Joker: Joaquin Phoenix racconta com'è cambiato il film durante le riprese

Nel corso di un'intervista concessa al podcast ReelBlend, l'attore rivela che la libertà concessa da Warner al regista Todd Phillips ha consentito un lavoro dall'approccio completamente inedito: ecco le sue parole.

Warner Bros. Un primo piano di Joaquin Phoenix sul set di Joker

Joker è finalmente nelle sale e sta ottenendo numeri da record. Il film che ha vinto il Leone d'Oro alla 76esima Mostra del Cinema di Venezia capovolge completamente l'universo dei cinecomics.

Il regista Todd Phillips evoca le mean streets della New Hollywood anni '70 e per realizzare un prodotto così violento, dai toni scuri e adulti, ha avuto la libertà di poter modificare il film in corso d'opera. Lo ha rivelato il protagonista Joaquin Phoenix in un'intervista concessa al podcast ReelBlend.

Joker, spiega l'attore, ha subito diverse modifiche sostanziali durante le riprese.

La vera chiave è stata la libertà che abbiamo avuto da Warner Bros. di girare e scoprire il personaggio. Più di quanto si possa immaginare, perché ci sono stati dei cambiamenti radicali in Arthur Fleck a diverse settimane dalle riprese. Accade sempre quando si gira un film: si comincia in un vuoto, ti ritrovi da solo in una casa mentre leggi attraverso il copione e inizi ad immaginare delle cose. A quel punto cominci a interpretare e a provare con te stesso, e penso che si evolva sempre.

Phoenix spiega che all'inizio dei ciak aveva soltanto "un'idea" del personaggio di Arthur Fleck.

Poi ho iniziato a percorrere una strada particolare con Arthur approcciando il personaggio e il suo comportamento basandomi su un riferimento che avevo trovato: questo ragazzo è sottoposto ad esame psichiatrico. Era davvero interessante quel particolare modo di comportarsi, e ho pensato fosse applicabile.

Il passaggio successivo che lui e Phillips hanno fatto è stato sull'aspetto e sul linguaggio del corpo di Joker.

Io e Todd abbiamo fatto una riunione per discutere di ciò che avevamo girato fino a quel momento. Allora gli ho detto: 'Penso che ci stia sfuggendo qualcosa, sento che stiamo prendendo una direzione sbagliata sia sul look – i capelli, il modo in cui indosso i costumi – che sul comportamento'. In quell'istante e nel corso di quel weekend, abbiamo ripensato il personaggio e ci siamo resi conto degli errori che avevamo commesso.

Da quel momento è nato il Joker che vediamo sullo schermo, con quella risata dolorosa e isterica, i movimenti meccanici del corpo ispirati alle movenze di Ray Bolger (lo spaventapasseri de Il mago di Oz) e quella disperazione frutto degli abusi subiti che lo conduce pian piano all'esplosione.

È stato un processo di creazione selvaggio. Non avevo mai vissuto una cosa del genere.

Nonostante la genesi "selvaggia", Joaquin Phoenix (che ha perso quasi 25 chili per questo film) è stato ampiamente ripagato. Perché per quanto sia divisivo il risultato, l'unica cosa su cui tutti sono d'accordo è la performance del suo protagonista.

E voi avete visto Joker? È davvero un Joaquin Phoenix da Oscar?

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