Rising Phoenix: la storia delle Paralimpiadi, il documentario di Netflix

Netflix Bebe Vio in una scena del documentario Rising Phoenix: la storia delle Paralimpiadi

Una produzione originale Netflix che arriva sulla piattaforma ad agosto per raccontare le Paralimpiadi e la loro storia dal punto di vista degli atleti che hanno avuto la forza di rialzarsi: ecco tutto quello che c'è da sapere sul doc.

Il coraggio e l'ostinazione di atleti come Bebe Vio, Jean-Baptiste Alaize e Tatyana McFadden è al centro di Rising Phoenix: la storia delle Paralimpiadi, il documentario che Netflix dedica alla genesi dei Giochi paralimpici.

La produzione originale del colosso dello streaming sarà disponibile dal 26 agosto 2020 e prepara alle Paralimpiadi di Tokyo, rinviate per l'emergenza coronavirus all'agosto del 2021, da martedì 24 agosto a domenica 5 settembre.

Ma cosa racconta di preciso Rising Phoenix e chi sono i protagonisti che vedremo sullo schermo con le loro incredibili storie? Ecco tutto quello che c'è da sapere sul docu-film dedicato al terzo evento sportivo più grande del pianeta.

NetflixBebe Vio in una scena del docu-film Netflix Rising Phoenix: la storia delle Paralimpiadi
Bebe Vio, un modello per tutti

Gli atleti protagonisti di Rising Phoenix

Rising Phoenix: la storia delle Paralimpiadi ricostruisce le origini dei Giochi paralimpici, nati nel 1948 per volontà del neurochirurgo tedesco Ludwig Guttmann, il primo ad organizzare una competizione per atleti con disabilità fisiche, in quel caso veterani della Seconda guerra mondiale.

Dalle macerie del conflitto, le Paralimpiadi hanno acceso ufficialmente la fiamma olimpica: la prima edizione ufficiale dei Giochi è quella del 1960 a Roma, fortemente voluta dal medico Antonio Maglio, il pioniere della sport-terapia in Italia.

Quel fuoco si è dimostrato davvero la luce alla fine del tunnel per tantissimi atleti, che dopo aver subito operazioni e diversi interventi sono tornati a gareggiare e a vincere. I protagonisti del documentario Netflix sono nove e hanno vicende personali e professionali alle spalle che spazzano via retorica, falsi miti e cliché.

Bebe Vio

Bebe Vio, ovvero Beatrice Maria Vio, ormai la conoscono tutti. Atleta dall'età di 5 anni, è diventata il simbolo del movimento, un fenomeno della scherma che dal 2011 ha vinto campionati nazionali, europei e mondiali (sono 38 le medaglie d'oro collezionate) e dimostrato che c'è sempre un motivo per sorridere.

L'energia positiva che sprigiona dimostra che anche le cicatrici possono nascondere l'entusiasmo e la gioia di vivere. "Se sembra impossibile allora si può fare" è il suo mantra e il titolo della sua autobiografia.

Se sembra impossibile allora si può fare L'autobiografia di Bebe Vio
Se sembra impossibile allora si può fare

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Ellie Cole

Ellie Cole arriva dall'Australia e con una gamba amputata a causa di un tumore, è riuscita a diventare campionessa di nuoto con due ori, tre argenti e un bronzo alle Paralimpiadi di Rio 2016.

In quest'intervista concessa a Business Chicks, c'è tutta la sua filosofia.

Ho imparato fin da piccola che, anche se dovessi subire una battuta d'arresto, non sarebbe una scusa e che devo comunque impegnarmi come tutti gli altri, se non più di loro.

Jean-Baptiste Alaize

Jean-Baptiste Alaize è francese ma nato in Burundi: classe 1991, ha subito l'amputazione di una tibia a soli 3 anni durante la guerra. Arrivato a Montpellier nel 1998, è diventato il "ninja warrior" della compagine paralimpica transalpina: è un fenomeno del salto in lungo e dei 100 metri.

Matt Stutzman

Matt Stutzman non ha le braccia, eppure è un campione di tiro con l'arco. Nato in Kansas nel 1982, è un veterano delle Paralimpiadi: soprannominato "Armless Archer", è stato il portabandiera degli Stati Uniti a Rio 2016.

Jonnie Peacock

Jonnie Peacock non è da meno: sprint runner britannico classe 1993, quando aveva 5 anni gli è stata amputata la gamba sinistra per una meningite. Da allora, tuttavia, non si è mai fermato: i primi campionati mondiali li ha disputati a Manchester nel 2012, a Rio ha vinto l'oro e nel 2017 è stato persino concorrente di Strictly Come Dancing, il format originale del nostrano Ballando con le stelle.

Cui Zhe

Cui Zhe è una sorridente ragazza cinese di Heze: ha iniziato a praticare powerlifting nel 2013 e nel 2019 ha stabilito il record del mondo per la categoria femminile fino a 41 kg sollevando la bellezza di 104,5 kg.

Ryley Batt

Anche Ryley Batt è una forza della natura: il campione di rugby in carrozzina, capitano della Nazionale aussie, vanta due ori e un argento, l'onorificenza di cavaliere dell'Ordine al Merito dell'Australia e il ruolo di portabandiera (con Daniela di Toro) alle prossime Paralimpiadi di Tokyo.

Ntando Mahlangu

Ntando Mahlangu è sudafricano: nato con una malformazione congenita alle gambe, ai Mondiali del 2019 a Dubai ha vinto la medaglia d'oro nei 200 metri correndo in 23"23. Il suo sogno è abbattere la soglia dei 20.

Tatyana McFadden

Tatyana McFadden è un'altra leggenda che di record, nella sua carriera di fondista e biatleta, ne ha battuti parecchi. Affetta da spina bifida, la velocista statunitense ha partecipato ai Giochi di Atene 2004 a soli 15 anni e, tra Mondiali e Paralimpiadi, ha collezionato in bacheca la bellezza di 14 ori. La McFadden è una delle produttrici di Rising Phoenix con il team di HTYT Stories.

Le testimonianze delle Paralimpiadi

A dare voce alla storia dei Giochi paralimpici e dei suoi protagonisti sono tre personaggi chiave per l'evoluzione dello sport per disabili.

Philip Craven è stato il Presidente dell'International Paralympic Committee dal 2001 al 2019. Campione di basket in carrozzina prima che dirigente sportivo (ha vinto tre ori con la Nazionale britannica), è l'uomo che ha guidato per più di quindici anni il movimento paralimpico internazionale.

Xavier Gonzalez è l'ex amministratore delegato dell'International Paralympic Committee: a lui si deve la trasformazione dell'IPC in "uno degli organi di governo più rispettati dello sport mondiale".

Non può mancare Eva Loeffler, la figlia del dottor Ludwig Guttmann, il neurochirurgo e neurologo che ha fondato lo Stoke Mandeville Hospital (il più grande ospedale per lesioni spinali in Europa) e ispirato la nascita delle Paralimpiadi come le conosciamo oggi.

I registi del doc Netflix

Rising Phoenix: la storia delle Paralimpiadi è diretto da due registi prestigiosi. Ian Bonhôte è il fondatore di Pulse Films (con Thomas Benski e Marisa Clifford), regista di videoclip e pubblicità, del documentario Alexander McQueen - Il genio della moda, del thriller Alleycats e dell'imminente biopic su Marianne Faithfull che vedrà protagonista Lucy Boynton.

Peter Ettedgui, collaboratore di Bonhôte al doc su Alexander McQueen, è uno specialista dei film biografici: ha scritto i documentari George Best: All by Himself, Listen to Me Marlon (la vita e la straordinaria carriera di Marlon Brando attraverso le strepitose registrazioni delle sue sedute di auto-ipnosi) e Everything or Nothing: The Untold Story of 007.

Prodotto da Tatyana McFadden con Greg Nugent e John Battsek, Rising Phoenix vede nel team di produttori esecutivi altri due pezzi da novanta: Barbara Broccoli, la potentissima produttrice al comando della saga di James Bond ereditata dal papà Albert "Cubby" insieme al fratello Michael G. Wilson, e Richard Curtis, lo sceneggiatore e regista britannico tra i creatori di Mr. Bean e autore di classici della commedia British come Notting Hill, Il diario di Bridget Jones e Quattro matrimoni e un funerale.

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