Good Morning, Vietnam: canzoni e curiosità della colonna sonora

Touchstone Pictures Robin Williams in una scena del film Good Morning, Vietnam

Dalla selezione soul, funk, R&B e rock'n'roll del deejay dell'aviazione Adrian Cronauer (Robin Williams in una delle sue migliori performance) al classico What a Wonderful World, ecco tutto quello che c'è da sapere.

"Gooooooood morning, Vietnaaaaammmm!", urla ogni mattina al microfono il deejay dell'aviazione Adrian Cronauer (Robin Williams in una delle sue migliori performance, valsa il Golden Globe e la candidatura all'Oscar), inviato nel 1965 a Saigon per risollevare il morale dei soldati statunitensi, impegnati in una guerra sempre più sanguinosa e insensata.

Nel 1987 l'esperienza di Cronauer diventa Good Morning, Vietnam, uno dei primi titoli hollywoodiani ad affrontare la spinosa sconfitta militare degli Stati Uniti con i toni della commedia. Il film diretto da Barry Levinson e scritto da Mitch Markowitz ottiene uno straordinario successo di pubblico e critica (incassa 124 milioni di dollari al box office internazionale) e consacra Williams come mattatore assoluto.

Lo speaker radiofonico irriverente e politicamente scorretto è un personaggio cucito su misura per l'attore. Adrian Cronauer è esistito davvero: fu proprio lui a proporre per primo ad alcune reti televisive, in combutta con il produttore Ben Moses (anche lui veterano del Vietnam), una sitcom che raccontasse la sua esperienza di disk jockey tra i militari. Una comedy sullo stile di M*A*S*H e WKRP in Cincinnati, rifiutata da ABC e mai realizzata perché sul Vietnam non si scherza.

Il DJ, scomparso nel 2018 a 79 anni, ha raccontato in un'intervista concessa nel 1998 al Chicago Tribune che il Cronauer di Williams, in realtà, è stato molto più eccessivo e fuori controllo di lui.

Il film è molto più interessante della mia esperienza personale. I personaggi, incluso il mio, sono un insieme di persone realmente esistite, compositi abbastanza da catturare l'interesse e fare davvero presa sul pubblico. Robin Williams è molto divertente. Io no. Williams è il disc jockey che mi sarebbe piaciuto essere.

Nel suo show del mattino, intitolato Dawn Buster, battute, scherzi e imitazioni sono all'ordine del giorno. Le notizie e i comunicati ufficiali vengono riveduti, corretti e ridicolizzati. Ma è soprattutto la musica ad essere rivoluzionata: la "cascata di archi" e l'easy listening di Mantovani (che "si suona agli insonni che non rispondono più alla morfina") sono spazzati via dai Beatles, le Supremes e i Righteous Brothers.

Le sonorità tradizionali, tristi e pompose degli anni '50, da Percy Faith e Lawrence Welk a Perry Como e Bing Crosby, lasciano spazio al soul e all'R&B di casa Motown, al ritorno del "maledetto" Bob Dylan, al funk e al rock'n'roll che si fanno sempre più strada tra i giovani dell'epoca.

Good Morning, Vietnam: la colonna sonora

La musica di Good Morning, Vietnam è quindi uno dei pezzi forti del film: è un autentico protagonista aggiunto che accompagna la parabola umana e professionale di Cronauer. La colonna sonora vera e propria è firmata da Alex North, musicista al quale si devono le soundtrack di classici come Un tram che si chiama Desiderio e Spartacus.

Lo score, però, dura appena 17 minuti, tanto che quando l'etichetta Intrada Records lo pubblica nel 2017, è costretta ad accompagnarlo con le musiche composte da David Newman per il film d'avventura Disney Quando gli elefanti volavano, diretto nel 1995 da Simon Wincer e basato su un'altra storia vera, quella del maggiore Jim Morris, il militare che durante la guerra in Vietnam organizzò una squadra per trasportare un elefante sacro nel paesino di Dak Nhe in tempo per la festa del villaggio.

Sono le canzoni pop, rock e soul selezionate da Cronauer il piatto forte della colonna sonora.

La tracklist

L'edizione edita da A&M nel 1988, prodotta da David Anderle, contiene 19 tracce: 12 brani e 7 interventi di Adrian Cronauer. Ma nel film si ascoltano anche tantissimi altri brani.

  1. Nowhere to Run - Martha Reeves & The Vandellas
  2. I Get Around - The Beach Boys
  3. The Game of Love - Wayne Fontana & The Mindbenders
  4. Sugar and Spice - The Searchers
  5. Liar, Liar - The Castaways
  6. The Warmth of the Sun - The Beach Boys
  7. I Got You (I Feel Good) - James Brown
  8. Baby, Please Don't Go - Them
  9. Danger Heartbreak Dead Ahead - The Marvelettes
  10. Five O'Clock World - The Vogues
  11. California Sun - The Rivieras
  12. What a Wonderful World - Louis Armstrong
Good Morning, Vietnam La colonna sonora del film
Good Morning, Vietnam

La colonna sonora del film

$9,95

Uno dei pezzi più noti è il classico I Get Around (dall'album All Summer Long del 1964) dei Beach Boys, fino ad allora considerati "non adatti" dai piani alti dell'esercito Usa.

La playlist include pure The Warmth of the Sun, contenuta in Shut Down Volume 2 e scritta da Brian Wilson e Mike Love il giorno dell'assassinio di John Fitzgerald Kennedy.

Non è da meno I Got You (I Feel Good) di James Brown, bomba funk soul (con solo mitologico di sax di Maceo Parker) registrata nel 1965 per il disco Out of Sight e poi fatta uscire come singolo.

Dal repertorio Motown arriva Nowhere to Run di Martha Reeves & The Vandellas, scritta e prodotta dalla sacra triade Holland-Dozier-Holland e inclusa in Dance Party.

Il brano è stato inserito da Edgar Wright nella colonna sonora di Baby Driver - Il genio della fuga.

Il catalogo Motown ritorna con Danger Heartbreak Dead Ahead, super singolo del 1965 griffato The Marvelettes, il primo gruppo femminile di successo dell'etichetta di Detroit prima dell'esplosione delle Supremes.

Dalla British Invasion di metà anni '60 escono Wayne Fontana & The Mindbenders: il groove beat di The Game of Love ha dominato la classifica Billboard americana del 1965.

Al Merseybeat di Liverpool appartengono The Searchers: la loro Sugar and Spice, scritta dal produttore Tony Hatch, apre l'album omonimo del 1963 e finisce in vitte alle charts britanniche.

The Castaways sono statunitensi: il quartetto nasce in Minnesota agli inizi dei Sessanta e nel 1965 azzecca un singolo scala-classifica con Liar, Liar.

La band scompare pochi anni dopo e viene ripescata successivamente dall'"archeologo" Lenny Kaye nella storica compilation Nuggets: Original Artyfacts from the First Psychedelic Era, 1965-1968. Liar, Liar è presente pure nella colonna sonora di Lock & Stock - Pazzi scatenati.

Un altro classico garage è California Sun, portato al successo da The Rivieras nel 1964 come singolo del disco Let's Have a Party.

Il brano in realtà è una cover di Joe Jones, compositore e arrangiatore di New Orleans, scopritore delle Dixie Cups e collaboratore di B.B. King.

La tradizione blues del Delta del Mississippi rivive con Baby, Please Don't Go di Big Joe Williams: la versione presente nel film è quella dei Them dell'allora 19enne Van Morrison, ispirata a una cover incisa da John Lee Hooker nel 1949.

Questo brano ha una genesi oscura e discussa: secondo il biografo Johnny Rogan, ad accompagnare la formazione originale dei Them (Morrison, Billy Harrison, Alan Henderson, Ronnie Millings ed Eric Wrixon) alla chitarra c'è un certo Jimmy Page.

Five O'Clock World è uno dei grandi successi del gruppo vocale di Pittsburgh The Vogues. La canzone apre l'omonimo album del 1966 ed è stata inclusa da Tim Burton nello score di Big Fish.

Nel corso del film, si possono ascoltare pure tanti altre canzoni, non incluse nella colonna sonora ufficiale. Tra queste spiccano:

  • Ballad of a Thin Man di Bob Dylan, nella cover dei The Grass Roots
  • In the Midnight Hour di Wilson Pickett
  • Yeh, Yeh di Georgie Fame and the Blue Flames
  • My Boyfriend's Back delle Angels
  • Puff, the Magic Dragon di Peter, Paul and Mary
  • Il tema di Rawhide di Frankie Laine
  • Get a Job dei Silhouettes
  • Like Tweet di Joe Puma e Eddie Hall
  • You Keep Me Hangin' On delle Supremes

La canzone simbolo: What a Wonderful World

Quando si pensa a Good Morning, Vietnam, non può mancare What a Wonderful World di Louis Armstrong.

Perché Levinson e Markowitz hanno scelto la celebre canzone scritta da Bob Thiele (con lo pseudonimo George Douglas) e George David Weiss e interpretata per la prima volta da "Satchmo" nel 1967?

What a Wonderful World, un brano semplice e lineare, orecchiabile e inconfondibile, è un invito alla scoperta dei piaceri della vita: Armstrong canta di alberi verdi e rose rosse, cieli blu e nuvole bianche, colori dell'arcobaleno e amici che si stringono la mano, mentre scorrono le immagini di una guerra dove uno dei principali ordini era quello di "uccidere qualsiasi cosa si muova".

La canzone di Armstrong è un inno alle bellezze del mondo e della diversità, un messaggio di pace, amore e fratellanza, un antidoto alle tensioni razziali e sociali che sconvolgevano gli Stati Uniti di quegli anni, culminate nelle rivolte di Newark e Detroit e nell'assassinio di Martin Luther King.

Nonostante i sabotaggi del presidente della ABC Records Larry Newton, al quale la canzone non piaceva proprio, nell'aprile del 1968 il brano conquista il primo posto nella classifica britannica, superando Beatles e Rolling Stones e diventando il singolo più venduto dell'anno.

Dopo essere apparsa nella colonna sonora di Good Morning, Vietnam (e poco male che il film sia ambientato due anni prima dell'incisione della canzone), What a Wonderful World è stata ripubblicata come singolo nel 1988 ed è arrivata al numero 32 della Billboard Hot 100.

Come dice Cronauer in uno dei dialoghi più divertenti ed emozionanti del film, "se non posso neanche prendere in giro Nixon che è nato esclusivamente per essere preso in giro, allora che si fottano!".

      Cerca