Tenet: la teoria dei fan sul personaggio di Robert Pattinson è sempre più popolare, ma è credibile?

Warner Bros Il protagonista e Neal

Tra i fan di Christopher Nolan e gli spettatori di Tenet circola una teoria sempre più popolare riguardante "il segreto" di Neal, interpretato da Robert Pattison. Davvero il regista voleva suggerire questa connessione?

Una delle caratteristiche che distingue i registi bravi dai fuoriclasse è la capacità di parlare al pubblico anche con le omissioni, attraverso ciò che non viene detto esplicitamente o viene taciuto più o meno ostentatamente. Anche sotto questo punto di vista Christopher Nolan non delude mai i suoi estimatori. Unendo la complessità scientifica dei suoi ultimi film con il tono volutamente ambiguo che alcuni passaggi assumono, non è una sorpresa che le sue pellicole siano spesso oggetto di teorie più o meno credibili, folli o geniali da parte dei fan. Scandagliando ogni singolo fotogramma dei suoi lungometraggi negli anni si è giunti a conclusioni talvolta davvero incredibili.

D'altronde spesso è lo stesso Christopher Nolan a indicare la strada, lasciando lo spettatore davanti a un bivio. È quello che avviene con la trottola che continua a girare fino alla sfumatura in nero che chiude Inception, senza lasciarci il tempo di capire se si sarebbe fermata oppure no. Il film che confermò lo status di super star cinematografica di Nolan dopo 10 anni di indagini e interviste è stato spiegato e scandagliato in ogni sua parte, con il suo arrivo nelle sale Tenet ha aperto un nuovo capitolo di cospirazioni, teorie folli e dietrologie.

Una delle più popolari - dato che sembra quasi essere suggerita dallo stesso film - viene spesso colta anche dal pubblico meno propenso a imbarcarsi in queste dietrologie. Al centro di questa teoria c'è il misterioso personaggio di Neal, interpretato da Robert Pattison. Nel corso del film Neal ricopre il ruolo di facilitatore per la missione del Protagonista e sembra saperla lunga sul suo passato e sul suo futuro. Avrà detto tutta la verità a riguardo nelle fasi finali del film? 

Prima di addentrarci nell'esplorazione di questa teoria vi raccomando di proseguire la lettura solo nel caso abbiate visto il film o non temiate gli spoiler, perché riguarda le fasi avanzate della pellicola e svela alcuni colpi di scena e il finale. In alternativa potete dare un'occhiata alla recensione priva di anticipazioni di Tenet. 

Neal è Max? La spiegazione dalla teoria dei fan

All’uscita dalla sala, molti spettatori si sono ritrovati a chiedersi (anche sui social) se Neal non sia in realtà la versione adulta di Max. La teoria ha una certa popolarità perché è piuttosto immediata, anche a livello visivo.

Robert Pattison si è tinto i capelli di un biondo cenere proprio per interpretare il ruolo di Neal ed è semplice notare come questo dettaglio lo renda una versione plausibile di Max da adulto. Il giovane figlio che Kat (Elizabeth Debick) tenta di proteggere da Sator (Kenneth Branagh) esibisce una chioma bionda e abbastanza lunga, esattamente come Neal.

A tanti poi non è sfuggito il dettaglio che il ragazzino venga sempre inquadrato di sfuggita, soprattutto quando la madre interagisce o parla del Protagonista. Pur non avendo un legame diretto con lui, il personaggio di John David Washington si preoccupa per la sua incolumità tanto quanto per quella della madre, che lotta con i denti per proteggere l’innocenza del fanciullo.

Warner Bros.Washington e Pattinson in Tenet

Il film non a caso si chiude con il Protagonista che arriva in soccorso di Kat, salvandola da un tentativo di omicidio e facendo in modo che Max non rimanga orfano di madre. È plausibile che, seppur da lontano, il Protagonista continuerà a vegliare su madre e figlio. Sarebbe così strano se qualche anno più tardi decidesse di avvicinare Max e chiedergli di essere amici crepuscolari?

Un ulteriore dettaglio: è proprio Neal a suggerire al Protagonista di andare a trovare Kat, una volta finita l’operazione e salvato il mondo. Quando gli rivela che è stato lui a reclutarlo nel Tenet, Neal spiega al Protagonista che di lì a qualche anno lo andrà a cercare e ne passeranno insieme di cotte e di crude. Quella che per Neal è la fine (dato che si avvia verso la morte, circostanza taciuta dal Protagonista ma che forse ha intuito da sé) per il protagonista è l’inizio di un’amicizia duratura. Se la frase sibillina di Neil si riferisse al salvataggio del sé stesso bambino ad opera del futuro compagno di inversione?

Neal non è Max: i punti deboli della teoria

Gli elementi per sospettare un segreto taciuto ma evidente ci sono tutti, ma a un secondo esame questa affascinante teoria rivela molte falle e crepe.

La prima è abbastanza evidente quanto trascurabile: il nome. Max e Neil hanno nomi differenti, ma in una pellicola in cui il personaggio principale si fa chiamare Protagonista, non è di certo un problema insormontabile.La seconda è ben più rilevante e prevede un decennio di noia per il povero Neil. Se fosse davvero Max, per tornare all'anno in cui si svolge l'intera pellicola dovrebbe rivivere “invertiti” una decina e più d’anni, come puntualmente sottolineato da Esquire. Una settimana in inversione per il terzetto dei protagonisti si è rivelata a più livelli difficoltosa e quasi letale, figuriamoci così tanto tempo. Senza dimenticare il problema dell’ossigeno e della mascherina.

Max e Ives

A ben vedere c’è una seconda opzione, meno gettonata ma forse più plausibile. Se Neil non è Max, perché non può esserlo Ives, il personaggio interpretato da Aaron Taylor-Johnson? Certo l’attore somiglia meno al bambino che vediamo nel film, ma il taglio e i vestiti da militare possono aver ridotto la somiglianza. Inoltre si spiegherebbe la sua estrema dimestichezza a pensare in maniera non lineare allo scorrere del tempo e all’inversione dell’entropia al centro di Tenet. Esposto sin da bambino a un contesto familiare temporalmente invertito, potrebbe aver ereditato dal padre "l'intuito su ciò che succederà nel futuro".

Warner Bros.I protagonisti di Tenet

La duplice possibilità di fatto sottolinea impietosamente quanto siano opinabili le basi di questa teoria. Siamo ben lontani insomma dai famosi fotogrammi di Blade Runner che aprono il film a un sottotesto straordinario, per chi ha l’occhio e il cervello abbastanza acuti da coglierli.

Il quesito più interessante in merito è quanto sia casuale questa serie di mezzi indizi e similarità che hanno spinto tanti a questa conclusione. Un po’ di ambiguità e qualche sottotesto sono il sale della fantascienza cinematografica (e non solo), ma il rischio è di (s)cadere nel manierismo. Chissà se prima o poi anche Nonal dirà la sua a riguardo. 

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