Euphoria: la prima stagione, spiegata

HBO Hunter Schafer e Zendaya in una scena di Euphoria

Euphoria, la serie HBO con protagonista Zendaya, racconta in modo schietto l'adolescenza turbolenta di Rue e dei suoi amici.

Zendaya ha definito Euphoria “un ritratto brutale e onesto della dipendenza, dell'ansia e della vita stessa”.

La serie teen drama HBO, creata da Sam Levinson e basata sull'omonimo show israeliano, è spesso definita dai suoi spettatori come la più trasgressiva degli ultimi tempi, realistica e a tratti crudele.

La serie ruota attorno a Rue Bennett (Zendaya), una ragazza che, a soli diciassette anni, ha conosciuto più dolore di quanto molta altra gente ne riesca a sopportare in una vita intera.

Dopo un'overdose e un'intera estate trascorsa in un centro di riabilitazione per tossicodipendenti, la ragazza riprende in mano le redini della propria vita o, almeno, tenta di farlo. Riuscire a restare lontana da droghe e stupefacenti di ogni genere è difficile e solo la presenza di JulesVaughn (Hunter Schafer) sembra riuscire a far trovare a Rue l'equilibrio di cui ha bisogno.

Euphoria, lo Skins della generazione Z

Se a una prima occhiata Euphoria potrebbe sembrare solo un'altra serie che indaga il mondo degli adolescenti di oggi, basta guardare la serie con sguardo più attento per rendersi conto che è più di questo e che cerca di comprendere, insieme allo spettatore, il significato dell'essere adolescente oggi.

Un po' come My Mad Fat Diary, Sex Education e The End of the F***ing World, Euphoria prende una strada che pochi teen drama hanno imboccato prima e sceglie di focalizzarsi sulla vita degli adolescenti, ma con sguardo più maturo e adulto, riuscendo a catturare non solamente l'attenzione dei più giovani che riescono facilmente a identificarsi con Rae, Finn, Jules, Rue, Otis, Maeve, James e Alyssa, ma anche di chi i diciassette anni li ha superati da un pezzo.

In questo senso, Euphoria è stata spesso definita la versione americana di Skins (nonostante esista un vero e proprio remake della serie britannica chiamato Skins US), e non è un caso.

Come Skins e diversamente dagli illustri colleghi Beverly Hills, 90210 o Gossip Girl, Euphoria diventa lo specchio dell'adolescenza per un'intera generazione di teenager. Racconta una realtà lontanissima dal mondo patinato di The O.C., così come dalla piccola provincia di Capeside, prende le distanze dai lunghi dialoghi di Pacey, Joey, Dawson e co. e dall'eccessivo moralismo di Brandon Walsh. Euphoria non ha paura di osare nel mostrare le brutture del mondo degli adolescenti, le loro paure, le loro insicurezze e il modo in cui scelgono di affrontarle.

Come Skins aveva già fatto in passato, allora, Euphoria decide di raccontare i giovanissimi con una narrazione estrema, certamente e volutamente sopra le righe, ma al tempo stesso più schietta, onesta e diretta degli altri suoi predecessori. Ciò che emerge è un ritratto quanto mai sincero di tematiche forti e attuali che affondano le loro radici innanzitutto nel disagio e nelle pressioni psicologiche che Rue, Jules, Nate e tutti gli altri protagonisti dello show devono affrontare.

I disturbi mentali, la dipendenza da sostanze stupefacenti, le relazioni difficili e violente, l'autoaccettazione, l'identità di genere, i problemi di gestione della rabbia sono tutti affrontati con estrema autenticità da Euphoria. In tal modo, Euphoria è presto diventato per la generazione Z ciò che Skins è stato per i Millennials.

La novità non sta tanto (o non solo) nei temi trattati, ma nel modo in cui le serie vi si approcciano. Ogni situazione, per quanto possa essere dominata a volte da un eccessivo degrado, viene avvertita dallo spettatore come quanto mai realistica, perché il mondo rappresentato in Euphoria non è filtrato da inutili perbenismi, è, come quello di Skins, un mondo selvaggio, nel quale è difficile cavarsela e sorridere. La vera differenza con lo show britannico, sta nell'eccessiva drammatizzazione, che non viene mai bilanciata a quella dose di umorismo che ci faceva sorridere di situazioni che in verità non erano per nulla divertenti né tantomeno buffe. Nonostante ci siano innumerevoli situazioni con cui difficilmente riusciamo a identificarci, ci risulta semplice comprendere che l'obiettivo di Euphoria sia quello di mostrare quanto la vita possa essere difficile e lo fa senza lasciare nulla all'immaginazione, e non per il modo in cui Euphoria parla di sesso, droga, amore i violenza, ma per il modo in cui parla degli adolescenti, delle paure che li attanagliano, di quanto siano spaventati, soli e imperfetti.

Il finale della prima stagione

Questa lunga premessa ci aiuta meglio a comprendere il finale della prima stagione, perfettamente in linea con lo spirito drammatico della serie.

Sotto le luci del ballo studentesco, Rue e Jules pensano di fuggire insieme e lasciare così Tampa per iniziare una nuova vita insieme, ma Rue si tira indietro e Jules parte senza di lei. Intanto, Nate (Jacob Elordi) e Maddy (Alexa Demie) discutono sulla loro difficile relazione, Cassie (Sydney Sweeney) subisce un aborto e tronca la storia con McKay (Algee Smith), Kat (Barbie Ferreira) ed Ethan (Austin Abrams) ammettono i sentimenti reciproci mentre Fezco (Angus Cloud), nel disperato tentativo di ripagare gli spacciatori che lo ricattano, si incammina su un oscuro sentiero.

La prima stagione di Euphoria termina con Rue che, dopo essere riuscita a restare sobria per tre lunghi mesi, in seguito all'abbandono di Jules crolla nuovamente, perdendo quell'equilibrio psicologico che tanto duramente era riuscita a raggiungere.

Nella sequenza conclusiva, Zendaya su esibisce sulle note della canzone All for Us, mentre una folla di ballerini che indossa l'iconica felpa di Rue danza sullo sfondo.

Immediatamente dopo il tragico finale, The Hollywood Reporter ha discusso con il creatore della serie, Sam Levinson, il quale ha spiegato il significato dell'ultima scena dello show.

Stavo scrivendo quella scena mentre stavamo ancora girando, e sapevo cosa sarebbe successo a Rue e agli altri personaggi, ma mi sembrava che mostrare semplicemente la sua ricaduta non avrebbe reso giustizia alla follia della dipendenza: il modo in cui vieni risucchiato e gettato fuori dal tunnel è frastornante , a volte bello, ma anche terrificante.

Ecco perché il momento in cui Rue cede nuovamente alla tentazione delle droghe viene rappresentato tramite un danza caotica e furiosa, che spinge Rue avanti e indietro verso una montagna di corpi che rappresenta chi, come lei, non riesce a fuggire dalla propria dipendenza.

Cosa significa "Euphoria"? Il significato del titolo

La parola Euphoria indica una sensazione di benessere, a volte fittizio, procurato e alimentato da droghe o sostanze eccitanti. Non sorprende che la serie, vista la storia della sua protagonista, porti questo titolo. Non a caso è la stessa Rue che, nell'episodio iniziale dello show, ci spiega il significato della parola Euphoria, un sentimento che per lei equivale all'arrestarsi di ogni cosa.

E poi accade. Arriva il momento in cui il respiro comincia a rallentare. E ogni volta che respiri, butti fuori tutto l'ossigeno che hai. E tutto si ferma. Il cuore, i polmoni e infine il cervello. E tutto ciò che provi, che desideri e vuoi dimenticare, sprofonda. E poi, all'improvviso gli fai prendere di nuovo aria, lo riporti in vita. Ricordo la prima volta che mi accadde, ero davvero spaventata e volevo chiamare il 911. Volevo andare in ospedale e farmi tenere in vita da macchine e succo di mela. Ma non volevo sembrare un'idiota e non volevo rovinare la serata a tutti quanti. Poi, con il tempo, divento' tutto ciò che volevo. Quei due secondi di nulla assoluto.

Per Rue, questa è euforia, quei due secondi in cui tutto scompare, quel nulla è l'unica felicità che Rue conosce.

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