La strada per El Dorado doveva avere diversi sequel (ma poi fece flop)

DreamWorks Miguel e Tullio, protagonisti del film

La strada per El Dorado è ricordato oggi come uno dei capolavori DreamWorks, eppure in un primo momento i risultati al box office furono un vero e proprio disastro e portarono alla cancellazione di ulteriori progetti legati al film.

Correva l'anno 2000 quando DreamWorks, colosso dei film d'animazione, si ispirò alle esplorazioni dei conquistadores per raccontare la storia di Tullio e Miguel ne La strada per El Dorado.

Il lungometraggio animato narra di come i due furbi protagonisti, due furfanti squattrinati, grazie a una piccola truffa entrano in possesso di una mappa che promette di portarli nel Nuovo Mondo, e precisamente nella mitica El Dorado, la città dell'oro, nell'America meridionale.

L'imbroglio viene però presto scoperto e Tullio e Miguel sono costretti a fuggire. I due riescono a cavarsela, ma la loro rocambolesca corsa verso la salvezza li conduce dritti tra le grinfie di Hernán Cortés, che li fa prigionieri.

Così, i due lasciano Siviglia a bordo della nave del conquistatore e si dirigono verso le coste del Messico.

Scappati dalla morsa dei carcerieri, giungono a El Dorado grazie alla mappa che hanno conservato gelosamente.

Proclamati dei dal sacerdote Tzekel-Kan, vivono da nababbi e progettano di impadronirsi dell'oro. Quando Cortés e il suo equipaggio giungono alle porte della città, i due scelgono di smettere di truffare il popolo che li ha accolti e di proteggerlo, anche a costo di rinunciare a un'immensa fortuna.

Una serie di sequel mai sviluppati

I progetti di DreamWorks per La strada per El Dorado erano molto ambiziosi. Era infatti prevista la produzione di una serie di sequel con protagonisti Tullio, Miguel, Chel, il cavallo Altivo e persino l'armadillo Bibo. L'idea era quella di creare un vero e proprio universo attorno a questi personaggi, un po' come sarebbe successivamente accaduto con lo shrekverse.

Si tratta di progetti senza titolo, cancellati prima ancora che ne venissero diffusi i primi dettagli. Tutto ciò che sappiamo è che Miguel e Tullio avrebbero dovuto intraprendere nuovi viaggi avventurosi, alla ricerca di leggendari tesori.

Allora, come mai questi ipotetici sequel non sono mai stati sviluppati? La risposta è molto semplice e ha a che fare con gli incassi del primo (e unico) film. I risultati deludenti del lungometraggio hanno fatto sì che DreamWorks rinunciasse a scommettere su una gara persa in partenza.

Inoltre, lo studio d'animazione stava già pensando di abbandonare del tutto la tradizionale animazione in 2D a favore di quella in CGI. Il flop de La strada per Ed Dorado nel 2000, il successo di Shrek nel 2001 e il fallimento di Sinbad – La leggenda dei sette mari nel 2003 sembravano dare ragione a chi credeva che la strategia vincente fosse quella di puntare su una tecnica di animazione differente. Così, ogni progetto correlato a La strada per El Dorado fu immediatamente accantonato.

Il flop di un film divenuto un classico

La strada per Ed Dorado ha compiuto vent'anni lo scorso marzo e, nonostante l'insuccesso iniziale, è divenuto, come spesso accade in questi casi, uno dei classici d'animazione più amati e apprezzati di sempre, tanto da venir considerato oggi un vero e proprio capolavoro.

Al momento dell'uscita, non solo il film fu un disastro al box office, ma fu anche duramente criticato dalla stampa.

Probabilmente un ruolo fondamentale nella riscoperta de La strada per El Dorado, e altri film come Il pianeta del tesoro di casa Disney, è da attribuirsi alla decisione delle case di produzione di abbandonare il 2D (e nel caso di Disney ritornare a quello stile solo per La principessa e il ranocchio e Winnie the Pooh). Una certa fascia di pubblico, affezionata alla tecnica classica d'animazione, deve aver riesaminato e analizzato gli ultimi film in 2D di DreamWorks e Disney sotto una luce nuova.

Un ruolo fondamentale nella rivalutazione dell'opera deve averlo svolto la colonna sonora. Le musiche sono infatti di Elton John.

Con ogni probabilità in un primo momento è stato inevitabile paragonare quelle de La strada per El Dorado con quelle iconiche de Il re leone, firmate sempre da Elton John, il che deve aver portato a sminuire il lavoro svolto per il film del 2000.

Se anche, però, le canzoni per La strada per El Dorado non sono memorabili come quelle scritte per Il re leone, non vuol dire che non siano apprezzabili. Riescono a catturare al meglio lo spirito del film, avventuroso e incredibilmente divertente.

Una terza ragione potrebbe risiedere nelle dinamiche tra i personaggi. I protagonisti principali – Tullio, Miguel e Chel, interpretati rispettivamente da Kevin Kline, Kenneth Brannagh e Rosie Perez – non vengono immediatamente dipinti come i classici eroi della storia. Attorno a loro si muove inoltre una schiera di personaggi secondari che riescono ad alleggerire la tensione emotiva e aggiungere un po' di sano divertimento alla pellicola.

Quest'ultimo tema è certamente fondamentale nella riscoperta del classico DreamWorks. La strada per El Dorado si presenta come un film che vuole narrare di amicizia, d'amore e soprattutto di avventura. E non può esserci avventura senza una marea di risate. La strada per El Dorado funziona e si è trasformato in un successo negli anni perché si concentra sull'aspetto avventuroso e divertente, senza inserire forzatamente ulteriori dettagli, che avrebbero solo appesantito un film ideato per essere godibile nella sua leggerezza. Forse proprio per questo è stato più facile per gli spettatori investire nei personaggi più che nella trama in sé ed entrare in empatia con loro e con la loro visione del mondo.

Via CBR

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