I 10 film e documentari che raccontano la strage di Bologna

Prof.Quatermass / CC BY 3.0 via Wikipedia L'orologio della stazione, fermo perennemente alle ore 10:25 in memoria del momento della strage

Il 2 agosto 2020 è il 40esimo anniversario dell'atto terroristico più grave della storia italiana del dopoguerra: ecco una programmazione dedicata di film e doc per non dimenticare.

Sono le 10.25 del 2 agosto 1980. È un caldo sabato qualunque, con la gente che non vede l'ora di partire per le vacanze, quando una bomba esplode alla stazione di Bologna. I morti sono 85, i feriti oltre 200, alcuni dei quali gravissimi.

La strage del capoluogo emiliano, l'apice della strategia della tensione e il più grave atto terroristico nel nostro Paese nel secondo dopoguerra, è uno dei tanti misteri italiani. A quarant'anni di distanza, ancora non tutto è stato chiarito.

Nonostante i depistaggi, i tre processi e le condanne, dalle recenti carte dell'inchiesta, depositate dalla procura generale di Bologna, emerge un filo nero che unisce la P2 di Licio Gelli, il cuore dello Stato (l'Ufficio affari riservati del ministero dell'Interno, il prefetto Federico Umberto D'Amato, i servizi segreti deviati), la criminalità organizzata e gli esecutori, ovvero gli estremisti di destra dei Nar: Valerio "Giusva" Fioravanti, Francesca Mambro, Luigi Ciavardini e Gilberto Cavallini.

C'è stata la magistratura, non c'è mai stata la politica, ma il cinema è sempre stato presente. Prima delle sentenze, molti film, documentari e cortometraggi hanno ricostruito cosa è successo davvero quel mattino a Bologna Centrale. Ecco 10 titoli per continuare a ricordare.

  1. Iltrentasette
  2. 10.25
  3. Giusva, la vera storia di Valerio Fioravanti
  4. Bologna 2 agosto - I giorni della collera
  5. La linea gialla
  6. Bologna, 2 agosto 1980. La strage
  7. Un solo errore. Bologna, 2 agosto 1980
  8. Per non dimenticare
  9. Bologna centrale
  10. 2 agosto 1980. Un giorno nella vita

Iltrentasette

Sottotitolo: memorie di una città ferita. Roberto Greco racconta la strage dal punto di vista dei soccorritori. Il 37 del titolo è il bus che il Comune adibisce per trasportare le vittime: diventa subito uno dei simboli della reazione unita e spontanea della città alla bomba. Selezionato al Festival dei Popoli dei Firenze.

Da vedere insieme a Non arretreremo! Renato Zangheri, il sindaco professore di Mauro Bartoli e Lorenzo K. Stanzani, doc (con musiche originali dei Quintorigo) dedicato alla figura dell'allora sindaco Zangheri, che su consiglio di Sandro Pertini chiamò Carmelo Bene a recitare una lectura Dantis dalla Torre degli Asinelli un anno dopo la strage, il 31 luglio 1981.

10.25

L'autore televisivo, scrittore, regista e docente Filippo Porcelli ha dedicato sei cortometraggi alla memoria della strage: 2 agosto 1980: oggi del 2005, 2 agosto. Stazione di Bologna. Binario 9¾ del 2006, NowHere del 2007, Tempo inverso del 2008, Fade to Blank del 2009 e 10.25 del 2010.

Questi corti sono il frutto di un laboratorio attivo presso le Facoltà di Scienze della Formazione e di Scienze della Comunicazione dell'Università di Bologna per aiutare i più giovani a coltivare la memoria. Da vedere insieme a Il filo della memoria (2001) di Daniele Biacchessi, "un viaggio nel dolore delle vittime e nelle ingiustizie italiane" da piazza Fontana alla stazione di Bologna.

"Al di là della ritualità anestetizzante e consolatoria delle commemorazioni – ha spiegato Porcelli –, l'urgenza di attualizzare il 2 agosto viene proprio dallo stesso senso di paura che collega gli anni di piombo a oggi e che di nuovo rischia di sostituire il problema della sicurezza all'idea della libertà".

Giusva, la vera storia di Valerio Fioravanti

Francesco Patierno, il regista di – tra gli altri – Pater familias, La gente che sta bene e Diva!, dirige questo documentario che ricostruisce la versione dell'ex "bambino prodigio" diventato negli anni '70 il più temuto terrorista nero italiano.

Il film, disponibile su YouTube, è edito da Sperling Kupfer con un libro scritto da Patierno, Andrea Colombo, Nicola Rao e Luca Telese. I quattro saggi ripercorrono l'iter che portò alla condanna di Fioravanti e la Mambro, la parabola criminale dei Nar, i depistaggi per la ricerca della verità e il racconto del regista sulla travagliata genesi del film.

Giusva, la vera storia di Valerio Fioravanti Il libro che ricostruisce la vicenda di Valerio Fioravanti
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Bologna 2 agosto - I giorni della collera

Uno dei pochi titoli di finzione – insieme ad alcuni passaggi di Da zero a dieci di Luciano Ligabue, della miniserie Un matrimonio di Pupi Avati, a Romanzo criminale di Michele Placido e all'undicesimo episodio della serie basata sul romanzo di Giancarlo De Cataldo – sulla strage, dedicato nello specifico alle vicende personali degli esecutori materiali della carneficina, i neofascisti dei Nuclei Armati Rivoluzionari.

Il film, diretto da Daniele Santamaria Maurizio e Giorgio Molteni, è coraggioso ma non proprio memorabile, complice un cast nel quale "spiccano" Martina Colombari, Lorenzo Flaherty ed Enrico Mutti.

Interessante (ma non privo degli stessi difetti) è L'estate di Martino di Massimo Natale, scritto da Giorgio Fabbri e interpretato da Treat Williams, che racconta gli eventi compresi tra il 27 giugno 1980 (la strage di Ustica) e il giorno della bomba a Bologna, alle cui vittime Natale ha dedicato il film.

La linea gialla

Aldo Balzanelli ed Emilio Marrese, coppia di giornalisti di Repubblica, affidano ai registi Francesco Conversano e Nene Grignaffini questo docu-film, in bilico tra dramma e commedia, sul 2 agosto: Valentina Lodovini è Angela Fresu, la vittima più piccola della strage.

Angela aveva 3 anni quel 2 agosto ed era in stazione con la madre e due sue amiche perché stavano andando in vacanza sul Lago di Garda. La mamma Maria, Angela e Verdiana Bivona, una delle amiche, morirono sul colpo.

La linea gialla immagina la vita che Angela avrebbe potuto avere, trentacinque anni dopo l'attentato. Nel cast ci sono Francesco Guccini, Ivano Marescotti, Roberto Messini e Rolando Ravello. Le musiche sono di Paolo Fresu e Lo Stato Sociale.

"Vorrei esserci – ha detto la Lodovini a Repubblica – il giorno in cui verrà fuori la verità, perché mi auguro che prima o poi gli storici riusciranno a stabilirla. E solo allora sarà un momento da dimenticare. Fino ad allora, faccio mia una frase di Peppino Impastato che prima o poi mi tatuerò addosso: la conoscenza ci salverà".

Bologna, 2 agosto 1980. La strage

Un'accurata ricerca negli archivi televisivi e radiofonici della Rai, realizzata dalla storica Vanessa Roghi per ricostruire la mattinata del 2 agosto e i momenti immediatamente successivi: le prime ipotesi di incidente, la scoperta della matrice terroristica dell'attentato, la disperata ricerca dei familiari.

Rai Storia dedica alla strage questo documentario, disponibile su RaiPlay, e Bologna 2 agosto 1980 di Alessandro Chiappetta e Graziano Conversano, collage di ricordi di chi – persone comuni, lavoratori, turisti – ha subito nel corpo e nell'animo le ferite dell'attentato.

Il lavoro include interviste ai parenti delle vittime (Paola Mannocci ha perso la madre, Cristina Caprioli il fratello, Paolo Bolognesi la suocera), a chi rimase ferito e a chi ha testimoniato la tragedia sul campo, come i giornalisti Jenner Meletti e Roberto Scardova e l'operatore Enzo Cicco. Senza dimenticare le memorie della dottoressa Maria Teresa Fiandri, che all'Ospedale Maggiore dedicò giorni e giorni alle cure dei feriti, e dell'autista del 37, Agide Melloni.

Questo doc (da vedere con La bomba. 2 agosto 1980, la strage dell'umile Italia di Emilia Mastroianni, su testo di Silvia Avallone) fa parte di un progetto più ampio di Rai Cultura, con un sito dedicato alla strage assolutamente da visitare.

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Alle ore 10.25 del 2 agosto del 1980 una bomba esplode alla stazione di Bologna. I morti saranno 85, 200 i feriti. Gente comune viene colpita insensatamente in un giorno di ferie, in un sabato italiano qualunque. Per il quarantesimo anniversario della strage @raitecheofficial presenta un documentario con i materiali audiovisivi di quelle prime ore tragiche e concitate, aggiungendo anche, a questi materiali preziosi, un testo narrativo originale scritto e letto appositamente dalla scrittrice @silvia_avallone, bestsellerista, autrice di romanzi tradotti in tutto il mono come Acciaio, che da quasi vent’anni vive a Bologna. Il testo della Avallone, delicato e poetico allo stesso tempo, racconta destini, coincidenze, sfortune, sogni e cadute di donne comuni, che quel giorno – un giorno afoso d’estate – si ritrovarono catapultati nella Storia, ora soccombendo, ora salvandosi per puro caso. Il romanzo televisivo della Avallone accompagna le immagini, i rumori, le voci e le musiche che la regista Emilia Mastroianni ha montato restituendo tutta la potente emotività di quelle ore confuse e insanguinate. Silvia Avallone è nata nel 1984, e dunque di quella strage non ha memoria diretta. Ma sollecitata a immergersi nei materiali dell’archivio Rai, e chiamata dal suo sempre più forte legame con Bologna, ha sentito forte l’urgenza di scrivere un testo obiettivamente memorabile, che ha grande valenza letteraria, sentimentale e civile. La bomba non entra in un nessun modo nella complessa vicenda giudiziaria e nelle tante piste inquirenti sui moventi della strage. Al contrario, è una fotografia postuma di quelle prime ore, di quello smarrimento che immediatamente trascinò in una spirale di sgomento l’intero Paese. Domenica 2 agosto per @Specialetg1 in seconda serata.

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Un solo errore. Bologna, 2 agosto 1980

Il documentario di Matteo Pasi, realizzato nel 2012 per Associazione Pereira e Arcoiris TV con le musiche di Modena City Ramblers, Daniele Silvestri e Francesco Guccini, riporta le testimonianze di sopravvissuti, parenti delle vittime, soccorritori, magistrati, politici, giornalisti e gente comune.

L'obiettivo di Pasi è ricordare un fatto avvenuto quarant'anni fa sul quale molte persone, soprattutto giovani, ignorano le verità processuali.

Con questo documentario noi vorremmo comunicare soprattutto alle giovani generazioni l'importanza di ricordare per non ripetere. L'importanza di riappropriarsi di un presente e di un futuro da troppo tempo bloccati e avvelenati da trame stragiste ed eversive.

Per non dimenticare

Nel 1992 Massimo Martelli dedica questo mediometraggio all'ora immediatamente precedente all'esplosione. Ci sono tante piccole storie, alcune tragiche e altre più leggere, che intrecciano la finzione con la realtà, fino al drammatico, doloroso ed emotivamente straziante finale.

Eccezionale il cast di attori, che include Antonio Catania, Gianni Cavina, Giuseppe Cederna, Roberto Citran, Massimo Dapporto, Giuliana De Sio, Gioele Dix, Angela Finocchiaro, Enzo Iacchetti, Stefano Sarcinelli, Francesco Paolantoni, Nicola Pistoia, Giovanna Ralli, Remo Remotti, Patrizia Piccinini e i gemelli Ruggieri.

Bologna centrale

Nel 2003 il regista francese Vincent Dieutre, vissuto a New York e a Roma prima di dedicarsi al cinema, presenta a Locarno e Rotterdam questo "diario filmato" e autobiografico, nato come opera radiofonica per France Culture dedicata all'Italia degli anni di piombo.

Il risultato è un "reportage al presente", una "storia d'amore finita male" che riporta Dieutre dalla Bologna del '77-'80, tutta omosessualità ed eroina, a quella "berlusconiana" dell'epoca. La sequenza con la litania dei nomi delle vittime della strage è cruda e da brividi.

2 agosto 1980. Un giorno nella vita

Il documentario di Carlo Lucarelli accompagna il pubblico in un viaggio nella Bologna di quegli anni, da quell'afoso 2 agosto alla ricostruzione delle inchieste giudiziarie.

Lo scrittore, che ha già dedicato alla strage l'episodio Il dolore della memoria di Blu notte, scrive questa lucida e appassionante ricostruzione con Federica Campana e Paola Mordiglia, con la consulenza di Antonella Beccaria e Beatrice Renzi. La regia è di Paolo Nidi, la produzione è della bolognese Ruvido.

Lucarelli ha spiegato al Corriere che è utile tornare "di tanto in tanto" sulla strage.

Ogni volta scopri magari solo un particolare nuovo, ma sconvolgente. È una vicenda cui non si fa il callo. Quella botta della bomba toglie il fiato. Ogni volta ti si aprono davanti particolari che fanno piangere. È una vicenda da riepilogare continuamente, con tutto il suo portato emotivo, per fare memoria e cercare di capire cosa successe in quegli anni di depistaggi, per arrivare a chi ha ordinato la strage, perché, per quale motivo proprio a Bologna.

Una testimonianza del bisogno assoluto di verità e giustizia.

Immagine di copertina usata con licenza: CC BY 3.0

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