Joker incita la violenza? Rispondono Joaquin Phoenix e Todd Phillips

Prosegue l'acceso dibattito sulla brutalità del comic-movie vincitore del Leone d'Oro a Venezia e sui suoi possibili "effetti collaterali": stavolta l'attore non ha preso bene la domanda di un giornalista inglese del Telegraph.

L'acceso dibattito sulla brutalità di Joker, il film con Joaquin Phoenix nei panni del celebre villain dei fumetti DC Comics, continua senza sosta negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. L'anti-cinecomics di Todd Phillips, vincitore del Leone d'Oro a Venezia 76, è stato considerato da più parti un film pericoloso perché potrebbe "incitare" il pubblico "sbagliato" alla violenza.

La questione è riemersa nel corso di un'intervista concessa da Phoenix al Telegraph e diventata subito virale. Durante la chiacchierata con il critico Robbie Collin, l'attore ha preferito non rispondere in merito e abbandonare per un'ora l'intervista.

Collin ha chiesto a Phoenix se sia preoccupato per gli eventuali effetti collaterali di Joker, che potrebbe "perversamente finire per ispirare esattamente lo stesso tipo di persone che racconta, con risultati potenzialmente tragici". "Perché? Perché hai…? No, no…", ha borbottato l'attore prima di alzarsi dal sofà e andarsene, lasciando di stucco il giornalista britannico.

Warner Bros.Una foto di Joaquin Phoenix in una scena del film Joker
Joaquin Phoenix in Joker

Come reso noto dal Telegraph, Phoenix ha trascorso un'ora con l'ufficio stampa Warner per poi riprendere l'intervista con Collin. L'attore non è tornato sull'argomento, ha soltanto spiegato che si è fatto prendere dal panico perché non ritiene indispensabile la domanda.

Sin dalla sua premiere a Venezia e dal successivo passaggio a Toronto, Joker ha diviso la critica statunitense. Come Taxi Driver di Martin Scorsese e Arancia meccanica di Stanley Kubrick (due delle maggiori influenze del film), lo stand-alone sul Clown Principe del Crimine è accusato di indurre o incoraggiare la violenza.

Non sono mancati interventi a favore del film, come quello di Stephen Galloway su Hollywood Reporter, il quale esalta la bravura di Todd Phillips, che "osa affrontare le cose che abbiamo più paura di vedere". Il regista stesso, in vista dell'imminente uscita nelle sale statunitensi, è intervenuto per l'ennesima volta sull'argomento.

Durante la presentazione stampa a Los Angeles, riporta IGN, Phillips ha dichiarato che molte persone si sono scagliate contro il film senza nemmeno averlo visto e affermando con un certo orgoglio che non andranno a vederlo.

Io mi limito a dire che forse sarebbe meglio vedere il film, e vederlo con una mente aperta. Joker fa delle considerazioni sulla mancanza d'amore, sui traumi dell'infanzia, sulla mancanza di compassione nel mondo. Penso che le persone possano riuscire a comprendere questo messaggio. È così strano, per me, quando certa gente dice: 'Io lo capisco, ma immagina se un altro non ci riesce'. Significa che stanno dando giudizi per altre persone e non voglio nemmeno tornare su film del passato su cui sono state dette cose simili perché è davvero scioccante e imbarazzante.

Phillips rivendica la libertà che ha avuto, la possibilità che il cinema possa affrontare le complessità del presente.

Per me, l'arte può essere complicata e spesso l'arte è pensata per essere complicata. Se volete un'arte semplice, forse dovreste rivolgervi alla calligrafia: il cinema sarà sempre un'arte complicata.

Joker arriverà sugli schermi italiani il 3 ottobre 2019 e su quelli statunitensi il 4 ottobre. Mentre già si parla di un probabile Oscar, gli analisti prevedono un weekend d'apertura con incassi da capogiro.

Secondo Deadline, il film potrebbe superare gli 80 milioni di dollari e battere il record di Venom, arrivato a quota 80,2. Sarà proprio così nonostante (o forse proprio per) le polemiche?

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