Richard Jewell, lo sceneggiatore Billy Ray risponde alle accuse

Ray è durissimo nei confronti dell'Atlanta Journal-Constitution, il quotidiano che contesta il film di Clint Eastwood: "Pubblicano supposizioni spacciandole per fatti, la loro è vigliaccheria giornalistica".

Warner Bros. Sam Rockwell, Kathy Bates e Paul Walter Hauser in una scena di Richard Jewell

Richard Jewell, il nuovo film di Clint Eastwood, ha esordito nelle sale statunitensi al di sotto delle aspettative. La ricostruzione del caso dell'agente di sicurezza, accusato ingiustamente di terrorismo alle Olimpiadi di Atlanta 1996, ha incassato 5 milioni di dollari nel weekend d'apertura negli Usa.

Il film, che arriverà al cinema in Italia dal 16 gennaio 2020, in patria è stato al centro di numerose controversie per la descrizione del personaggio di Kathy Scruggs, la giornalista dell'Atlanta Journal-Constitution interpretata da Olivia Wilde. La reporter è stata la prima a rendere pubbliche le accuse nei confronti di Jewell, che hanno scatenato una campagna mediatica capace di trasformare l'uomo da eroe in terrorista.

La Scruggs viene descritta, in una scena in un bar con l'agente dell'FBI Tom Shaw (ad interpretarlo è Jon Hamm), come una reporter che si concede sessualmente in cambio di notizie e soffiate.

A sollevare un polverone è stato soprattutto l'AJC con tanto di minaccia legale di diffamazione per Warner Bros. e Eastwood. Dopo che Jon Hamm e Olivia Wilde hanno difeso il film da queste accuse, è stata la volta di Billy Ray, lo sceneggiatore che per il copione si è basato sull'articolo di Vanity Fair "American Nightmare: The Ballad of Richard Jewell" di Marie Brenner e sul libro-inchiesta "Suspect: An Olympic Bombing, the FBI, the Media, and Richard Jewell, the Man Caught in the Middle" di Kent Alexander.

Le parole di Ray, raccolta da Deadline, sono durissime nei confronti dell'Atlanta Journal-Constitution.

Questo film racconta la storia di un eroe la cui vita è stata completamente distrutta dai miti creati dall'FBI e dai media, in particolare l'AJC. Il giornale ha impiccato Richard Jewell, in pubblico.

L'accusa dello sceneggiatore è circostanziata e precisa: il quotidiano di Atlanta ha "giudicato selvaggiamente" e "pubblicato supposizioni spacciandole per fatti". Ray cita un parallelo comparso sulle pagine del giornale: vari editoriali paragonarono Jewell a Wayne Williams, il serial killer di bambini ritenuto dalla polizia responsabile di almeno 23 omicidi avvenuti ad Atlanta.

E lo hanno fatto dopo che Richard aveva salvato centinaia di vite. Ora, dopo 23 anni, arriva un film che è una perfetta chance per l'AJC per fare ammenda per gli errori che hanno commesso a Richard e ammettere le loro malefatte, e invece che fanno? Lanciano una campagna di distrazione. Distolgono l'attenzione e distorcono la verità. Si focalizzano su un solo minuto dei 129 del film, scegliendo di contestare una sola affermazione invece di riconoscere il ruolo che hanno svolto nella distruzione della vita di un brav'uomo.

Il film, nelle dichiarazioni di Ray, non racconta il lavoro di Kathy Scruggs: vuole piuttosto sottolineare l'eroismo di Jewell e la macchina del fango che l'ha reso un nemico pubblico per l'opinione pubblica.

Difenderò sempre ogni singola parola presente nella sceneggiatura.

Purtroppo sia Jewell che Scruggs sono scomparsi: il primo nel 2007 a 44 anni per le conseguenze del diabete; la seconda nel 2001 a 42 anni di overdose da morfina. Non è però la prima volta che Ray si trova ad adattare per il grande schermo storie ispirate a fatti realmente accaduti. Nel 2014 ha ottenuto una nomination all'Oscar per lo script di Captain Phillips, basato sul libro "A Captain's Duty: Somali Pirates, Navy SEALs, and Dangerous Days" di Richard Phillips e Stephan Talty. Il suo esordio alla regia, L'inventore di favole del 2003, è tratto da un articolo di H.G. Bissinger sul giovane giornalista Stephen Glass e i suoi falsi scoop per The New Republic.

Seguendo i fatti ricostruiti da Marie Brenner e Kent Alexander, Ray è giunto ad una conclusione: l'Atlanta Journal-Constitution non avrebbe dovuto pubblicare le indagini in corso dell'FBI e soprattutto descrivere Jewell come "un aspirante poliziotto e bombarolo solitario" e "sociopatico" che avrebbe piazzato quegli ordigni al Centennial Olympic Park soltanto per sventare un finto attentato e "ottenere un'attenzione favorevole". Specie perché, quando sono stati pubblicati i primi articoli sulla vicenda, non c'era uno straccio di prova evidente per associare Jewell al crimine. Anche la precedente esperienza di lavoro di Jewell al Piedmont College, dal quale venne licenziato per "eccesso di zelo" (fermò un gruppo di studenti ubriachi alla guida dell'auto), si rivelò un falso: a spifferare questa fake news all'FBI fu il preside del college, Raymond Cleere.

Se è vero, come è emerso dalle carte dell'inchiesta, che la Scruggs non ha scambiato sesso con soffiate, è altresì evidente che la cronista ha avuto un legame o una relazione preesistente con l'agente dell'FBI che le ha passato false informazioni. È stato questo lo spunto, fornito da una deposizione della giornalista datata 23 maggio 1997 all'avvocato L. Lin Wood (il legale che ha rappresentato Jewell nella causa per diffamazione intentata a vari giornali e network come Time, Star e New York Post), che ha favorito la licenza drammatica del copione.

L'Atlanta Journal-Constitution, secondo Ray, ha scelto semplicemente di cogliere l'occasione per un grande scoop senza verificare le fonti. E Jewell ne ha pagato le conseguenze.

Come avrebbe fatto Richard ad avere un processo equo in tribunale se l'unico giornale che contava lo stava distruggendo? Ora l'AJC vuole solo proteggersi dalla cattiva luce che questo film sta diffondendo sul loro comportamento. Penso che il quotidiano stia cercando di infangare il nostro film nel tentativo di risparmiarsi un giustificato imbarazzo. Questa è vigliaccheria giornalistica.

Lo sceneggiatore specifica che il film di Eastwood non è né anti-FBIanti-media.

È un film sulla voce della verità contro il potere. Dobbiamo smettere di pensare all'FBI e ai media come istituzioni assolute. In realtà sono gruppi di persone che fanno da 'steward' delle istituzioni. E queste persone possono fare valutazioni giuste o errate, avere buone o cattive intenzioni. In questo caso, l'FBI e l'AJC, nella loro ricerca della verità, hanno dato un giudizio affrettato e distrutto un uomo innocente che ha salvato numerose vite. Richard in seguito ha dovuto sviluppare un coraggio che non aveva per difendersi da tutto ciò.

Ray spiega infine che non ha mai pensato di diffamare la Scruggs, anzi.

L'unica licenza creativa che ho preso nel film è in realtà nella redenzione di Kathy Scruggs. Alla fine si rende conto dell'errore dei suoi modi di fare. Ma non ha mai chiesto scusa pubblicamente per i suoi articoli.

E voi cosa ne pensate di questa vicenda? Siete d'accordo con le dichiarazioni di Billy Ray?

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