Richard Jewell: Jon Hamm e Olivia Wilde difendono il film dalle accuse

Il film di Clint Eastwood, in uscita negli Stati Uniti il 13 dicembre, è al centro di una feroce controversia per la rappresentazione (considerata sessista) della reporter Kathy Scruggs: i due attori si schierano con il regista.

Warner Bros. Jon Hamm in una scena del film Richard Jewell

Il 13 dicembre 2019 esce nelle sale statunitensi Richard Jewell, il nuovo film di Clint Eastwood. Da settimane, però, non si fa che parlare delle controversie suscitate dal lungometraggio, una precisa ricostruzione della vera storia dell'agente di sicurezza (ad interpretarlo è Paul Walter Hauser) accusato ingiustamente di terrorismo alle Olimpiadi di Atlanta 1996 e trasformato da eroe in nemico pubblico. Le polemiche sono state sollevate dall'Atlanta Journal-Constitution, che ha addirittura promesso un'azione legale nei confronti di Warner Bros., Eastwood e lo sceneggiatore Billy Ray.

Al centro della disputa c'è il personaggio di Kathy Scruggs, la giornalista interpretata da Olivia Wilde che all'epoca dei fatti fu tra le prime ad indagare sul caso per il quotidiano di Atlanta. In una scena del film, fortemente contestata dall'AJC perché considerata "di totale inaccuratezza", la Scruggs è descritta come una donna disposta a fornire favori sessuali all'agente dell'FBI Tom Shaw (Jon Hamm) in cambio di indiscrezioni sulla vicenda di Jewell.

La Wilde, che si è già espressa a favore del regista rimproverando un doppio standard sessista a chi muove queste accuse, ha usato Twitter per chiarire ulteriormente la propria posizione. In una serie di tweet, la star ammette che la Scruggs, scomparsa nel 2001 all'età di 41 anni, ha avuto una relazione con un agente dell'FBI, ma specifica che, da attrice, non ha avuto il controllo del modo in cui il personaggio è stato ritratto.

Olivia Wilde definisce la cronista "coraggiosa, intelligente e senza paura: non si fece scoraggiare dalla sfida di essere una donna reporter nel sud degli anni '90".

Non riesco nemmeno a immaginare la quantità di sessismo che può aver affrontato nel fare il suo lavoro.

L'attrice, figlia di giornalisti, aggiunge di avere un rispetto enorme per i media ("attaccati e screditati regolarmente") e la stampa, soprattutto per quella regionale che sta lentamente scomparendo. Smentisce, tuttavia, i titoli di giornale che ha letto nelle ultime settimane: non crede che Kathy "scambiò il sesso con le soffiate".

Niente nelle mie ricerche mi dice che lo fece, e non è mai stata mia intenzione suggerire che l'abbia fatto. Sarebbe stata una rimozione deplorevole e misogina del difficile lavoro che ha svolto.

La versione della Wilde, considerando la naturale drammatizzazione del copione, è chiara: Kathy e l'agente dell'FBI che le ha rivelato false informazioni, avevano una relazione preesistente, non fu uno scambio di sesso per avere delle notizie.

Non penso che la sex-positivity e la serietà professionale si escludano a vicenda. Kathy Scruggs era una donna moderna e indipendente, la cui vita privata non dovrebbe distoglierci dall'importanza dei risultati che ha ottenuto.

Jon Hamm si è unito alla collega e chiarisce subito un concetto: gli spettatori dovrebbero farsi un'idea di Richard Jewell e di queste questioni dopo aver visto il film, non prima. Intervistato dal programma 11 Alive, l'attore ritiene che questa controversia sia stata tolta dal suo contesto.

Ho come l'impressione che la cosa sfiori il ridicolo. Kathy è rappresentata da Olivia per quello che era: una donna incredibilmente ricca di sfumature. Ridurla solo a ciò di cui si discute non è corretto.

Hamm rispedisce al mittente le accuse di "indecenza" rivolte ai comportamenti della giornalista.

Se pure è stata inappropriata in certi suoi comportamenti, l'inappropriatezza è anche del mio personaggio e ciò è parte della tragedia di questa storia.

Hanno ragione Wilde e Hamm a difendere Eastwood, la Scruggs e il film da questi attacchi?

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