Immigration Nation, uno sguardo alle falle nel sistema dell'immigrazione USA

Immigration Nation racconta la drammatica realtà dell'immigrazione in USA. La nuova docuserie Netflix è finita al centro di una controversia legale con la Immigration and Customs Enforcement (ICE) ancora prima di arrivare sullo schermo.

La drammatica realtà del sistema dell'immigrazione in USA arriva sul piccolo schermo in Immigration Nation (di cui trovate il trailer in copertina).

La docuserie sarà disponibile su Netflix dal 3 agosto 2020 e nei suoi 6 episodi promette di raccontare come mai è stato fatto prima "processi, errori e dolori" del mondo in cui le storie di immigrati privi di documenti si intrecciano (e più spesso si scontrano) con il lavoro quotidiano degli agenti della Immigration and Customs Enforcement (ICE). Ma anche con quello di attivisti, politici e avvocati.

Con una narrazione che non fa sconti e non si nasconde (e per questo è incappata anche in una disputa legale), Immigration Nation offre un "ritratto estremo e imparziale di un paese in crisi" e porta a riflettere se la "terra della libertà" sia diventata un "lusso per pochi".

Di cosa parla Immigration Nation

Come riportano il comunicato stampa di Netflix e il New York Times, Immigration Nation è stato realizzato dai registi Shaul Schwarz e Christina Clusiau attraverso un lavoro di documentazione sul campo che per due anni e mezzo li ha portati a immergersi nella realtà dell'Immigration and Customs Enforcement (ICE) e nel mondo complesso e drammatico a essa collegato.

A partire dal 2017, i due cineasti hanno avuto accesso a gran parte della struttura amministrativa e operativa dell'agenzia federale USA e hanno documentato non solo l'attività degli agenti dell'ICE alla frontiera e nelle città, ma anche le storie di (tantissimi) migranti separati dai familiari, respinti, arrestati o lasciati in un limbo amministrativo nell'attesa di avere accesso a una vita migliore.

Schwarz e Clusiau hanno descritto il sistema federale USA di controllo dell'immigrazione raccontando i fatti e hanno finito con il portare alla luce abusi e contraddizioni.

Dai bambini strappati via ai genitori al confine, agli arresti controversi per avere un risultato, ai migranti trattenuti nelle strutture di detenzione, fino agli agenti e al personale dell'ICE in lotta con il significato e le conseguenze del proprio lavoro, i due registi hanno portato alla luce una realtà drammatica ed esacerbata dalla politica di tolleranza zero dell'amministrazione Trump.

NetflixUna immagine da Immigration Nation
Il documentario Immigration Nation porta in TV la (controversa) realtà dell'immigrazione USA

I registi di Immigration Nation

Immigration Nation porta la firma dei due documentaristi Shaul Schwarz e Christina Clusiau.

Shaul Schwarz è un regista, direttore della fotografia e fotoreporter di origini israeliane naturalizzato statunitense, con all'attivo prestigiose collaborazioni con i canali televisivi TNT, Discovery Channel, History Channel e CNN, oltre che con le riviste TIME e National Geographic. È il fondatore della compagnia Reel Peak Films e tra i suoi lavori annovera i documentari Narco Cultura e Trophy (realizzato con Christina Clusiau).

Christina Clusiau è una fotografa e regista di documentari originaria del Minnesota, ma residente a New York. Ha lavorato per Time.com come editor di immagini e collaborato come freelance con la divisione cinematografica del sito, oltre che con il Wall Street Journal, Real Simple e la Johnson & Johnson Foundation. Co-fondatrice di Reel Peak Films e in prima linea nella lotta per i diritti umani, è co-regista di un documentario (in fase di sviluppo) sull'ultima clinica per aborti del Mississippi. 

La controversia con l'ICE 

Quando hanno firmato l'accordo con l'ICE per realizzare Immigation Nation, Shaul Schwarz e Christina Clusiau hanno accettato di mostrare il documentario all'agenzia federale USA prima del rilascio. Ma l'ICE avrebbe potuto chiedere modifiche solo per inesattezze fattuali, violazioni della privacy e se fossero state mostrate procedure e strategie che avrebbero potuto compromettere il lavoro dell'agenzia o mettere in pericolo i suoi rappresentanti.

Tuttavia, il New York Times riporta che l'ICE ha finito con il richiedere di eliminare alcune parti che non violano gli accordi contrattuali, ma che risultano "problematiche" per il loro contenuto controverso. Inoltre, ha fatto pressioni per posticipare l'uscita del documentario a dopo le elezioni del 2020.

NetflixIl documentario Immigration Nation
Immigration Nation è stato al centro di una controversia legale per la sua rappresentazione dell'ICE

Schwarz e Clusiau hanno raccontato al NY Times che si sono trovati a vivere una situazione di estrema tensione, che li ha portati a utilizzare un servizio di messaggistica crittografata, a installare telecamere di sicurezza in ufficio e a conservare in un luogo separato il girato oggetto del contendere.

Da parte sua, l'addetta stampa dell'ICE, Jenny L. Burke, ha respinto con forza le accuse, affermando che l'agenzia è rimasta scioccata per la rappresentazione dei fatti "fuorviante e distorta" dei due registi e contestandola "in maniera incondizionata". Poi ha aggiunto che l'ICE ha agito nel rispetto dell'accordo siglato con Schwarz e Clusiau, sottolineando che l'agenzia non ha mai avuto problemi nelle altre (numerose) precedenti collaborazioni con i media.

Ma alla fine, come scrive ancora il New York Times, i contrasti sono stati appianati dai legali delle parti in causa. Dunque, Immigration Nation arriverà su Netflix con anche i contenuti che hanno scatenato la controversia. Tra questi ci sono una scena in cui un agente dell'ICE forza la serratura di un condominio per raggiungere la casa di un immigrato e un'altra in cui viene arrestato un uomo per cui è stato spiccato un mandato e due persone che (semplicemente) vivono con lui. 

Ma le parti "imbarazzanti" per l'agenzia non si esauriscono lì. Nel documentario vengono mostrato agenti dell'ICE che mentono alle persone per entrare in casa loro e che le deridono dopo averle prese in custodia. C'è anche un momento (presente nel trailer, dal minuto 1:02) in cui un supervisore dice a un sottoposto: "Non mi interessa cosa fai, ma porta dentro almeno due persone". E Schwarz commenta: "Lo sapeva, vero, che voi ragazzi eravate con me? Perché è una cosa veramente stupida da dire".

Insomma, la sensazione è che anche se ha ottenuto semaforo verde dall'Immigration and Customs Enforcement, Immigration Nation potrebbe diventare un problema per l'agenzia federale USA. E non solo.

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