Il sindaco pescatore: la storia vera di Angelo Vassallo

A settembre saranno trascorsi 10 anni dalla morte di Angelo Vassallo, sul cui omicidio non è stata fatta ancora chiarezza. Chi ha ucciso il sindaco pescatore?

Il prossimo 5 settembre saranno trascorsi dieci anni dall’assassinio di Angelo Vassallo, meglio conosciuto come il sindaco pescatore. 

Appassionato, onesto, coraggioso, ambientalista e innamorato del suo territorio. Chi lo conosceva bene descrive così Angelo, ex pescatore e politico, a cui si deve la rinascita del paese di Pollica, in provincia di Salerno. 

La storia edificante e commovente del sindaco è stata raccontata dal fratello minore Dario in un libro, che ha ispirato anche la serie TV con protagonista Sergio Castellitto (trailer in testata). Se volete immergervi nella storia di Angelo, la serie è disponibile in streaming su RaiPlay

Dario Vassallo Il sindaco pescatore
Dario Vassallo

Il sindaco pescatore

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Ma chi era Angelo Vassallo? Qui di seguito, tutta la storia sul sindaco che ha pagato con la vita l’amore per la sua terra. 

Le tre elezioni a sindaco

Angelo era un esponente del PD ed è stato eletto sindaco del suo paese per ben tre mandati: dal 1995 al 1999, dal 1999 al 2004 e dal 2005 al 2010. 

Durante i suoi tre mandati, ha letteralmente rivoluzionato il territorio, trasformando Pollica in una destinazione turistica in voga. 

Il comune, infatti, dispone di cinque frazioni e quella marina di Acciaroli ha conquistato nel tempo un posto di rilievo come meta per le vacanze estive. 

Mandato dopo mandato, Angelo ha ottenuto sul campo la definizione di ottimo amministratore. Si è battuto per la raccolta della spazzatura porta a porta, ha realizzato il primo depuratore del Cilento e ha consentito a Pollica di avere il massimo riconoscimento di Legambiente (le cinque vele). 

Non solo, si è battuto contro l’urbanizzazione selvaggia, favorendo il recupero delle abitazioni già esistenti. Era talmente intransigente da emettere ordinanze per multare chi buttava a terra i mozziconi di sigaretta e da denunciare le ditte edili che utilizzavano materiali scadenti per i lavori pubblici. 

I problemi con gli spacciatori

I problemi per Angelo arrivarono quando scoprì che il molo di Acciarioli era diventato una piazza di spaccio di cocaina

Il sindaco si era lamentato molto dell’attività poco incisiva delle forze dell’ordine e una sera affrontò gli spacciatori. Voleva estirpare sul nascere quel fiorente commercio e decise di esporsi in prima persona.

Non erano solo questi, però, i problemi che lo assillavano. Il turismo aveva attirato nuovi investitori, pronti a costruire appartamenti e villaggi vacanze. Le lottizzazioni selvagge impensierivano molto Angelo, che aveva notato movimenti non proprio regolari sul territorio. 

Sono queste le ragioni per cui la sera del 5 settembre del 2010 Angelo venne ucciso. Stava rincasando alla guida della sua automobile e fu raggiunto da nove colpi di arma da fuoco, sette dei quali andarono a segno. 

Le indagini sull’omicidio

Secondo il pubblico ministero Luigi Rocco, l’omicidio Vassallo fu commissionato dalla camorra per eliminare un rappresentante delle istituzioni che impediva i loro traffici. 

Inizialmente, venne indagato Bruno Humberto Damiani, uno spacciatore che ebbe un alterco con Vassallo ad Acciaroli. L’uomo è rimasto nel registro degli indagati per anni. Oggi è considerato estraneo all’omicidio del sindaco pescatore e sta scontando una pena per reati di spaccio ed estorsione. 

La svolta nelle indagini si è avuta otto anni dopo la morte di Angelo Vassallo, con l’incarcerazione del carabiniere Lorenzo Cioffi. Dalla primavera del 2018, Cioffi si trova in carcere per aver protetto i traffici di droga nel clan Fucito. 

Secondo un esposto dei fratelli del sindaco pescatore, il movente dell’omicidio sarebbe proprio nella volontà del clan Fucito di espandere il proprio traffico di droga ad Acciaroli. Angelo, però, si era messo di traverso e probabilmente aveva scoperto qualcosa di scottante, che potrebbe essere la causa del suo brutale assassinio. 

Sono necessarie sicuramente ulteriori indagini per capire se Cioffi abbia messo in atto un'attività di depistaggio e per individuare gli esecutori materiali dell'omicidio. 

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