Il Babadook: cosa devi sapere sul mostro del film

Midnight Factory Il Babadook in una delle pagine del libro pop-up "Mr. Babadook"

Jennifer Kent, nella sua opera prima Babadook, costruisce un mostro unico nel suo genere, che si rivela essere molto più di una presenza oscura in una casa.

Babadook è un film del 2014 con una trama apparentemente semplice e ben collaudata nel genere horror: una presenza oscura nascosta dentro un libro raggiunge la casa di Amelia e del figlio Samuel. Lentamente, si insinua nelle loro complicate vite sino a prendere il possesso totale di Amelia, che ignora i tentativi del figlio di metterla in guardia. Posseduta dal terribile Babadook, la donna inizierà ad essere sempre più crudele nei confronti del piccolo Samuel, trascinata in una spirale di violenza che deflagrerà nel travolgente finale. Con un risvolto inaspettato.

L’uomo nero, il Baubau, il Boogeyman: queste ombre (tutte simili tra loro) popolano gli incubi dei bambini da sempre, in ogni parte del mondo. Ma la regista Jennifer Kent prende il terrore infantile dell’uomo nero e lo trasforma in qualcosa di sottile e soprattutto reale, e proprio per questo ancora più terrificante, in un'incredibile opera prima.

Ecco alcune curiosità sull’angosciante personaggio creato da Jennifer Kent.

Cosa significa Babadook?

Kent aveva già qualche idea sul nome da dare al suo mostro: voleva che si trattasse di suoni semplici, qualcosa che potesse venire in mente ad un bambino e che non sembrasse già sentito. 

Eppure Babadook non è un insieme di sillabe senza senso. In ebraico, infatti, ba-badook ha un significato per niente rassicurante: significa “sta arrivando davvero”. In lingua inglese, invece, è un anagramma di A bad book, un libro malvagio.

A cosa si ispira la storia di Babadook?

Midnight FactoryAmelia e Samuel mangiano in una cucina buia

In un’intervista per Elle, Kent afferma che è stata la storia di una sua amica a darle l’ispirazione:

Avevo un’amica che trovava veramente difficile amare proprio figlio. Non riusciva a trovare un legame vero, non gli piaceva. Emotivamente la stava uccidendo, in molti modi diversi, e questa cosa si rifletteva in modo concreto su di lui. Il bambino aveva iniziato a vedere un uomo mostruoso ovunque, e dopo tanti tentativi l’unico modo che la madre aveva trovato per risolvere la vicenda era di considerarlo come reale. Me lo ha raccontato e ho pensato: e se ci fosse, in effetti, un mostro?

Kent aveva iniziato a sviluppare l’idea e per poi dirigere, nel 2005, un cortometraggio in bianco e nero Monster, che lei stessa soprannomina affettuosamente "baby Babadook". Il cortometraggio è stato pubblicato dalla regista sulla piattaforma Vimeo nel 2012.

A chi si ispira il Babadook?

Nell’immaginare la forma del Babadook, Jennifer Kent aveva in mente un riferimento in particolare: Lon Chaney, il "re dei mostri".

Lon Chaney è noto per aver interpretato, nei film dell'orrore dell'epoca del cinema muto statunitense, i primi mostri del cinema, come il Fantasma dell’Opera e il Gobbo di Notre Dame.

Metro-Goldwyn-Mayer ProductionsLon Chaney ne Il fantasma del castello

In particolare, il look del Babadook, col suo cilindro, i capelli lunghi e spettinati, il sorriso sadico e gli occhi cerchiati di nero è ispirato al ruolo di Chaney in Il fantasma del castello (London after Midnight) diretto da Tod Browning (il celeberrimo regista di Freaks). Lì, Chaney fa il ruolo di un uomo assassinato che ritorna anni dopo, in forma vampirica, a cercare vendetta.

Il Babadook è un mostro che ha una forte connessione col personaggio di Amelia, passa diverse notti insonni a guardare vecchi film in bianco e nero (anche di genere horror) alla televisione… sarà un caso?

Che mostro è il Babadook?

Babadook non è un mostro come tutti gli altri: è l’incarnazione di un dolore e di una depressione ignorati per troppo tempo, e proprio per questo non lo si può sconfiggere del tutto. Ma ci si può convivere. È nella convivenza col mostro che il terrore trova la sua risoluzione. Il dolore e la malattia mentale, come il mostro, non devono terrorizzare e non deve essere negati: il rischio è che si impossessi di noi e ci renda folli, irriconoscibili, violenti o apatici.

Midnight FactoryNel libro "Mr. Babadook", una figura di carta nera e inquietante incombe su una terribile Amelia nell'atto di strozzare il cagnoino

Proprio come la malattia mentale che rappresenta, il Babadook può bussare alla porta di ognuno di noi. E quando succede, bisogna affrontarlo.

Perché Amelia e Samuel tengono il Babadook in cantina?

Il Babadook è quindi l’incarnazione horror della profonda depressione e del disagio mentale da cui Amelia è affetta, come risultato della negazione della propria sofferenza e di una quotidianità isolata e soffocante. Ma come i disagi mentali di qualsiasi tipo, non esiste una formula magica o un farmaco che li elimina dal nostro sistema per sempre. Sono ferite che non guariscono, ma che bisogna imparare a gestire. Il dolore diventa qualcosa con cui dialogare e che si affronta non in modo distruttivo, ma con strategie emotive, prendendosene cura.

Ecco perché, una volta che il Babadook ha smesso di “possedere” Amelia dominandone le azioni, non va via dalla sua vita, ma si rifugia in cantina. È, in un certo senso, "sconfitto", ma non scompare mai veramente: si addomestica, ci si convive, ci si dialoga sino a farlo diventare innocuo. Amelia, scendendo in cantina (dove sono conservati tutti gli oggetti del marito), nutre il Babadook e si abbandona ad un pianto. Un pianto sommesso, liberatorio, coraggioso.

Questo finale è dolceamaro ma allo stesso tempo di un’intensità incredibile, e la regista e sceneggiatrice ha dovuto lottare duramente per tenerlo così. A quanto pare, non tutti erano d’accordo con questo finale in cui il bene non trionfa in maniera palese e prorompente.

Ci sono stati diversi litigi a proposito del finale. Ad essere onesta, se avessi dovuto uccidere il mostro non avrei direttamente girato il film. Non puoi uccidere questo mostro, lo puoi solo accettare, integrare nella tua vita. Amelia, anche dopo tutto quello che ha passato, non potrà mai dimenticare che il marito è stato ucciso in quell’incidente automobilistico, quella cosa non potrà mai andare via. Quindi sì, tenere quell’essere in qualche modo vivo è in assoluto il punto cruciale. Di recente ho sentito Russell Brand parlare di dipendenza dicendo che è una lotta ogni giorno, ogni giorno… sono fortunata a non averlo provato in prima persona, ma in qualche modo (anche non attraverso la dipendenza) ogni essere umano attraversa questi momenti.

Com’è stato per Noah Wiseman recitare nel ruolo di Samuel, vittima di abusi da parte della madre?

La straordinaria interpretazione di Noah Wiseman lascia con una domanda: come ha fatto l’attore, ai tempi di appena sei anni, a girare un film di questa intensità e con tutte queste scene violente? Kent ha raccontato di avere parlato con i suoi genitori e di avere trovato un modo di non traumatizzarlo. Ha fatto in modo che per le scene più terrificanti non fosse fisicamente presente. I più delle volte la persona inquadrata di spalle non è Noah, ma un adulto in ginocchio. Così, nelle scene di abuso su minore più crude e spaventose (come quella in cui l’attrice Essie Davis gli urla che sarebbe dovuto morire lui al posto del padre), Noah non è stato presente. I suoi primi piani sono stati girati in seguito. 

All’attore, la trama è stata spiegata così: “Sam sta cercando di salvare sua madre da un mostro: in pratica, si tratta di un film sul potere dell’amore”.

Chi interpreta il Babadook?

Tim Purcell lavorava nell’Art Department del film, ed è stato convinto ad interpretare il personaggio che dà il titolo al film dopo aver fatto la parte del mostro durante alcuni test per la macchina da presa. Scherzando, ha commentato: “Hanno capito di poter risparmiare qualcosa e di farmi fare il Babadook… e così è stato, sono diventato il Babadook. […] In termini di recitazione, mi sono sentito dire spesso: “Stai molto fermo”.

Il libro del Babadook esiste?

Alex Juhasz è il designer e l’illustratore dietro la realizzazione del terrificante libro pop-up “Mr. Babadook”, che vediamo sfogliato da Amelia e Samuel nelle prime scene.

Midnight FactoryNel libro pop-up "Mr. Babadook", il mostro incombe su un piccolo bambino

Nel 2015, Insight Edition ha pubblicato 6200 libri pop-up di Mister Babadook. Kent ha lavorato con Juhasz, insieme al paper engineer Simon Arizpe, che ha portato alla vita la versione stampata per il pubblico. Le copie sono andate presto sold-out.

Cosa c’entra il Babadook con il mondo LGBTQIA+?

Nel 2016, un utente Tumblr ha postato un thread dove scherzava sulla presunta omosessualità del Babadook. Internet è misterioso, ed il tweet è diventato virale, prendendo decisamente piede e persino scatenando polemiche.

Il film di Jennifer Kent ha ricevuto numerosi tributi da molti membri della comunità LGBTQIA+, diventando un meme popolare in America. La drag queen Miss Steak lo ha persino interpretato durante una sua performance, mixando il pezzo su cui balla con alcuni inquietanti dialoghi del film.

La finale consacrazione del Babadook come icona gay è rappresentata dall’inserimento del film di Jennifer Kent nel catalogo Netflix… sotto la categoria LGBT movies. Non è ancora certo se questo inserimento sia stato intenzionale o frutto di una svista.

Babadook è un film del 2014, scritto e diretto da Jennifer Kent. È stato prodotto da Causeway Films e Smoking Gun Productions e distribuito in Italia da Midnight Factory. Il film ha il premio per la migliore opera prima al New York Film Critics Circle Awards nel 2014, e nel 2015 ha vinto 3 AACTA Awards come miglior film, miglior regia e miglior sceneggiatura originale.

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