Codacons su 365 giorni: "Manca di rispetto all'intero genere umano"

L'associazione che tutela i diritti dei consumatori si unisce al coro di proteste contro il film polacco che spopola su Netflix e ne chiede il sequestro immediato: "Questo film è il punto più basso della cinematografia".

Netflix / Next Film Michele Morrone e Anna Maria Sieklucka in una scena del film 365 giorni

Non si placano le polemiche su 365 giorni, il "Cinquanta sfumature polacco" che dal 7 giugno ad oggi è uno dei titoli più visti e discussi di Netflix.

Dopo la lettera aperta di Duffy, che ha accusato il thriller di Barbara Białowąs e Tomasz Mandes di "rendere glamour lo stupro", il Codacons chiede la rimozione del film dalla piattaforma di streaming e annuncia di presentare un esposto in Procura con istanza immediata di sequestro perché l'adattamento della trilogia erotica di Blanka Lipińska "esalta violenza, rapimento e stupro e degrada la donna in modo inaccettabile".

L'associazione che tutela i diritti dei consumatori definisce 365 giorni "il punto più basso della cinematografia", un film che "tocca temi estremamente seri, ma lo fa in modo inaccettabile, banalizzando la violenza, lo stupro e il rapimento".

Il comunicato del Codacons, firmato dal Presidente Marco Donzelli, non si esprime sulla qualità del film, "fortemente discussa anche da pubblico e critica", ma punta ovviamente sui suoi contenuti.

L'intera storia è una mancanza di rispetto inaccettabile verso la condizione della donna, verso tutte le vittime di violenza, di rapimento e di violenza sessuale, e verso l'intero genere umano.

Il coordinamento delle associazioni dei consumatori si unisce all'appello lanciato dalla cantante Duffy e punta a far sì che il film con Anna-Maria Sieklucka e l'attore rivelazione Michele Morrone (8,1 milioni di follower su Instagram e migliaia di richieste di "essere rapite" arrivate sul suo account) venga rimosso dal servizio.

Permettere la trasmissione di questo film è negligente e pericoloso oltre che fortemente irrispettoso.

Le proteste del Codacons arrivano dopo la lettera inviata da Duffy a Reed Hastings, l'amministratore delegato di Netflix, e la petizione dell'associazione britannica Pro Empower, che ha accusato anche la serie White Lines di "romanticizzare" l'abuso, suggerire una visione edulcorata delle relazioni tossiche e promuovere la "cultura dello stupro".

La piattaforma streaming ha replicato alle obiezioni, rispondendo di credere "fermamente" nel potere di "scelta e controllo" che gli abbonati esercitano sulle loro visioni. Gli iscritti al servizio, secondo il colosso di Los Gatos, "possono scegliere cosa vogliono guardare o meno impostando gli appositi filtri nel loro profilo e rimuovendo titoli specifici per proteggersi da contenuti che ritengono essere troppo maturi".

Nel frattempo, Anna-Maria Sieklucka va controcorrente e difende il film che l'ha lanciata. In un'intervista concessa alla rivista Gala, l'attrice polacca, classe 1992, si dice felice del successo di 365 giorni e ritiene che sia diventata "un'ispirazione per tante donne".

Ricevo migliaia di messaggi da persone di tutto il mondo. Non solo perché il film è uscito ovunque: sono soprattutto le donne che mi scrivono e mi ringraziano per averle ispirate. È un grande impulso per continuare su questa strada ed essere guidata da valori che vengono direttamente dal cuore.

Quali sono questi valori? Per ora, la Sieklucka non li rivela.

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