L'amore strappato: la trama della serie e la storia vera che l'ha ispirata

Mediaset Sabrina Ferilli è Rosa Macaluso

La miniserie è liberamente ispirata al clamoroso errore giudiziario che ha coinvolto nel 1995 la piccola Angela Lucanto e la sua famiglia. Ecco la trama e la storia vera della fiction con Sabrina Ferilli.

Diretta da Ricky Tognazzi e Simona Izzo, L'amore strappato è una miniserie italiana in 3 episodi che vede protagonisti Sabrina Ferilli e Enzo De Caro ed è liberamente ispirata ad una storia realmente accaduta in Italia tra il 1995 e il 2006.

La fiction parla infatti della vicenda che ha coinvolto Angela Lucanto, una bambina che a soli 6 anni venne allontanata dai suoi genitori e affidata ad una casa-famiglia per un errore giudiziario che vedeva suo padre accusato di pedofilia. La sua storia è stata poi raccontata dalla protagonista ai giornalisti Caterina Guarneri e Maurizio Tortorella che l'hanno trasformata nel libro "Rapita dalla giustizia", edito da Rizzoli nel 2009. 

In seguito Mediaset, in collaborazione con Jeki Production, ha deciso di realizzarne una miniserie che è andata poi in onda in prima serata su Canale 5 dal 31 marzo al 14 aprile del 2019. L'amore strappato è riuscito ad avere un buon successo di pubblico che le ha permesso di diventare la serie più vista della rete del Biscione nella stagione televisiva 2018-2019. 

Nel cast, oltre alla Ferilli e De Caro, a vestire i panni della protagonista, nella versione adulta, troviamo Francesca Di Maggio, mentre la giovanissima Elena Minichiello interpreta il personaggio da bambina. Presenti poi Ricky Tognazzi, nel ruolo dell'avvocato Smiraglia, Primo Reggiani, in quello del legale Mariani, Valentina Carnelutti, nei panni di Francesca Vittori, e Michele De Virgilio, in quelli di Alberto Vittori.

Ma vediamo adesso la trama e la storia vera che ha ispirato la fiction L'amore strappato.

La trama della fiction

La vita tranquilla della famiglia Macaluso, composta da Rosa (Sabrina Ferilli), suo marito Rocco (Enzo De Caro) e dai figli Ivan e Arianna, viene improvvisamente stravolta nel 1995 quando le forze dell'ordine, accompagnate da due assistenti sociali, portano via la loro bambina senza alcuna spiegazione. Poco dopo Rocco viene arrestato ingiustamente con l'accusa di molestie sessuali nei confronti della figlia e condannato a ben 13 anni di reclusione.

Sua moglie Rosa, sconvolta, cerca in tutti in modi di riuscire a dimostrare l'innocenza del marito e difendere la sua famiglia dal pregiudizio della gente. Tuttavia, nel frattempo la piccola Arianna finisce per essere affidata ad un istituto dove stringe amicizia con un'altra bambina. Durante il processo il nuovo avvocato di Rocco, Smiraglia (Ricky Tognazzi), riesce a far assolvere con formula piena il suo assistito che, dopo due anni trascorsi in prigione, finalmente torna libero.

MediasetUn'immagine della fiction con Enzo De Caro e Sabrina Ferilli
Enzo De Caro e Sabrina Ferilli

I Macaluso sperano così di poter riavere la loro bambina, ma nonostante Rocco sia stato scagionato da tutte le accuse e Rosa non sia stata coinvolta in alcun modo, il tribunale dei minori decide di concedere la piccola Arianna in adozione ai Vittori, una coppia che ha già una figlia biologica e un figlio che invece è stato adottato. La bambina cresce così nella sua nuova famiglia, circondata dall'affetto dei suoi genitori adottivi e dei suoi nuovi fratelli, ma con il dolore del trauma subito.

Passano gli anni. Quando Arianna è vicina a raggiungere la maggiore età, Rosa, che non si è mai arresa, riesce a rintracciarla. Visto che il tribunale ha disposto che né lei e né Rocco possono avvicinarsi alla figlia, la donna decide di farle consegnare una lettera e il suo numero di telefono dal fratello Ivan. Alla fine Arianna decide di incontrare Rosa, ma quando arriva sul luogo dell'appuntamento e vede la madre da lontano, scoppia in lacrime e decide di andare via. 

Qualche giorno dopo Arianna incontra Ivan con il quale ha un'accesa discussione in quanto la ragazza gli rinfaccia tutto quello che è successo in passato. Ma quando finalmente legge alcuni ritagli di vecchi articoli di giornale, pian piano riesce a ricordare il doloroso trauma vissuto da bambina. Arianna decide così di farsi accompagnare prima alla sua vecchia scuola e poi a casa sua, dove finalmente si lascia andare ed abbraccia sua madre Rosa. La felicità di essersi ritrovate però dura poco, in quanto arrivano subito i Carabinieri, che riportano Arianna dalla famiglia adottiva.

Rosa decide di andare a casa dei Vittori, ma l'incontro porta soltanto all'ennesima discussione che spinge Arianna a scappare a Roma per rintracciare suo fratello Ivan. Ben presto però la ragazza decide di tornare a casa dai genitori adottivi e restarci fino a quando non compirà 18 anni e potrà scegliere da sola cosa fare. Alla fine, dopo aver raggiunto la maggiore età, la ragazza decide di ricongiungersi alla sua famiglia naturale: finalmente Rosa, Rocco, Ivan e Arianna sono nuovamente uniti. 

La storia vera e il libro di Angela Lucanto

La fiction targata Mediaset è stata liberamente tratta dalla toccante storia vera e dal libro di Angela Lucanto. La vicenda accadde nel lontano 1995. Il 24 novembre i Carabinieri e un assistente sociale entrarono nella scuola di Angela, che all'epoca aveva circa 6 anni, la prelevarono senza dare spiegazioni, e la portarono in un istituto di Milano gestito dal Centro italiano contro il maltrattamento e l'abuso dell'Infanzia (CISMAI). 

Quel giorno iniziò l'inferno per la famiglia Lucanto. Salvatore, il padre di Angela, poco dopo venne arrestato e processato per abusi e pedofilia. Ad accusare l'uomo fu una cugina 14enne di Angela, che soffriva di disturbi mentali e dichiarò di essere stata molestata sessualmente dallo zio e che Salvatore aveva riservato le stesse attenzioni alla figlia. Gli assistenti sociali da quel momento cercarono di convincere Angela ad ammettere gli abusi subiti, promettendole che così poteva tornare presto da sua madre Raffaella.

La bambina negò sempre di aver subito violenza dal padre. Tuttavia, a convincere gli psicologi del contrario fu un disegno di un fantasma realizzato dalla piccola, che venne considerato una prova schiacciante contro Salvatore. Così Angela fu costretta a rimanere nell'istituto per due anni senza poter vedere la sua famiglia mentre suo padre venne condannato a 13 anni di reclusione. Nel corso del processo però la verità venne a galla: Salvatore ottenne prima l'assoluzione, poi venne dichiarato innocente dalla Cassazione, in secondo grado, e dopo 2 anni e mezzo uscì dal carcere.

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Nel frattempo, a causa dei lunghissimi tempi della giustizia italiana, i genitori di Angela persero la patria potestà e la bambina divenne così adottabile da un'altra famiglia. Sua madre Raffaella, spinta dalla disperazione, decise di incatenarsi davanti l'istituto dove si trovava sua figlia, ma questo spinse soltanto gli assistenti sociali a trasferire la piccola in un'altra struttura di Genova. Nel nuovo istituto, come raccontato da Angela nel suo libro, la bambina fu costretta a subire pesanti punizioni e rispettare regole ferree. 

Qualche tempo dopo Angela venne adottata da una famiglia che aveva già tre figli, due adottati e uno naturale. Ma la piccola non si trovava bene con loro e, pur di convincerla a dimenticare i suoi veri genitori, le venne detto che erano morti. Salvatore e Raffaella invece non smisero mai di cercarla per ben 9 anni, e nel 2005 finalmente scoprirono che la famiglia adottiva era solita trascorrere le vacanze estive ad Alassio.

Così i coniugi Lucanto iniziarono a setacciare ogni spiaggia, fino a quando Salvatore non riuscì a riconoscere sua figlia, ormai adolescente. Tuttavia, per il bene della figlia, decisero di non avvicinarla: inviarono suo fratello Francesco a farle recapitare una lettera. Angela, che non aveva mai dimenticato la sua famiglia, decise di scappare e raggiungere i suoi veri genitori, andando così contro lo Stato e la legge che le imponeva di aspettare il compimento dei 18 anni. 

Adesso Angela ha 30 anni e nel 2015 si è sposata ed ha avuto un bambino. Nel 2009 la donna ha deciso di pubblicare un libro autobiografico, "Rapita dalla giustizia - Come ho ritrovato la mia famiglia", raccontando la storia del clamoroso errore giudiziario che aveva subito ai giornalisti Maurizio Tortorella e Caterina Guarneri.

La storia di Angela e della famiglia Lucanto è stata poi riadattata per il piccolo schermo con alcune piccole differenze rispetto a quanto accaduto realmente. Nella miniserie intitolata L'amore strappato infatti è stata cambiata l'ambientazione, sono stati modificati i nomi e le parti più drammatiche descritte nel libro sono state smorzate. 

E voi avete visto L'amore strappato? Cosa ne pensate della toccante storia vera di Angela Lucanto?

  • La fiction, andata in onda in prima serata su Canale 5 dal 31 marzo al 14 aprile 2019, è attualmente disponibile in streaming su Mediaset Play. 

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