John e la musica per gli alieni: la storia dell'uomo che invia canzoni nello spazio

Il cortometraggio di Matthew Killip arriva finalmente su Netflix: il regista ricostruisce l'incredibile storia vera di John Shepherd, il visionario che per 30 anni ha cercato di contattare gli extraterrestri inviando "kosmische musik" nello spazio.

Il progetto SETI (Search for Extraterrestrial Intelligence) nasce negli anni Sessanta. È un programma ambizioso e complesso: l'idea è quella di entrare in contatto con altre forme di vita a partire dall'analisi dei segnali elettromagnetici provenienti dallo spazio.

Purtroppo, la ricerca di intelligenze extraterrestri, che si concentra soprattutto sull'analisi delle onde radio, dà esiti negativi, anche quando entra in gioco la NASA. SETI@home, l'ultima formulazione di calcolo distribuito dell'Università di Berkeley che utilizza milioni di computer privati, è andato ufficialmente in pensione dal 31 marzo scorso.

Eppure, c'è un uomo che non ha mai rinunciato alla ricerca di vita aliena: il suo nome è John Shepherd e la sua storia straordinaria ha ispirato il film John e la musica per gli alieni. Il cortometraggio è diretto da Matthew Killip e arriva in streaming su Netflix il 20 agosto 2020.

Chi è John Shepherd

John Shepherd è un ragazzo come tanti altri. Nato e cresciuto nelle campagne del Michigan, sin da bambino ha un'idea fissa, che diventa ben presto la sua missione di vita: entrare in contatto con gli alieni. Shepherd crede fermamente che non siamo soli in questo universo.

Quando la famiglia si trasferisce a Torch Lake, località da sogno tra le più affascinanti e suggestive di Antrim County, John evita le acque cangianti e le onde spumeggianti del lago: si isola dal mondo esterno e trasforma la casa dei nonni materni in un incredibile laboratorio dal quale trasmette musica – e lo fa ininterrottamente per trent'anni – per milioni di chilometri nello spazio.

Matthew KillipJohn Shepherd da giovane in una scena del cortometraggio John e la musica per gli alieni
John da giovane tra i boschi del Michigan

La stazione di ricerca scientifica di Torch Lake ha un unico obiettivo: stabilire un contatto con un'intelligenza extraterrestre. A partire dall'estate del 1972, John Shepherd è il centro del progetto STRAT (Special Telemetry Research and Tracking) e lo studio che mette a punto, zeppo di computer, pannelli con milioni di manopole e schermi che visualizzano onde elettromagnetiche, è degno del set di un film di fantascienza.

Appassionato di musica, John diventa un vero e proprio DJ interstellare che coltiva un sogno impossibile. Una figura eccentrica, almeno per i parametri della piccola comunità che lo ospita. Sempre sorridente, Shepherd vive da outsider isolato nel suo studio, ma lascia soltanto in apparenza le complessità dell'esperienza umana.

Dopo aver abbandonato la ricerca, John "torna" sulla Terra per stabilire un legame di tipo diverso: la sua parabola riflette un disperato bisogno di contatto e d'amore, dalle stelle all'anima.

Matthew KillipJohn Shepherd in una scena del cortometraggio John e la musica per gli alieni
John oggi, alla continua ricerca di contatto

Kosmische Musik nello spazio

Il krautrock è stato un fenomeno unico nella storia della musica del Novecento. Il musicista e scrittore Julian Cope, nel seminale libro Krautrocksampler. Guida personale alla Grande Musica Cosmica dal 1968 in poi, lo ha definito "il cazzuto rock cosmico trascendentale suonato da poeti-druidi visionari in anfetamina e super fuori di testa".

Krautrocksampler La guida di Julian Cope alla Kosmische Musik
Krautrocksampler

La guida di Julian Cope alla Kosmische Musik

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La prima generazione postbellica, i figli della Germania che aveva iniziato e perso due guerre, ormai a pezzi e senza più nulla da perdere, ha partorito uno stile irripetibile: la "kosmische musik" di Amon Düül II e Tangerine Dream, Ash Ra Tempel e Can, Agitation Free e Neu!, Popol Vuh e Cluster, fino a La Düsseldorf e ai Kraftwerk.

Shepherd è un appassionato di reggae, afrobeat, jazz e world, ma soprattutto di musica elettronica sperimentale tedesca degli anni Settanta. Le sue playlist lanciate in orbita sono una cavalcata nel sound delle avanguardie psichedeliche teutoniche.

Matthew KillipUn primo piano di John Shepherd nel cortometraggio John e la musica per gli alieni
John Shepherd, uno sguardo verso lo spazio

La colonna sonora di John e la musica per gli alieni, che spazia dalle sonorità space degli Harmonia di Dieter Moebius, Hans-Joachim Roedelius e Michael Rother ai contrappunti digitali di Mark Dwane e Surface 10, è stata raccolta in un broadcast pubblicato su Soundcloud. Ogni brano è introdotto dalla voce calda e delicata di Shepherd.

Gli strani biopic di Matthew Killip

John e la musica per gli alieni è stato presentato al Sundance (dov'è stato premiato dalla giuria come miglior corto di non-fiction) e al Festival di Rotterdam. Il regista del corto è Matthew Killip, regista e montatore britannico di stanza a New York e collaboratore di Jeremy Deller e Michael Almereyda.

Killip non è nuovo al racconto di biografie che nessuna fantasia avrebbe potuto creare. Nel corto Master of Reality, ha ricostruito la vita di Ronny Long, un giovane artista texano che si filma da quando aveva 9 anni, mettendo in scena nel giardino di casa commedie criptozoologiche, incontri di wrestling e film horror. La colonna sonora, neanche a dirlo, è a base di Black Sabbath, Thrones, The Fucking Champs e Mogwai.

The Lichenologist è un focus sul lavoro di Kerry Knudsen, ricercatore esperto di licheni alla University of California.

Nemmeno a dirlo, la storia di Knudsen, ricostruita dal giornalista Daniel Gumbiner su The Atlantic, è fuori dall'ordinario: ex anarchico e poeta acido, diventato prima operaio edile e infine acclamato lichenologo. In questo caso, le musiche sono dei compositori ed etnomusicologi Yoshio Ojima, Yasuaki Shimizu, Richard Burmer e Haruomi Hosono.

The Diatomist, entrato negli Staff Picks di Vimeo, è un documentario su Klaus D. Kemp, studioso delle diatomee (alghe unicellulari comparse nel Cretaceo 145 milioni di anni fa) diventato autore di complicati e spettacolari pattern che riproducono l'infinita complessità che questi esseri microscopici possono assumere. Le musiche sono di Ryuichi Sakamoto, Bernard Herrmann e del Cults Percussion Ensemble.

Le opere di Kemp, come le playlist musicali di John Shepherd, sono raccolte sul sito di Artificial Official.

John e la musica per gli alieni debutta su Netflix con altri due short doc: Il club di Claudia Kishi di Sue Ding, dedicato al personaggio della serie Il club delle babysitter, e Gli speedcuber di Sue Kim, che racconta il percorso umano e professionale di Feliks Zemdegs e Max Park, i "Michael Jordan e LeBron James" dei tornei di cubo di Rubik.

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