Vite da rockstar: i 10 migliori biopic musicali mai realizzati

Warner Bros. Forest Whitaker in una scena di Bird di Clint Eastwood

Da Bird di Clint Eastwood sul leggendario Charlie Parker ai "signori del caos" del black metal norvegese, ecco una Top 10 dedicata ai migliori biopic musicali in circolazione, in attesa di quelli che vedremo.

Rock, metal, soul, hip-pop, jazz: sono tanti i generi che sono diventati protagonisti sul grande schermo.

Il successo di biopic come Bohemian Rhapsody e Judy, The Dirt e Rocketman è soltanto la punta dell'iceberg delle biografie musicali che costellano la storia del cinema.

Raccontare le vite delle icone della musica, senza facilonerie ed eccessi, è impresa abbastanza complicata. Quando però la magia riesce, i risultati si vedono. Specie se al centro delle storie ci sono leggende con autentiche vite da rockstar.

Ma quali sono i dieci migliori biopic musicali di sempre?

Ecco una Top 10 rigorosamente personale e arbitraria, in attesa di vedere il biopic di Baz Luhrmann su Elvis Presley (Austin Butler sarà "the Pelvis", Tom Hanks il colonnello Tom Parker e Maggie Gyllenhaal la mamma Gladys) e la biografia di Bradley Cooper dedicata a Leonard Bernstein.

Lords of Chaos

"Based on truth and lies" è l'azzeccata tagline del film di Jonas Åkerlund (vera esperienza da metallaro alle spalle: per un brevissimo periodo ha suonato la batteria con i Bathory e ha diretto il celebre videoclip di Bewitched dei Candlemass) che ripercorre nascita e dannazione del black metal norvegese.

Ci sono tutti i fatti e tutti i cliché: la rivalità tra Euronymous (Rory Culkin) e Kristian 'Varg' Vikernes meglio noto come Burzum (Emory Cohen), il suicidio di Dead (Jack Kilmer), la saga dei Mayhem, il rogo di decine di chiese e i fatti di cronaca che mettono sotto shock un'intera nazione, ancora oggi provata da questa "vergogna".

Il film presenta pro e contro (su Metal Skunk potete leggere ben sei recensioni diverse!) ma ha l'indubbio merito di aver portato sullo schermo una delle vicende più infernali della storia della musica.

Per gli appassionati, è consigliata la visione con altri due film (più riusciti) sul metal: Heavy Trip dei finlandesi Juuso Laatio e Jukka Vidgren e Metalhead dell'islandese Ragnar Bragason.

Poster Lords of Chaos
FILM

Lords of Chaos

2019
  • Genere: Drammatica, Musica
  • Regia: Jonas Åkerlund
  • Sceneggiatura: Jonas Åkerlund, Dennis Magnusson, Michael Moynihan, Didrik Søderlind
  • Cast: Rory Culkin, Emory Cohen, Jack Kilmer, Sky Ferreira, Valter Skarsgård guarda tutto il cast

La signora del blues

Un tributo alla leggenda del jazz: Billie Holiday. È il 1972 e la Motown unisce le forze con Paramount Pictures, affidando a Sidney J. Furie questo progetto basato sull'autobiografia Lady Sings the Blues.

Un racconto senza filtri dall'infanzia in povertà estrema alla morte a soli 44 anni, passando per le dipendenze dall'alcool e dalla droga, la gavetta nei night lerci e fumosi di Harlem e il successo con brani diventati dei classici.

La scelta per la protagonista ricade su Diana Ross, all'epoca uscita dalle Supremes e baciata dalla fama con la ballata I'm Still Waiting. Nel cast ci sono pure Billy Dee Williams, Richard Pryor, James T. Callahan e Scatman Crothers, ma nella memoria restano le esibizioni da pelle d'oca sulle note di Ain't Nobody's Business If I Do e Good Morning Heartache.

Da vedere insieme a Tina - What's Love Got to Do with It?, con una strepitosa Angela Bassett nei panni della Turner, La ragazza di Nashville e La vie en rose, valsi a Sissy Spacek e a Marion Cotillard l'Oscar come migliori attrici protagoniste.

Amadeus

Mozart è il genio che ha reso rock la musica classica e non può che ricevere un biopic del genere, raccontato dal punto di vista del suo invidioso rivale Antonio Salieri, uno strepitoso F. Murray Abraham. Tom Hulce, invece, continua a esibirsi soprattutto nei musical di Broadway.

L'impatto spettacolare del film di Miloš Forman, su sceneggiatura di Peter Shaffer basata su una pièce ispirata ad un'opera in versi di Puskin, è ancora intatto.

Il successo di pubblico è enorme (oltre 90 milioni di dollari incassati in tutto il mondo) e nel 1985 Amadeus vince otto premi Oscar (tra cui miglior film, regia, sceneggiatura e attore non protagonista) e quattro Golden Globe.

Il Mozart di Forman è, per ammissione dello stesso Hulce, come John McEnroe: aristocratico e genuinamente punk. Proprio come il film e un altro biopic ai tempi molto sottovalutato: Great Balls of Fire di Jim McBride, l'incredibile storia vera del re del rock'n'roll Jerry Lee Lewis.

Quando l'amore brucia l'anima - Walk the Line

Johnny Cash, il leggendario e selvaggio cantautore statunitense che ha elevato il country ad arte assoluta, è stato la prima star del rock'n'roll.

Non ci sarà mai nessuno come lui e James Mangold, l'ultimo dei registi "classici" della vecchia Hollywood, lo sa bene. Prima della rivalutazione critica di Logan e Le Mans '66 - La grande sfida, Mangold approfondisce gli alti e i bassi della carriera di Cash, tra le tragedie personali, l'amore immenso (e spesso problematico) per June Carter e le lotte contro la dipendenza.

Si inizia dallo storico concerto tenuto nel 1968 nella prigione di Folsom e in flashback si torna indietro all'infanzia in Arkansas, al servizio militare in Europa, alla morte del fratello Jack e al successo di Ring of Fire.

L'unico, vero "Man in Black" nasce in quegli anni, dal 1954 al 1968. Le musiche sono curate da T Bone Burnett, la sceneggiatura di Gill Dennis e Mangold è basata sulle autobiografie di Cash, le performance di Joaquin Phoenix e Reese Witherspoon (che cantano davvero) sono magnifiche e sensuali.

Sid and Nancy

È il 12 ottobre del 1978 e il cadavere della 20enne Nancy Spungen viene trovato sul pavimento del bagno di una stanza sporca e puzzolente del Chelsea Hotel. Accanto a lei c'è Sid Vicious, il bassista dei Sex Pistols dal febbraio del '77 al febbraio del '78. Dodici mesi che sono bastati per trasformarlo nell'icona del punk inglese.

Sid è in stato catatonico ma confessa l'omicidio. Tuttavia, la verità potrebbe essere un'altra, decisamente diversa. Su quest'ipotesi, sui tentativi di Vicious per sfondare come solista dopo lo scioglimento dei Pistols e sulla love story della coppia, lavora questo biopic di Alex Cox co-sceneggiato con Abbe Wood.

Un flop al botteghino nonostante la selezione a Cannes e gli apprezzamenti della critica, Sid and Nancy diventa un cult movie con il passare degli anni, soprattutto grazie all'alchimia dei due protagonisti, Gary Oldman e Chloe Webb, e alla loro smagliante immagine filmica.

Senza dimenticare la fotografia di Roger Deakins, le musiche di Joe Strummer, Pray for Rain e The Pogues, le apparizioni di Courtney Love, Circle Jerks, Iggy Pop, Nico e Edward Tudor-Pole dei Tenpole Tudor.

Per i più complottisti, le ipotesi alternative sulla morte dei due sono state raccolte da Jessica Wakeman su Rolling Stone.

Straight Outta Compton

Gli N.W.A. sono stati il gruppo hip-hop più pericoloso del mondo: cantavano Fuck tha Police nel 1988 mandando su tutte le furie CIA ed FBI e anticipando le rivolte di Los Angeles scoppiate tre anni più tardi.

Le vicissitudini dello spacciatore Eazy-E (Jason Mitchell), dell'aspirante disc jockey Dr. Dre (Corey Hawkins) e del giovane rapper Ice Cube (il figlio O'Shea Jackson Jr.) diventano un biopic accurato e durissimo, che parte dalle strade della California e arriva a portare rabbia e scompiglio gangsta in tutto il mondo.

Lo spaccio e le faide, i problemi razziali e le questioni di soldi sono al centro del racconto insieme alla musica, curata da Dr. Dre in persona con brani di N.W.A. e bombe funk di Parliament, Funkadelic e Roy Ayers.

Le scene più crude e toccanti del film sono terribilmente attuali negli Stati Uniti del 2020 post-George Floyd.

Velvet Goldmine

Non tutti i film musicali sono biografici, ma nel caso della ricostruzione di Todd Haynes gli anni d'oro del glam rock hanno riferimenti chiari e precisi. A partire dal titolo, due delle parole più bowiane di sempre.

La rockstar Brian Slade (Jonathan Rhys-Meyers) è chiaramente ispirata al David Bowie del periodo Ziggy Stardust e a Marc Bolan dei T-Rex. Curt Wild (Ewan McGregor) si rifà a Iggy Pop e Lou Reed, così come Toni Collette (Mandy, la moglie di Brian) rimanda ad Angie Barnett, la prima moglie del Duca Bianco.

Ma i riferimenti sono tantissimi: dagli Slade (quelli di Slayed? e Sladest) al Maxwell Demon della prima band di Brian Eno, passando per le canzoni di Reed e Bolan, Eno e Johnny Thunders, Roxy Music e The Stooges.

Non solo sessualità fluida, lustrini e paillettes: Velvet Goldmine è una celebrazione e un inno all'arte del possibile. Come recita la didascalia prima dei titoli di testa: "Anche se il film che state per vedere è un'invenzione, dovrebbe essere proiettato al massimo del volume".

Consigliata la visione assieme a Nico, 1988, la storia degli ultimi anni di vita di una delle più importanti icone pop del Novecento, Christa Päffgen in arte Nico, musa di Andy Warhol e cantante dei Velvet Underground.

Dietro i candelabri

Soltanto un regista come Steven Soderbergh poteva inventarsi un biopic camp e "larger than life" come questo, dedicato ad una figura controversa e spesso dimenticata come Władziu Valentino Liberace, il pianista gay che ha plasmato la figura della popstar.

Dai concerti eccentrici e colorati degli anni '50 alla fine della storia d'amore con l'ex giovane autista Scott Thorson e alla morte sopraggiunta nel 1987, una delle prime vittime note dell'Aids, il film rintraccia la modernità del "falsario" che ha inventato dal nulla l'icona dello showman, vivendo e amando "dietro i candelabri".

Al centro della scena, come sempre accade nel cinema di Soderbergh, ci sono i corpi dei due protagonisti: un grottesco ed energico Michael Douglas e un sorprendente Matt Damon.

Io non sono qui

Come si fa a raccontare Bob Dylan, la sua biografia e l'impatto della sua musica? Todd Haynes torna sul luogo del delitto e compone un affascinante, inusuale ed ipnotico mosaico di storie nel quale al menestrello di Duluth, premiato con il Nobel per la letteratura, prestano voce, volto e corpo sei attori: Christian Bale, Cate Blanchett, Marcus Carl Franklin, Richard Gere, Heath Ledger (l'ultimo film uscito quando era ancora in vita) e Ben Whishaw.

Il titolo fa riferimento a un inedito dei Basement Tapes (le 100 canzoni incise con The Band nell'estate del 1967 nella cantina della "Big Pink", la casa di campagna a West Saugerties, appena fuori Woodstock) per scandagliare gli esordi e il successo folk, la svolta rock e il fermento religioso, l'incidente in moto che chiude periodo "eroico", l'impegno politico e la tumultuosa vita privata del cantautore.

Da rivedere in attesa di Going Electric, il biopic sul giovane Dylan (quello del passaggio alla Sunburst Fender Stratocaster che fece infuriare i puristi al Newport Folk Festival del 1965) che James Mangold sta preparando con Timothée Chalamet protagonista.

Bird

Chi era davvero Charlie Parker, il più grande e rivoluzionario sassofonista della storia del jazz e uno tra i musicisti più importanti del ventesimo secolo? L'uomo che ha cambiato il volto del jazz moderno con la ribellione del bebop o l'"uccello da cortile" che nel vortice di droga, alcol e sesso ha annegato nella disperazione il suo primitivismo musicale punk?

Clint Eastwood omaggia Bird in uno dei suoi tanti capolavori, piovoso e malinconico, affidando il ruolo di Parker ad uno straordinario Forest Whitaker (la Columbia voleva Richard Pryor) e viaggiando dall'infanzia in Kansas al matrimonio con Chan Richardson (Diane Venora), fino all'incubo delle dipendenze e alla prematura morte in totale miseria all'età di 34 anni.

"C'era qualcosa di speciale nel suo modo di suonare – ha raccontato Clint in un'intervista a Nat Hentoff per American Film –, un suono molto sicuro di sé. La sua presenza era travolgente. Era come Gary Cooper o Clark Gable accanto a un tizio qualunque. Emanava un grande magnetismo".

Eastwood tornerà al genere biografico-musicale con il bellissimo (e snobbato) Jersey Boys, la parabola dei Four Seasons dal pantano della working class del New Jersey ai successi di Broadway.

In fondo, i biopic servono a questo: "creare un'atmosfera, raccontare una storia e lasciare alla gente delle emozioni e dei pensieri sulle persone ritratte nel film". Parola di Clint.

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