miei avvocati di denunciare la rivista e il giornalista di cui ignoro nome e volto. Non l'ho mai incontrato. Sono fuori di me, non capisco come certe cose possano accadere nel giornalismo. Stamattina mi ha chiamato per informarmi di questa vicenda il mio amico Giuseppe Tornatore, ma sono letteralmente caduto dalle nuvole.

La vittoria agli Oscar

Quando ha ritirato la statuetta per The Hateful Eight dalle mani di Quincy Jones e Pharrell Williams, Morricone ha ringraziato l'Academy, i suoi colleghi e, con la voce rotta dall'emozione, la moglie Maria.

Grazie per questo prestigioso riconoscimento. Il mio pensiero va agli altri candidati, in particolare a John Williams. Non c'è una musica importante senza un grande film che la ispiri. Ringrazio Quentin Tarantino per avermi scelto, Harvey Weinstein e tutto il team che ha reso possibile questo straordinario film. Dedico questa musica e questa vittoria a mia moglie Maria, che è qui con me.

Morricone ha composto le musiche di The Hateful Eight senza vedere il film e basandosi esclusivamente sulla lettura della sceneggiatura.

I sapori spaghetti western sono molto lontani: lo score del Maestro è piuttosto austero, minaccioso e oscuro, capace di creare tensione con l'uso sapiente di archi, controfagotti, ottoni, legni e quei suoni di carillon che spuntano qua e là e richiamano la tradizione dei gialli e degli horror anni '70.

In un'intervista concessa alla televisione olandese EenVandaag, il Maestro ha spiegato questa scelta in maniera molto semplice.

Non voglio ripetermi. Posso ripetere Leone a Tarantino? Non è possibile. È assurdo, sarebbe diventato bruttissimo il film di Tarantino. Quella musica sarebbe stata vecchia. Dovevo scrivere in maniera diversa. Per Quentin ho scritto una musica importantissima. Non so se lui l'ha capita subito oppure gli altri l'hanno capita, nel senso che non se l'aspettava questa musica. Però sentendola, gli andava, gli piaceva. Subito no, c'era uno shock: si aspettava un'altra cosa che non ha avuto perché io non volevo dargli qualcosa che lui già conoscesse.

Lo score non è spaghetti western, come annuncia trionfante Tarantino nelle note di copertina: è una colonna sonora sinistra e claustrofobica, tetra e inquietante, che concede pochi momenti di serenità.

Le progressioni sinfoniche preparano ad un'escalation di terrore, che rinchiude l'ascoltatore in quegli interni scelti dal regista e sotto la neve che ammanta i destini dei personaggi.

Tarantino ha definito queste musiche "spaventose". Parlando al Sole 24 Ore, Morricone ha parlato di qualcosa di molto più sottile.

Sono contento di tutto quello che ho fatto, ma con i dubbi che lo hanno accompagnato. Ogni volta si ricomincia da zero, dallo sforzo dell'invenzione e della diversità. Con Tarantino, ad esempio: ho trattato The Hateful Eight come non ho mai trattato nessun regista in senso musicale. Una preoccupazione nella preoccupazione: entrare dentro emozioni, che non necessariamente sono le tue. Esprimere la violenza, ma in quella, cogliere anche ciò che non si vede, la pietas, quasi il punto di vista dolente della vittima.

Le idee musicali di Morricone sono cambiate dai tempi della trilogia del dollaro.

"Quando ho incontrato Mr. Tarantino – ha rivelato il Maestro a Rolling Stone –, ho sentito la sua fiducia. La sentivo perché aveva già scelto alcune mie tracce per i suoi film. Era pronto a darmi tutta la libertà di cui avevo bisogno".

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