Disaster movie: i 10 film da vedere con asteroidi e meteoriti che minacciano la Terra

Paramount Pictures / DreamWorks Il meteorite cade sulla terra in una scena del film Deep Impact

La fine del mondo con un corpo celeste in rotta di collisione con il nostro pianeta affascina il cinema dai tempi dei primi film sonori: ecco una lista di catastrofici capaci di esorcizzare la nostra peggiore paura.

L'arrivo di pericolosi asteroidi che passano sopra le nostre teste e si schiantano sulla Terra terrorizza e colpisce da sempre la nostra immaginazione.

Non sono da meno i meteoriti: può succedere che questo materiale roccioso si stacchi dai corpi celesti e finisca per travolgerci allegramente.

Per non parlare delle comete, che possono diventare autentici killer facendo esplodere nella nostra atmosfera un'energia più potente di una bomba nucleare.

Ogni giorno il nostro pianeta è bersagliato da asteroidi, meteoriti e comete, ma soltanto pochi tra questi raggiungono la Terra senza bruciare nell'atmosfera.

Il cinema catastrofico punta da sempre sulle emozioni forti degli spettatori e il pubblico ama stare al gioco: dopo la classifica dedicata a tornado e tifoni e ai vulcani in eruzione, ecco la Top 10 dei migliori disaster movie a base di minacciosi corpi astrali.

La fine del mondo

È il 1931 e Abel Gance, uno dei più geniali e visionari registi di tutti i tempi e autore del capolavoro Napoléon, gira il suo primo film sonoro, ispirato a un romanzo scritto nel 1893 dall'astronomo Camille Flammarion.

Una cometa sta per schiantarsi sulla Terra: la catastrofe è imminente e l'umanità si divide tra apocalittici approfittatori e fautori della necessità di una rinascita. Lo scienziato Martial Novalic, aiutato dal fratello Jean, immagina una via d'uscita: un'utopia sociale, la repubblica universale degli Stati Uniti del Mondo.

Un film politico e profondamente rivoluzionario: Gance anticipa il cinema di fantascienza combinando le deformazioni visive delle lenti anamorfiche con quelle sonore degli effetti audio.

La versione del film da 89 minuti (originariamente durava tre ore) è disponibile sulla library non-profit Internet Archive.

La morte viene dallo spazio

Nel 1958 Paolo Heusch, misterioso regista al quale si devono l'horror Lycanthropus (uno dei rari titoli dell'epoca sui lupi mannari) e Una vita violenta (dal romanzo omonimo di Pasolini), realizza il primo film di fantascienza prodotto in Italia, venduto negli Usa come The Day the Sky Exploded.

L'angoscia globale nasce quando un razzo lanciato verso la Luna da una base Onu esplode a causa di un'avaria in una cintura di asteroidi tra Marte e Giove e i pianeti, distolti dall'orbita, cominciano a precipitare verso la Terra.

Tifoni e maremoti minano la tranquillità dei cittadini e a quel punto le grandi potenze occidentali non possono fare altro che ricorrere al lancio di missili atomici per salvare il mondo.

Le musiche sono di Carlo Rustichelli, la fotografia e gli effetti speciali di Mario Bava: una garanzia di suspense e terrore.

Da vedere insieme a Quando i mondi si scontrano di Rudolph Matè, vincitore dell'Oscar per gli effetti speciali nel 1952, e a La meteora infernale, altro tosto B-movie di fantascienza "monolitica" diretto nel 1957 da John Sherwood tra silicati giganteschi ed esseri umani pietrificati.

L'invasione dei mostri verdi

O meglio Il giorno dei trifidi, come il titolo del romanzo del 1951 di John Wyndham al quale il regista Steve Sekely si ispira per questo horror catastrofico d'antan.

In questo caso, la Terra viene colpita da una pioggia di enormi meteoriti (chi l'ha vista è stato reso cieco) che nascondono una "orrenda invasione": i trifidi, piante carnivore extraterrestri capaci di staccarsi dal terreno e attaccare gli umani per nutrirsi della loro carne.

Saranno un ufficiale della marina accompagnato da una ragazzina e un biologo marino con sua moglie a sopravvivere all'attacco dei trifidi e a capire cosa si cela dietro l'arrivo dell'aliena vegetazione assassina.

Un autentico cult oggetto di vari remake, tra i quali uno di Mike Newell (il regista di Harry Potter e il calice di fuoco) annunciato nel 2014 ma non ancora realizzato.

Meteor

Alla fine degli anni Settanta, durante i quali è stato nel cast di Zardoz e L'uomo che volle farsi re, Sean Connery è protagonista di questo disaster movie di Ronald Neame (il regista britannico di La bocca della verità e L'avventura del Poseidon e produttore di Breve incontro e Grandi speranze di David Lean) che si rivela un flop al botteghino ma conserva ancora un certo fascino.

Ad evitare la catastrofe del meteorite che sta per polverizzare la Terra è il professor Paul Bradley (il gigione Connery), che escogita un piano brillante: sfruttare la guerra fredda tra Stati Uniti e Unione Sovietica utilizzando le testate nucleari in orbita dei due Paesi per abbattere la minaccia.

La sceneggiatura di Edmund H. North si basa su un fatto realmente accaduto: il rapporto del MIT denominato "Progetto Icaro", messo a punto segretamente in caso di collisione tra un corpo spaziale e il pianeta. Secondo uno studio del Centro Ufologico Taranto (CUT), tutto è successo davvero.

Davvero ricco il cast: Natalie Wood, Brian Keith, Karl Malden, Martin Landau e Henry Fonda nei panni del Presidente degli Usa.

Il fango verde

Sembra il nome di un gruppo sludge metal ma è il titolo di questa co-produzione del 1968 (MGM e Toei) che mette insieme capitali e attori statunitensi con regista (l'iconoclasta e sovversivo Kinji Fukasaku, omaggiato da Quentin Tarantino in Kill Bill: Volume 1 per i suoi yakuza-eiga) ed effetti speciali (di Yukio Manoda ed Akira Watanabe) giapponesi.

Il risultato è una via di mezzo (non proprio riuscita ma dannatamente affascinante) tra catastrofico e monster movie: un team di astronauti distrugge un asteroide gigante in rotta di collisione con la Terra, ma si porta sulla base la misteriosa melma del titolo che inizia a crescere e a generare mostri tentacolari e con un solo occhio, che lanciano scariche elettriche mortali.

Dentro c'è anche un po' di Italia: uno dei tre scienziati della missione Gamma-3 è interpretato da Luciana Paluzzi, la Bond girl di Agente 007 - Thunderball: Operazione tuono, e originariamente il film doveva essere diretto da Antonio Margheriti.

La notte della cometa

Un piccolo cult degli anni Ottanta scritto e diretto da Thom Eberhardt, capace di incassare la bellezza di 14,4 milioni al box-office statunitense a fronte del budget da 700mila dollari.

Tutto comincia quando la "coda" di una cometa passa sulla Terra e stermina ogni forma di vita, tranne Reggie e Sam, due ragazzacce californiane figlie di un ufficiale dell'esercito, e un camionista che stava dormendo nel retro del suo tir.

L'improbabile trio di sopravvissuti unisce le forze e si mette in contatto con alcuni ricercatori rinchiusi in un bunker: la meteora assassina, si scopre, è la stessa che ha causato l'estinzione dei dinosauri nel passaggio di milioni di anni fa.

A quanto pare, Joss Whedon è un fan così sfegatato del film che si è ispirato proprio al personaggio di Sam per la sua Buffy. Una commedia teen post-apocalittica, perfetta per una serata al drive-in.

Brivido

L'unico film scritto e diretto da Stephen King nel 1986, tratto dal racconto Camion, contenuto nella raccolta A volte ritornano.

La premessa è proprio la congiunzione della Terra con la coda di una cometa, che provoca una serie di fenomeni inspiegabilmente misteriosi con un solo significato: le macchine si sono ribellate agli uomini.

Dosi abbondanti di black humor, toni camp e spaventi genuini caratterizzano l'esordio alla regia di King, il quale mette insieme pure una colonna sonora hard rock composta interamente dalla sua band preferita: gli AC/DC.

La critica all'epoca stronca il film (due le candidature ai Razzies: per fortuna c'è Prince con Under the Cherry Moon che vince tutto) ma Maximum Overdrive resta un piacere proibito godibile ancora oggi, senza troppi sensi di colpa.

Deep Impact

Negli anni Novanta il cinema catastrofico hollywoodiano torna ai fasti dei Settanta e sfrutta l'efficacia garantita dagli effetti speciali digitali per una narrazione sempre più spettacolare.

È il 1998 e Mimi Leder, protetta di un certo Steven Spielberg, si ispira a Meteor e alla caduta della cometa Shoemaker-Levy 9 su Giove per questo disaster movie vecchio stampo, ben recitato (nel cast spiccano Robert Duvall, Morgan Freeman, Téa Leoni, Vanessa Redgrave ed Elijah Wood) e con un ritmo serrato.

In un'intervista a The Ringer, la Leder, passata da E.R. e China Beach a The Leftovers, ricorda la sensazione delle farfalle nello stomaco prima di iniziare le riprese e i temi sviscerati nel suo secondo lungometraggio.

La perdita è un tema importante per me, sono attratta da queste storie. Deep Impact è un film su un asteroide che si sta schiantando sulla Terra, ma per me era più importante pormi una domanda: 'Se ti rimanessero nove mesi da vivere, cosa faresti della tua vita?'.

La consulenza scientifica è degli astronomi Eugene e Carolyn S. Shoemaker e il successo è stratosferico: 349,4 milioni di dollari al box-office mondiale, il miglior incasso di sempre per un film diretto da una donna.

Armageddon - Giudizio finale

Un asteroide grande quanto il Texas sta precipitando sulla Terra. Soltanto una squadra di trivellatori sfigati, politicamente scorretti e un po' pazzi, capitanati da Bruce Willis, può evitare l'inevitabile.

Demolito dalla critica, il divertente e fracassone giocattolo di Michael Bay incassa 554 milioni di dollari al botteghino internazionale e zittisce tutti.

Un blockbuster sci-fi dai sapori western, accompagnato nella sua cavalcata verso le stelle dal successo di I Don't Want to Miss a Thing degli Aerosmith.

Curiosamente, è uscito nelle sale lo stesso anno di Deep Impact: Harry Harris ha analizzato le dinamiche di questi "twin films" in questo interessante articolo per Little White Lies.

Melancholia

"Un bel film sulla fine del mondo" dove alla fine, "non giriamoci intorno", "muoiono tutti". Lars von Trier, con l'umorismo nero che lo contraddistingue, racconta la storia delle sorelle Justine e Claire mentre il pianeta Melancholia si avvicina minaccioso alla Terra, verso l'Apocalisse.

"Se deve andare a finire male, bisogna che cominci bene", aggiunge il controverso regista danese, che sullo sfondo di una catastrofe imminente dipinge un fosco e grottesco quadro familiare in cui dare forma alla sua melanconia.

Il visual artist e art director Max Riess ha condiviso sul suo sito ufficiale il lavoro sugli effetti visivi realizzato in collaborazione con il concept artist Sven Sauer.

Da vedere poco dopo o subito prima di Your Name.

Siamo davvero soli nell'universo? O semplicemente "nessuno vuole rendersene conto"?

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