X-Men: il complesso piano di Michael Jackson per diventare Charles Xavier

Marvel Studios / 20th Century Fox Patrick Stewart è il professore Charles Xavier in una scena del film X-Men

In occasione dei vent'anni dall'uscita del primo film Marvel, la produttrice Lauren Shuler rivela un singolare retroscena: il Re del Pop incontrò Bryan Singer negli studi Fox perché voleva interpretare a tutti i costi il Professor X.

X-Men di Bryan Singer, il primo film Marvel ed epico blockbuster che ha rivoluzionato Hollywood con l'irruzione del digitale sul grande schermo, compie vent'anni. Il dirompente cinecomic usciva negli Stati Uniti il 14 luglio 2000 e arrivava in Europa ad agosto con la premiere al Festival di Locarno.

A due decenni di distanza da quella significativa esperienza, la produttrice Lauren Shuler rivela in un'intervista all'Hollywood Reporter un aneddoto insolito e assolutamente affascinante, legato alla fase di preparazione avvenuta prima delle riprese: Michael Jackson voleva a tutti i costi diventare il professor Charles Xavier.

Nella primavera del 1999, Singer è reduce dal successo del cult movie I soliti sospetti e dal difficile L'allievo, il problematico adattamento del romanzo di Stephen King. Il regista ha rifiutato per ben due volte l'offerta del produttore Tom De Santo di dirigere un film di supereroi perché considera i fumetti Marvel (che non ha mai neanche sfogliato) della "robaccia".

Soltanto dopo aver letto gli albi di Stan Lee e Jack Kirby, Singer si convince del contrario e accetta la regia di X-Men. Durante quei primi mesi del '99, passa giornate intere con i produttori negli uffici della Fox per i complicati casting. Un giorno, all'improvviso, irrompe nello studio il Re del Pop.

Jackson indossa gli occhiali da sole e non stringe la mano a nessuno: vuole soltanto incontrare Singer e discutere con lui un piano preciso. Jacko deve essere il Professor X, il geniale e potente telepate che fonda gli X-Men e la X-Mansion.

La Shuler ricostruisce quello strano colloquio alla reporter Tatiana Siegel.

Ho detto a Michael: 'Ma lo sai che Xavier è un anziano signore bianco?'. Lui mi ha risposto: 'Oh sì. Sai, posso indossare il trucco'.

Oltre a trucco e parrucco, la popstar ha in mente molto altro. La produttrice aggiunge che Jackson è arrivato con un'elaborata presentazione di Ghosts, la versione visuale estesa (il cortometraggio completo diretto dal pioniere degli effetti speciali Stan Winston e scritto da Stephen King e Mick Garris dura 33 minuti rispetto ai 4 del videoclip) della canzone composta nel 1997 per l'album Blood on the Dance Floor: HIStory in the Mix.

Il corto, entrato nel Guinness dei Primati come video più lungo della storia, è un tripudio di effetti dal budget mostruoso: 15 milioni di dollari, pagati tutti da Jackson di tasca sua. Ghosts è un horror in cui Jacko interpreta cinque personaggi, tra cui il misterioso e solitario Maestro e l'intollerante e bigotto Sindaco (bianco e sui sessant'anni) di Normal Valley. Il make-up messo a punto dallo studio di Winston è impressionante.

Purtroppo per Jackson, 20th Century Fox non prende mai seriamente in considerazione l'idea di affidargli il ruolo di Charles Xavier, assegnato nella versione matura a Patrick Stewart (all'epoca noto presso il grande pubblico per il capitano Jean-Luc Picard di Star Trek: The Next Generation) e successivamente a James McAvoy per quella giovane.

Un ex executive della Fox ricorda che Jacko "era già impegnatissimo nelle sue osservazioni sugli X-Men". Quel periodo lo ricorda pure Ralph Winter, produttore presente all'incontro (a quanto pare partecipò persino Shaquille O'Neal in un'altra occasione) e tra i primi a dover tenere a bada Singer per i suoi comportamenti geniali e altrettanto stravaganti.

X-Men è diventato un percorso accidentato per il regista, un'esperienza controversa e traumatica culminata con l'allontanamento dalla campagna promozionale di Giorni di un futuro passato per le accuse di molestie sessuali su quattro ex attori minorenni ai tempi del film L'allievo.

Un destino dolorosamente condiviso proprio con "Wacko Jacko".

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