Richard Jewell: il film di Clint Eastwood scatena le prime controversie

Al centro delle polemiche c'è il personaggio della giornalista Kathy Scruggs interpretato da Olivia Wilde, descritta come una reporter che si concede in cambio di notizie: l'attrice, però, si schiera apertamente dalla parte del regista.

Warner Bros. Olivia Wilde in una scena del film Richard Jewell

Richard Jewell, il nuovo film di Clint Eastwood, sta scatenando le prime controversie negli Stati Uniti. Nonostante la premiere americana sia stata un successo e il film sia in corsa per gli Oscar, la vera storia dell'agente di sicurezza accusato ingiustamente di terrorismo alle Olimpiadi di Atlanta 1996 fa discutere per la rappresentazione che il regista e lo sceneggiatore Billy Ray hanno fornito del personaggio di Kathy Scruggs, la giornalista dell'Atlanta Journal-Constitution interpretata da Olivia Wilde.

Sono proprio gli articoli della reporter che avviano il processo mediatico che trasforma Jewell da eroe in mostro. Nella ricostruzione del caso che poi genera una massiccia campagna diffamatoria, la figura della Scruggs ha un ruolo centrale: nel film la cronista viene descritta come una donna disponibile a concedere favori sessuali all'agente dell'FBI Tom Shaw (Jon Hamm) in cambio di notizie ed indiscrezioni sulle indagini. A colpire alcuni critici (negli Usa il film esce il 13 dicembre) è soprattutto uno scambio di battute tra Kathy e Tom, nel quale quest'ultimo rimprovera alla giornalista di non essere riuscita a ottenere informazioni "scopando con gli informatori".

Kevin Riley, il direttore del giornale per il quale la Scruggs lavorava all'epoca dei fatti, ha smentito che questo episodio sia successo davvero. Intervistato da Deadline, Riley rimprovera il film di totale inaccuratezza.

Non ci sono prove che tutto ciò sia mai accaduto. Se il film descrive questa situazione, è offensivo e molto preoccupante nell'era del #MeToo.

Olivia Wilde, sentita dal magazine, si schiera invece dalla parte di Eastwood: l'attrice rimprovera un doppio standard sessista perché nel caso del personaggio di Hamm, nessuno ha speso una parola in merito al suo abuso di potere.

Kathy Scruggs ha dimostrato un incredibile successo come cronista di polizia. Aveva un rapporto davvero molto stretto con i poliziotti e l'FBI, che la aiutavano a raccontare le loro storie e, sì, ha avuto rapporti con più di un uomo che lavorava nel campo. Ma quello che mi dispiace e mi infastidisce è il fatto che il mio personaggio sia stato ridotto a una singola scena, e non vedo lamentele per quello di Jon Hamm, nonostante si sostenga ugualmente che avesse avuto una relazione con lei. Non è giusto che Kathy venga minimizzata in questo modo.

La Wilde è rammaricata perché crede ci sia ancora molta strada da fare affinché Hollywood smetta di essere ipocrita e possa raccontare personaggi femminili credibili.

Se c'è qualcosa di piuttosto discutibile su un personaggio femminile, spesso viene usato per condannare quel personaggio e per condannare il progetto che permette a una donna di essere in qualche modo 'impura'. È un'incomprensione del femminismo sostenere che le donne debbano essere asessuate. Mi dispiace che il personaggio sia stato minimizzato fino a quel punto.

La Scruggs è scomparsa nel 2001 all'età di 41 anni e l'attrice ha compiuto numerose ricerche per interpretarla: ha parlato con i suoi colleghi, si è confrontata con i famigliari, con Kent Alexander (l'autore del libro-inchiesta "Suspect: An Olympic Bombing, the FBI, the Media, and Richard Jewell, the Man Caught in the Middle") e con Marie Brenner (la giornalista dell'articolo "American Nightmare: The Ballad of Richard Jewell" di Vanity Fair), dai quali Billy Ray ha tratto la sceneggiatura del film.

Ho scoperto che era una reporter incredibilmente intrepida e determinata, una donna che nel 1996 ha saputo farsi strada tra le fila di un quotidiano e non era molto facile riuscirci.

Olivia Wilde è reduce da un'altra feroce critica al perbenismo americano: la compagnia aerea Delta Airlines ha censurato dal montaggio caricato a bordo dei propri voli di linea delle scene di La rivincita delle sfigate (Booksmart), l'esordio alla regia dell'attrice. La Wilde ha citato su Twitter i tagli fatti dalla società e si domanda: "Che messaggio sta mandando agli spettatori e soprattutto alle donne? Che i loro corpi sono osceni? Che la loro sessualità è vergognosa?".

Richard Jewell arriverà nelle sale italiane il 16 gennaio 2020, si spera senza queste polemiche.

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