Il MIT progetta un sistema per 'riciclare' l'energia dei segnali Wi-Fi

Un team di ricercatori del Massachusetts Institute of Technology ha messo a punto un sistema in grado di "riciclare" l'energia dei segnali Wi-Fi, in modo da poter impiegare tale energia, ad esempio, per ricaricare i nostri cellulari.

José-Luis Olivares, MIT Un'immagine che mostra come l'energia dei segnali Wi-Fi possa essere "riciclata"

In un’epoca dove la tecnologia domina incontrastata, cercare fonti d’energia alternativa tramite cui alimentare i dispositivi (elettronici e non) protagonisti della nostra vita, è a dir poco fondamentale.

E al Massachusetts Institute of Technology lo sanno, tanto da essere riusciti a progettare un sistema capace di ricavare energia dai segnali Wi-Fi.

Avete capito bene, è stato messo a punto dal team di Hiroki Isobe (della “sezione” Materials Research Laboratory del MIT) un metodo che permetterebbe di riciclare l’energia dei cosiddetti “raggi T” (o terahertz) del Wi-Fi.

L’idea alla base del rivoluzionario progetto?

I terahertz, rilasciati da qualsiasi dispositivo che emette segnali Wi-Fi, non sono altro che onde elettromagnetiche con una frequenza compresa fra le microonde e la luce infrarossa, e tali onde potrebbero costituire una fonte d’energia alternativa.

In che modo sfruttare l’energia ricavata dai raggi T per alimentare apparecchiature elettriche? Grazie a un dispositivo noto come “raddrizzatore terahertz”, formato da un quadrato di grafene corredato di uno strato di nitruro di boro e un’antenna su entrambi i lati.

L’antenna servirebbe appunto per convogliare i raggi T provenienti dall’ambiente esterno, amplificando così il segnale ricevuto mentre viene “trasferito” sullo strato di grafene. Tale processo determina infine un flusso unidirezionale di elettroni, generando così una corrente continua.

MITUn'immagine che illustra il processo attraverso cui l'energia dei segnali Wi-Fi viene "riciclata"
Un'immagine che mostra, nel dettaglio, come l'energia dei segnali Wi-Fi viene "riciclata"

Isobe ha inoltre rilasciato alcune dichiarazioni atte a evidenziare l’importanza della “purezza” dello strato di grafene utilizzato nel sistema elaborato dal suo team:

Una qualsiasi impurità presente a livello dello strato di grafene determinerebbe la dispersione di elettroni. Il nitruro di boro è stato aggiunto appunto per ridurre il rischio di interruzione del flusso di elettroni. Siamo letteralmente circondati da terahertz e dunque riuscire a ‘riciclare’ la loro energia per poterla utilizzare nel nostro quotidiano costituirebbe un apporto fondamentale per affrontare qualsiasi sfida energetica.

In poche parole, se la straordinaria invenzione del MIT venisse immessa sul mercato, saremmo probabilmente in grado di guardare al futuro sapendo di riuscire ad avere, sempre e comunque, energia per tutti.

E voi che ne pensate? Vorreste in casa un dispositivo in grado di riciclare l’energia del Wi-Fi?

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