Richard Jewell, una minaccia legale pende sul film di Clint Eastwood

L'Atlanta Journal-Constitution vuole portare in tribunale Eastwood per il biopic sull'agente di sicurezza accusato ingiustamente di terrorismo alle Olimpiadi di Atlanta 1996: Warner Bros. si schiera dalla parte del regista.

Warner Bros. Paul Walter Hauser e Clint Eastwood sul set del film Richard Jewell

Richard Jewell, il nuovo film di Clint Eastwood, esce negli Stati Uniti il 13 dicembre (in Italia dovremo aspettare il 16 gennaio 2020) e sta già facendo molto discutere. Nonostante il successo di critica alla premiere americana, il biopic che ricostruisce la vera storia dell'agente di sicurezza accusato ingiustamente di terrorismo alle Olimpiadi di Atlanta 1996 ha scatenato le prime controversie per la rappresentazione del personaggio di Kathy Scruggs, la giornalista interpretata da Olivia Wilde.

Nel film, sceneggiato da Billy Ray, la Scruggs è descritta come una cronista disposta a fornire favori sessuali all'agente dell'FBI Tom Shaw (Jon Hamm) in cambio di indiscrezioni sul caso. Questa versione è stata fortemente contestata dall'Atlanta Journal-Constitution, il quotidiano per il quale la reporter lavorava all'epoca dei fatti e dalle cui colonne è cominciata la campagna mediatica che ha trasformato Jewell da eroe in nemico pubblico. Il giornale, attraverso l'avvocato Marty Singer, ha minacciato una causa legale nei confronti di Eastwood e Warner Bros.

Nella lettera (disponibile online) inviata a regista e studio, le accuse dell'AJC sono durissime.

È assurdo che un film che pretende di raccontare una storia tragica su come la reputazione di un sospettato dell'FBI sia stata gravemente rovinata, sembra più propenso ad un percorso teso ad offuscare fortemente la reputazione dell'AJC, un giornale con un rispettato patrimonio editoriale di 150 anni.

L'Atlanta Journal-Constitution promette che il prossimo passo sarà "una querela per diffamazione in diverse giurisdizioni". I legali e Kevin Riley, il caporedattore del quotidiano che ha già bollato il biopic come "irresponsabile", rispediscono le critiche del film di Eastwood al mittente.

Richard Jewell rappresenta falsamente l'AJC e i suoi giornalisti, li descrive come straordinariamente sconsiderati, capaci di usare modalità di lavoro poco professionali e altamente inappropriate e di agire con malizia, ignorando incautamente informazioni non coerenti con il reporting previsto. Le persone coinvolte nella creazione e nella distribuzione del film e di questo falso ritratto dell'AJC sono le stesse, massimo dell'ironia, che si sono comportate in modo sconsiderato e malizioso.

L'Atlanta Journal-Constitution chiede a produzione e distribuzione del film un disclaimer prima dei titoli di testa (inoltre i materiali promozionali affermano che il film è "basato su una storia vera") e una dichiarazione pubblica nella quale venga riconosciuto che "alcuni eventi sono stati immaginati per scopi drammatici e la licenza artistica e la drammatizzazione sono stati utilizzati nella rappresentazione di eventi e personaggi".

Dopo un iniziale mutismo sulla vicenda, Warner Bros. ha rotto il silenzio e si è apertamente schierato dalla parte di Clint Eastwood e del suo team. In una nota stampa, lo studio replica alle accuse e sostiene che il giornale sta cercando soltanto di spostare l'attenzione dalle reali responsabilità che il quotidiano ha avuto nel 1996 nell'attivare la macchina del fango che ha travolto Jewell.

Il film si basa su un'ampia gamma di materiale altamente credibile. Non vi è alcun dubbio che Richard Jewell fosse un uomo innocente la cui reputazione e la cui vita sono state distrutte da un errore giudiziario. È spiacevole ed è il più grande paradosso che l'Atlanta Journal-Constitution, avendo partecipato alle conclusioni affrettate sul conto di Jewell, ora cerchi di diffamare il nostro regista e il cast. Richard Jewell si concentra sulla vera vittima, intende raccontare la sua storia, confermare la sua innocenza e riabilitare il suo nome. Le pretese dell'AJC sono prive di fondamento e ci difenderemo vigorosamente contro di esse.

Warner Bros. fa infine notare che il film già contiene un disclaimer nei titoli di coda, nel quale è chiaramente specificato che "il film si basa su eventi storici reali. I dialoghi e alcuni avvenimenti e personaggi sono stati creati a scopo di drammatizzazione".

Va ricordato che Jewell, morto nel 2007 a 44 anni, venne completamente scagionato soltanto 88 giorni dopo l'avvio delle indagini. Il vero colpevole, Eric Rudolph, confessò sei anni più tardi. La Scruggs è invece scomparsa nel 2001 all'età di 41 anni.

Pensate che l'Atlanta Journal-Constitution andrà avanti per la sua strada trascinando Eastwood e Warner in tribunale?

Leggi anche

      Cerca