The Handmaid's Tale: 6 differenze tra la serie e il libro di Margaret Atwood

Hulu Elisabeth Moss in una scena di The Handmaid's Tale

Il racconto distopico di Margaret Atwood è stato adattato per la TV in una serie Hulu con protagonista Elisabeth Moss.

The Handmaid's Tale, la serie televisiva Hulu con protagonista Elisabeth Moss, è ispirata all'omonimo romanzo di Margaret Atwood, noto in Italia col titolo Il racconto dell'ancella.

Nel 2017, quando è stata trasmessa la prima stagione, la serie distopica è stata una vera e propria rivelazione. Ha saputo riprodurre perfettamente il mondo immaginato dalla Atwood, aggiungendo dettagli e apportando necessari cambiamenti dove necessario.

La prima stagione di The Handmaid's Tale copre tutte le vicende del romanzo, il solo episodio pilota racconta circa la metà della storia scritta dalla Atwood. È naturale, quindi, che nei dieci episodi della stagione 1 sia stato necessario aggiungere alcune storyline collaterali e dare maggiore spazio a personaggi che nel romanzo non hanno un ruolo così prominente.

Dalla seconda stagione in poi, inoltre, la serie deve reinventarsi in attesa di giungere alla conclusione della storia di Difred e della Repubblica di Galaad, conclusione che viene solo accennata nel finale del romanzo di Margaret Atwood da un tale professor Pieixoto.

Con queste premesse, è chiaro che ci siano delle differenze tra romanzo e serie TV. Scopriamo quali!

Attenzione: questo articolo contiene alcuni spoiler fino alla stagione 3 della serie TV.

Un racconto frammentario

Il racconto dell'ancella è narrato dalla sua protagonista in prima persona, una narratrice che, coinvolta com'è nella vicenda, non è sempre affidabile. La narrazione segue il flusso dei suoi pensieri, che non è mai lineare. Difred spesso tende a divagare, a ricordare solo sprazzi di episodi appartenenti al suo passato. Ammette spesso a chi la ascolta di non ricordare tutti i dettagli della vita prima di Galaad, prima di essere educata a essere un'Ancella nel Centro Rosso.

La perdita del marito Luke e della figlia sono causa di così tanto dolore per Difred che l'Ancella non è mai abbastanza lucida mentre racconta la sua storia, che per questo non può essere considerata troppo coerente né ricca di particolari.

La prima stagione della serie televisiva, invece, può optare per un approccio meno personale e narrare gli eventi in modo più ampio, allargando la storia e abbracciando anche quella di altri personaggi.

The Handmaid's Tale copre i buchi del romanzo e approfondisce tutti quegli avvenimenti e quei personaggi che il punto di vista di Difred rendeva impossibile anche solo conoscere. Così, fin dalla prima stagione dello show, lo spettatore può conoscere meglio la storia e le caratteristiche di altri personaggi, come Luke, Moira, Serena Joy, Diwarren e Diglen.

Il vero nome di Difred

Nel suo romanzo, Margaret Atwood immagina la Repubblica di Galaad come un luogo devastato da guerre, inquinamento e cambiamenti climatici che hanno causato sterilità e drastici cali delle nascite. Galaad è caratterizzata da politiche razziste, da un regime basato su principi religiosi portati all'estremo. È un luogo che sente l'esigenza di incrementare le nascite e che, dopo aver dichiarato illegali pratiche come l’inseminazione artificiale perché contrarie alla tradizione biblica, opta per la più antica forma di poligamia simultanea, quella praticata nel Vecchio Testamento. 

La società di Galaad è strutturata in modo da utilizzare delle “vicemadri” ingaggiate al solo scopo riproduttivo, delle Ancelle, le sole donne fertili della Repubblica, sottomesse per essere fecondate dai Comandanti, le cui Mogli si occuperanno di crescere i loro figli. 

Nel romanzo, le Ancelle ricoprono il ruolo che Bila aveva nella Bibbia, nel capitolo 30 della Genesi: 

'Ecco la mia serva Bila: unisciti a lei, così che partorisca sulle mie ginocchia e abbia anch’io una mia prole per mezzo di lei' Così essa gli diede in moglie la propria schiava Bila e Giacobbe si unì a lei. Bila concepì e partorì a Giacobbe un figlio. Rachele disse: 'Dio mi ha fatto giustizia e ha anche ascoltato la mia voce, dandomi un figlio'.

La protagonista di Handmaid's Tale è proprio un'Ancella, una donna che, con l'avvento di Galaad viene soprannominata Difred, perdendo di fatto la propria identità

L'Ancella non ha più un nome quando diventa una proprietà dei coniugi Waterforf e nel romanzo non ci viene mai rivelato quale fosse quando era una donna libera. Nella serie, invece, scopriamo che una volta si chiamava June. Il nome non è scelto casualmente, comunque. Nelle prime pagine de Il racconto dell'ancella, leggiamo:

Nella semioscurità potevamo allungare le braccia, quando le Zie non guardavano, e toccarci le mani attraverso lo spazio tra un letto e l’altro. Leggevamo il movimento delle labbra, con le teste posate sul cuscino, girate di lato, osservando l’una la bocca dell’altra. In questo modo ci eravamo scambiate i nostri nomi, di letto in letto: Alma. Janine. Dolores. Moira. June.

Possiamo solo intuire che June sia il nome della protagonista, perché, al contrario degli altri, non viene mai più citato nelle pagine del libro.

Nella serie TV di Hulu, è il Comandante Fred Waterford a spiegare la ragione per cui le Ancelle cambiano nome una volta entrate nelle case dei Comandanti. È lui che ci spiega che le donne acquisiscono il nome dei propri padroni, venendo a tutti gli effetti considerate come degli oggetti. Così June diventa Di-Fred (Of Fred in lingua originale, un nome che richiama anche la parola offered, offerta). 

Nel romanzo, è il lettore a dover intuire la ragione dei nuovi nomi dati alle Ancelle finché non ne ha conferma nel finale, in quella “Trascrizione parziale degli atti del Dodicesimo Simposio di Studi Galaadiani” che serve a fornire tutti i dettagli che il frammentario racconto di Difred aveva lasciato inspiegati.

Il cambiamento di June

La differenza più evidente nella trasposizione del romanzo in TV è la caratterizzazione del personaggio di June.

Difred non è un'eroina, non sovverte le regole, non è una ribelle. È una delle tante donne che tenta semplicemente di sopravvivere in una società crudele e misogina. Difred è, per questo, una protagonista atipica, diversa dalle tante eroine che riescono a innescare la rivoluzione e cambiare lo status quo. Difred non è intraprendente, non è una leader, non riesce a infiammare gli animi dei ribelli come la Katniss Everdeen di Hunger Games. Difred spera nel cambiamento, ma non svolge mai un ruolo attivo nella lotta contro Galaad. Forse è anche per questo che Difred non ha nome, forse è perché Difred non è un'eroina, ma semplicemente una persona che si trova a vivere una situazione da cui uscire sembra impossibile. Difred ha tanto per cui lottare, ma ha anche paura di farlo, non riesce mai a trovare la forza o il coraggio per opporsi ai suoi oppressori. Il suo più ardito atto di ribellione è possedere un fiammifero e nasconderlo agli occhi dei suoi carcerieri o ripetere come una preghiera le parole “Nolite te bastardes carborundorum”.

Non ho bisogno di fumare questa sigaretta. Potrei sminuzzarla, gettarla nel bagno e tirare lo sciacquone. Oppure mangiarne un pezzettino per volta, tenendola da conto; anche questo basterebbe a rianimarmi un po’. Così non sciuperei il fiammifero. Potrei fare un forellino nel materasso e farcelo scivolare con molta attenzione. È sottile, minuscolo, nessuno se ne accorgerebbe. Starebbe lì, la notte, sotto di me mentre sono a letto. A dormirci sopra. Potrei incendiare la casa. È un pensiero così bello che mi dà i brividi.

Se Difred ha paura, June è decisamente più battagliera. La protagonista è stata trasformata, dalla seconda stagione in avanti, in una donna più battagliera, una leader del Mayday, che riesce a diventare la voce della ribellione, a opporsi fieramente ai Comandanti e a ideare un piano in grado di mettere in salvo i bambini di Galaad.

Il romanzo originale Ponte alle Grazie Il racconto dell'ancella di Margaret Atwood
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Ponte alle Grazie

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Fred Waterford e Serena Joy

Nel romanzo, conosciamo il Comandante e Serena Joy attraverso gli occhi di Difred. Sono due persone molto più anziane rispetto ai personaggi interpretati in televisione da Joseph Fiennes e Yvonne Strahovski. Lo intuiamo facilmente dalle parole di Difred:

Non mi siedo, ma prendo il mio posto, inginocchiandomi, accanto alla poltrona con lo sgabello dove Serena Joy tra poco si insedierà come su un trono, appoggiandosi al bastone mentre si lascia cadere sul sedile.

Nei romanzi, Serena Joy è una donna di mezza età, una ex star della televisione, una donna fedele ai dettami della Bibbia già prima dell'avvento di Galaad, una cantante che intonava inni sacri in un programma televisivo. Nella serie, è un'attivista che fonda insieme al marito e ai loro soci la Repubblica di Galaad. Ciò che non cambia è il destino del personaggio nei due media. In entrambi i casi, Serena Joy diviene vittima di una società che in precedenza aveva sostenuto.

Guardavo L’Ora del Vangelo, dove spiegavano la Bibbia ai bambini e cantavano degli inni. Una delle interpreti femminili si chiamava Serena Joy. Era il primo soprano. […] Dopo si era dedicata ad altre cose. La donna seduta davanti a me era Serena Joy. O lo era stata, un tempo. […] Non cantava già più, teneva discorsi. Era brava. I suoi discorsi trattavano della santità della casa, di come le donne dovessero restare a casa. Lei non si atteneva personalmente a quei principi, ne parlava soltanto, ma dava a intendere questa sua manchevolezza come un sacrificio che compiva per il bene di tutti. [...] Ora non tiene più discorsi. Ha perso la parola. Se ne sta nella sua casa, ma non sembra che le piaccia. Chissà come sarà furiosa di essere stata presa in parola.

Una storia sul potere

The Handmaid's Tale è stata spesso definita come una storia femminista e sicuramente è vero che ha saputo ben denunciare una condizione femminile estremamente degradante. Eppure il romanzo, nella intenzioni di Margaret Atwood non è una storia sull'oppressione delle donne.

L'autrice del romanzo che ha ispirato la serie TV ha spiegato che il filo conduttore della narrazione non è la divisione tra uomini e donne, ma il potere in tutte le sue forme.

In un tweet ha scritto:

Il potere è nel mondo. Non sono solo le donne ad essere controllate nel romanzo, ma chiunque non sia al governo. Galaad è un totalitarismo teocratico, non semplicemente uno stato in cui gli-uomini-hanno-il-potere-e-le-donne-no. Agli uomini appartamenti a classi inferiori viene ordinato quando e con chi sposarsi, ecc.

Il romanzo rende probabilmente più chiara una situazione in cui non solo le donne, ma anche la maggior parte degli uomini sono costretti a sottostare al volere di chi detiene il potere.

La mancata fuga di June

Il finale della prima stagione si conclude esattamente come il penultimo capitolo del romanzo:

Il furgone attende sul viale d’accesso, con i doppi portelli aperti. I due, uno per lato adesso, mi prendono per i gomiti per aiutarmi a salire. Non so se sarà una fine o un inizio: mi sono affidata a mani sconosciute, perché non c’era altro da fare. Salgo, nel buio, o nella luce.

Nel romanzo scopriamo o, meglio, ipotizziamo solo grazie alla T"parziale degli atti del Dodicesimo Simposio di Studi Galaadiani" quale sia stato il destino di June. Nel capitolo conclusivo, intitolato Note storiche su Il racconto dell’ancella, il professor Pieixoto racconta di aver trovato i nastri ai quali Difred aveva affidato la sua storia.

La nostra narratrice avrà raggiunto il mondo esterno sana e salva e si sarà creata una nuova vita? O sarà stata scoperta, nascosta nel suo abbaino, arrestata, mandata nelle Colonie e da Gezebele, o addirittura condannata a morte? Il nostro documento, quantunque a suo modo eloquente, tace su questi argomenti. Noi possiamo evocare Euridice dal mondo dei morti, ma non possiamo far sì che risponda; e quando ci voltiamo a guardarla la intravediamo solo per un istante, prima che scivoli via, sfuggendoci di mano.

Nel finale del romanzo sappiamo però che Galaad è caduta e che, probabilmente, Difred è riuscita a scappare con Nick, facendo perdere le proprie tracce per evitare rappresaglie contro Luke o la figlioletta.

Nella serie, è certo che June non sia riuscita a fuggire. La ritroviamo a Galaad nella seconda stagione, la lasciamo ancora a Galaad nel finale della terza. La rivoluzione è in corso ed è solo questione di tempo prima che la situazione per i Comandanti e le Mogli venga ribaltata.

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