Cosa ha fatto Sherlock in quarantena? Ci sarà una quinta stagione? Moffat e Gatiss rispondono alle domande dei fan

BBC Il logo per i 10 anni di Sherlock BBC

In occasione del decimo anniversario dalla messa in onda di Sherlock, i creatori dello show hanno risposto alle domande più bizzarre e ricorrenti dei fan, svelando curiosità, dietro le quinte e qualche progetto per il futuro.

Dieci anni fa Benedict Cumberbatch e Martin Freeman erano due attori inglesi poco noti al grande pubblico e l'immaginario del detective di Conan Doyle era ancora saldamente ancorato all'epoca vittoriana. Dopo la messa in onda del primo episodio della serie BBC Sherlock, tutto cambiò: i protagonisti divennero superstar internazionali e la rilettura in chiave contemporanea delle investigazioni di Holmes e Watson si trasformò in uno dei punti cardine del mito in continua espansione dei personaggi di Doyle. 

Gli artefici di questo straordinario successo si sono ritrovati insieme per festeggiare la prima decade insieme a Sherlock. Gli sceneggiatori Steven Moffat e Mark Gatiss, insieme alla produttrice Sue Vertue, hanno organizzato una videochiamata molto, molto informale, rispondendo a 10 domande poste loro dai fan. A moderarla è stato il giovane Louis Moffat, figlio dello sceneggiatore e interprete dello Sherlock bambino nei flashback della serie.

Senza tagli e senza montaggio, la chiacchierata affronta una serie di tematiche inerenti al passato, presente e al futuro della serie BBC. Ecco i passaggi più interessanti, riguardanti alcuni dettagli della lavorazione e i progetti futuri che ancora gli sceneggiatori coltivano in merito. 

Sherlock e Irene in quarantena

Non poteva mancare una domanda a tema pandemia nella conversazione. I fan hanno chiesto agli sceneggiatori come i protagonisti hanno passato la quarantena. Secondo Moffat per Sherlock rimanere chiuso in casa è stato tutto sommato semplice: si è limitato a risolvere casi da remoto, attraverso le videochiamate. In un passaggio dello show il personaggio interpretato da Benedict Cumberbatch si mette alla prova decidendo di non uscire di casa senza prima aver risolto un numero preciso di casi: probabilmente il lock down a Baker Street si è svolto proprio così, con la signora Hudson armata di mascherina ad occuparsi della spesa settimanale. 

Altro capitolo scottante: il destino di Irene Adler, la fiamma pericolosa di Sherlock. Secondo gli sceneggiatori potrebbe aver persino aperto una boutique, scoprendo che essere piccoli imprenditori può essere pericoloso tanto quanto fare la spia freelance per criminali e superpotenze.

BBCWatson osserva Sherlock e Irene
Moffat e Gatiss hanno provato a immaginare la quarantena di Sherlock e Irene

Secondo Gatiss è probabile che di tanto in tanto si cacci in "guai apocalittici" e messaggi Sherlock chiedendogli aiuto; lui interverrebbe obbediente salvandola ogni volta, per poi venire puntualmente piantato in asso. 

Sherlock e i limiti di budget

Parlare di budget limitato nel caso di Sherlock è fuorviante, come ammette la stessa Sue Vertue. La serie ha goduto sin da subito di risorse simili a quelle dei film destinati alla sala, impensabili per la stragrande maggioranza dei titoli di casa BBC. Con il crescere della popolarità e delle ambizioni della serie però alcuni passaggi hanno sofferto delle limitazioni pur minime che differenziano un episodio di Sherlock da un film delle major. 

Secondo Mark Gatiss lo show ha sofferto molto sul versante delle scene d'azione. Nello sviluppo dei casi di Sherlock capita spesso di imbattersi in sparatorie, inseguimenti, combattimenti, ma di frequente la serie è stata costretta a glissare su questi passaggi o ridurne l'impatto. 

BBCSherlock e Moriarty sul tetto dell'ospedale
Il terzo episodio della prima stagione è stato tra i più impegnativi da girare

La stessa iconica caduta dal tetto di Sherlock in Le cascate di Reichenbach (il terzo episodio della prima stagione) ha richiesto una lavorazione molto lunga e complessa, tenendo impegnata la troupe sul set per più giorni. Un altro passaggio molto impegnativo per la produzione è stata la scena con le cascate dello speciale L'abominevole sposa. Gatiss e Vertue ricordano un po' divertiti e un po' irritati che alcuni hanno liquidato il passaggio come "tanta CGI fatta male", mentre in realtà è stato ricreato uno scroscio d'acqua fredda che ha creato non pochi problemi di gestione del set, allungando le riprese di quello spezzone. 

L'episodio più difficile da scrivere

Secondo i realizzatori parecchi episodi hanno avuti intoppi in corso di lavorazione, ma quello che ha dato più filo da torcere al team è stato Il segno dei tre. Il problema del secondo episodio della terza stagione è stato il minutaggio. Ogni episodio di Sherlock dura infatti intorno ai 90 minuti. Per quanto scrivessero e riscrivessero il copione, aggiungendo dialoghi e scene extra, Il segno dei tre risultava sempre troppo corto. Alla fine il copione superò le 140 pagine, ma costrinse comunque il terzetto in sala di montaggio a fare i salti mortali per raggiungere il minutaggio attuale, stravolgendo la sequenza introduttiva...e rimanendo comunque più corto dei 90 minuti richiesti. 

Un altro problema nella coerenza interna della serie è dato dall'elefante, o per meglio dire, dalla sua mancanza. La serie è disseminata da una serie infinita di piccoli rimandi all'animale e sul blog ufficiale del personaggio del dottor Watson c'è un post dedicato intitolato "L'elefante nella stanza". L'idea degli sceneggiatori era quella di far apparire nella serie un vero e proprio elefante e Vertue lavorò molto in questo senso.

BBCSherlock e Watson corrono insieme
Le scene d'azione sono state limitate per non incidere troppo sul budget

Tuttavia alla fine risultò impossibile in quanto troppo dispendioso in termini di tempo e denaro. Gli elefanti infatti sono animali molto sensibili e, quando inclusi nella lavorazione di film e serie TV, deve essere consentito loro di trascorre parecchio tempo sul set per familiarizzare con l'ambiente circostante. La lavorazione serrata della serie non ha permesso di ricavare una finestra di tempo adatta alla realizzazione di questa scena, rimasta un sogno ventilato da una serie di indizi (scovati dal fandom di Sherlock) che non hanno portato a nulla. 

Idee per la quinta stagione

La risposta più attesa era quella riguardante un possibile ritorno sul set per una quinta stagione. Il terzetto di realizzatori non si è nascosto dietro a un dito, lasciando chiaramente ad intendere che da parte loro c'è la voglia di tornare a scrivere nuovi episodi di Sherlock. Non solo: il materiale da cui attingere dal canone doyliano è ancora molto ricco. 

In particolare Mark Gatiss vorrebbe scrivere un episodio legato a La lega dei capelli rossi, idea che sembra lasciare più scettico Moffat. Dal canto suo ha tentato di cavare una sceneggiatura da L’avventura della banda maculata, senza però riuscire a trasformarla in un'idea allettante per lo show. Silenzio assoluto invece sulla disponibilità del cast di tornare sul set. Cumberbatch e Freeman hanno due tra le agende attoriali più fitte del Regno Unito, inoltre l'interprete di Watson in passato ha fatto capire di trovare eccessiva la pressione che la fama stessa di Sherlock mette sulle spalle dei suoi interpreti e degli sceneggiatori. 

L'enorme popolarità di Sherlock ha creato difficoltà alla stessa lavorazione della serie. Con il passare delle stagioni i creatori hanno via via ridotto le scene da girare in esterna a Londra, per via delle folle che si radunavano sul set, applaudendo ad ogni take e rallentano la lavorazione giornaliera. 

L'impressione generale è che gli sceneggiatori non disperino di poter tornare sul set, magari non sul breve periodo. Hanno comunque invitato i fan a rimanere in ascolto, per cui non è da escludere che dietro le quinte si stia lavorando concretamente al progetto. 

Sherlock e Watson al femminile

Una delle domande più curiose del pubblico riguarda una possibile versione al femminile dei due protagonisti e dell'antagonista Moriarty. Quali attrici sceglierebbero per la parte? Steven Moffat ha spiegato di non avere problemi ad immaginare una Sherlock al femminile, citando interpreti come Phoebe Waller-Bridge e Olivia Colman (che in Fleabag lavorano al fianco di Andrew Scott, l'interprete di Moriarty). Per lo sceneggiatore non è difficile immaginarle nei panni di Sherlock o Moriarty. 

BBCWatson, Sherlock e Mycroft
Gli sceneggiatori di Sherlock non escludono di tornare sul set per una quinta stagione

Molto più complesso è invece scovare il nome adatto a una John Watson al femminile. Per l'autore è proprio il carattere del personaggio a essere poco credibile in versione femminile: 

 Mi riesce difficile pensare a un nome perché una Watson femminile di fronte alle intemperanze di una Sherlock donna le direbbe di andare a quel paese. 

  • I creatori e sceneggiatori della serie non escludono la possibilità di scrivere nuovi episodi, attingendo al canone di Arthur Conan Doyle. 

    Durante le celebrazioni per i 10 anni della serie Moffat e Gatiss hanno anche accennato a un paio di racconti da cui vorrebbero trarre episodi, ma per il momento è solo una possibilità e non sembra esserci ancora alcun piano concreto in merito. 

    Da parte loro, l'idea di una quinta stagione non è da escludere a priori. Gli interpreti principali non si sono espressi ufficialmente a riguardo.

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