It Comes at Night: la trama e la spiegazione del finale

Animal Kingdom/A24 Travis davanti alla porta rossa in It Comes at Night

Qual è il (vero) mostro di It Comes at Night? Il film scritto e diretto da Trey Edward Shults mostra poco e suggerisce molto, con un risultato potente e straniante.

Un virus misterioso e mortale. La paura dell'ignoto. La paranoia. Il rapporto padre e figlio. I legami familiari. It Comes at Night è catalogato nel genere horror ed è probabilmente corretto. Ma l'orrore non viene sbandierato. È un pensiero strisciante, una tensione che cresce su persone ed eventi reali. Per certi versi normali.

Il film scritto e diretto da Trey Edward Shults immerge lo spettatore nell'angoscia dei suoi protagonisti e la rende vera, tangibile. Perché non ci sono certezze né risposte per i personaggi della storia, così come per chi guarda. A partire dalla (mancata) spiegazione di "cosa arriva di notte", anche se gli incubi di Travis forse sono la risposta.

E proprio questa rappresentazione "sospesa" ha finito per dividere il pubblico. It Comes at Night è un (piccolo) gioiello o un esercizio di stile pretenzioso e frustrante?

Se volete saperne (e capirne) di più, qui trovate la trama e la spiegazione del finale. E anche una conclusione alternativa che era stata pensata inizialmente dallo sceneggiatore e regista, ma che è stata accantonata a favore di quella arrivata sullo schermo.

La trama di It Comes at Night

In un presente distopico, una malattia sconosciuta, contagiosa e mortale costringe gli uomini a una dura lotta per la sopravvivenza. L'ex insegnante Paul (Joel Edgerton), la moglie Sarah (Carmen Ejogo) e il figlio Travis (Kelvin Harrison Jr.) hanno trovato rifugio nella proprietà isolata nei boschi del padre della donna, Bud, dove l'uomo vive con il suo cane, Stanley.

Ma la misteriosa piaga non risparmia neppure i luoghi più remoti. L'anziano si ammala e Paul e la sua famiglia non possono fare altro che mettere fine alle sue sofferenze.

La vita dei tre procede scandita da una quiete carica di tensione e da una serie di regole ferree, che comprendono non uscire mai di notte, indossare guanti e maschera nelle situazioni di potenziale rischio contagio e tenere sempre chiusi l'ingresso principale e quello sul retro (una porta rossa). Ma quando una notte un uomo fa irruzione nella casa, per Travis e i suoi genitori cambia tutto.

Dopo essersi assicurato che lo sconosciuto non è malato, Paul cerca di capire se può essergli utile e scopre che ha una moglie e un figlio. L'ex insegnante è paranoico sulla sicurezza, ma alla fine accetta la proposta di Sarah di "unire le forze" e di accogliere in casa l'uomo e la sua famiglia.

Nonostante Paul continui a non fidarsi, la convivenza con i nuovi arrivati sembra funzionare. Will (Christopher Abbott), Kim (Riley Keough) e il piccolo Andrew (Griffin Robert Faulkner) si dimostrano delle persone per bene e abbracciano con rispetto ed entusiasmo la routine dei loro ospiti.

L'arrivo dei tre sembra portare anche un'apparenza di felicità e speranza a Travis. Ma lo turba pure. Il giovane è tormentato da incubi che lo portano a rivivere episodi della giornata e la morte del nonno e nei quali lui stesso è malato. L'equilibrio di Travis viene ulteriormente scosso quando Stanley scappa nel bosco e non fa ritorno.

Una delle (tante) notti in cui non riesce a dormire, il ragazzo trova Andrew addormentato sul pavimento di un'altra camera della casa e lo riporta dai suoi genitori. Ma quando sta per tornare a letto, si accorge che la porta rossa è aperta. Travis dà l'allarme e Paul e Will trovano al di là della soglia Stanley agonizzante. I due sono costretti ad abbattere il cane, ma il vero problema diventa capire chi ha aperto l'ingresso sul retro.

Travis suggerisce che possa essere stato Andrew. Ma poiché non esiste la certezza e nel dubbio che qualcuno possa essere rimasto contagiato entrando a contatto con Stanley, Paul propone che le due famiglie rimangano separate in quarantena per alcuni giorni.

L'idea viene approvata da tutti, ma le cose precipitano quando Travis sente Andrew lamentarsi e Will e Kim dire che devono andarsene. Il giovane lo riferisce ai suoi genitori, che immediatamente pensano che il bambino sia malato e decidono di agire.

Dopo che Paul e Sarah sembrano accettare che i loro (ex) ospiti se ne vadano, l'uomo tramortisce Will e insieme alla moglie e al figlio porta lui, Kim e Andrew nel bosco. Ma Will rinviene e inizia a colpire selvaggiamente Paul, fino a che Sarah gli spara alla schiena. Terrorizzata, Kim scappa con Andrew, ma Paul uccide prima il bambino e poi lei.

Tuttavia, le terribili scelte e azioni non possono fermare quello che è iniziato. Il contagio si è diffuso e dopo la morte di Travis, Paul e Sarah rimangono a guardarsi seduti al grande tavolo dove un tempo mangiavano tutti, mentre la malattia inizia a consumare anche loro.

La spiegazione del finale di It Comes at Night

It Comes at Night lascia lo spettatore con numerosi misteri senza soluzione. A partire da chi contagia chi

Dal punto di vista di Paul e della sua famiglia (che è anche quello di chi guarda), tutti gli indizi sembrano portare ad Andrew. Ma secondo una teoria piuttosto gettonata che circola sul web, il responsabile potrebbe essere Travis.

Quando le due famiglie si mettono in quarantena, il ragazzo ha un incubo in cui esce di casa di notte per cercare Stanley e (per quello che si capisce) vede il cane aggredito da qualcosa o qualcuno. Travis si sveglia di soprassalto e scopre con orrore di essere malato. Alla fine, anche questo si rivela un sogno. Tuttavia, il giovane potrebbe avere rivissuto nel sonno qualcosa che ha fatto davvero. Magari non consapevolmente, bensì in una sorta di sonnambulismo. In questo caso, Travis avrebbe aperto la porta rossa, avrebbe trasportato a casa Stanley e si sarebbe infettato, contagiando (forse) Andrew quando lo prende per mano per riportarlo in camera dai suoi.

In realtà, anche sulla malattia del bambino non ci sono certezze. Può darsi che effettivamente sia stato infettato. Ma può anche darsi che abbia visto qualcosa (Travis con Stanley?) che lo ha sconvolto a tal punto da causare la condizione di sofferenza che Paul e la sua famiglia attribuiscono alla malattia.

Animal Kingdom/A24Il poster di It Comes at Night
Il suggestivo poster di It Comes at Night

La "verità" (qualunque sia) viene lasciata all'interpretazione dello spettatore, così come il significato del titolo e l'origine, la diffusione e gli effetti della misteriosa "piaga". E non si tratta di un errore o di buchi nella sceneggiatura, bensì di una precisa scelta dell'autore e regista, Trey Edward Shults:

Molto domande rimangono senza risposta. È stato fatto in modo intenzionale. Dirò che ho lasciato le cose così per un motivo e spero che rimanga impresso. Spero che non generi frustrazione.

Il filmmaker ha spiegato che per quanto lui sappia cosa accade, la storia non è raccontata da un narratore onnisciente, ma da coloro che la vivono:

Per me è sempre stato importante non essere un passo avanti ai miei personaggi. Non scopriamo mai qualcosa, fino a che non lo scoprono loro. So cosa è accaduto prima della prima scena e come sono arrivati a quel punto, tutto quello che succede dopo e alcune cose che non sono state spiegate. Ma la cosa entusiasmante, per me, è raccontare la storia dal punto di vista dei protagonisti e viverla davvero. Anche se molti lo troveranno frustrante.

D'altra parte, quello che in It Comes at Night non viene spiegato, non è realmente importante per quello che il film vuole rappresentare. La misteriosa malattia, gli eventi che l'hanno causata e le conseguenze non sono il focus della pellicola. I veri protagonisti sono gli uomini, la natura umana, i rapporti familiari e tribali e la paura che diventa paranoia fino a esplodere in una cieca, disperata violenza.

Animal Kingdom/A24It Comes at Night: Travis
Travis in una scena di It Comes at Night

Il finale alternativo di It Comes at Night (e perché non è stato usato)

Trey Edward Shults ha rivelato che il finale originale era più articolato ed esplicito e (di fatto) suggeriva che l'intera storia fosse una sorta di febbricitante flashback di Travis morente. Attraverso le disturbanti allucinazioni notturne del giovane, lo spettatore prendeva coscienza di quello che stava accadendo al ragazzo e della battaglia che stava combattendo nel suo subconscio:

C'era un ultimo sogno che mostrava che fondamentalmente la realtà di Travis era diventata un incubo. Di conseguenza, era tutto solo un incubo. Era una specie di delirio in punto di morte, in cui riviveva tutto, in una sorta di personale inferno. E il suo inferno erano la sua casa, i suoi genitori e la consapevolezza di quello che tutti loro avevano fatto.

Ma il regista ha scelto di non usarlo, perché inutilmente didascalico e ridondante:

Da un punto di vista logico, aveva senza dubbio senso. Ma da un punto di vista pratico, continuava a ripetere sempre la stessa cosa e gli spettatori non erano coinvolti. Ho scelto la strada del less is more e sono riuscito a trasmettere quello che volevo trasmettere senza forzare il pubblico ad arrivarci.

Probabilmente, per chi vuole sempre una spiegazione, Trey Edward Shults ha preso la decisione sbagliata. Ma nella narrazione e nel senso di It Comes at Night, il finale arrivato sullo schermo sembra davvero l'unico possibile.

Fonti: The Verge, Thrillist, Slate, Movie Stack Exchange, Screen Rant

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