Pronti a tutto: lo scioccante massacro che apre la serie nel pilot

National Geographic Pronti a tutto: i cadaveri degli indigeni nel pilot

Tratto dal romanzo Pelle di corteccia scritto dal Premio Pulitzer Annie Proulx, Pronti a tutto ha debuttato con i primi due episodi su FOX e Nat Geo, presentandoci un mondo cruento, spietato e superstizioso in cui la manipolazione è tutto...

Nel bosco, di notte, una ragazza terrorizzata si nasconde nel buio dietro a un sasso. Un uomo, un indigeno ricoperto di sangue, la sta cercando. Non lo vediamo in volto, vediamo solo il suo corpo e il sangue che lo ricopre. Il sangue degli europei massacrati, come l'uomo che la ragazza scorge nel bosco. Si tratta di suo padre? 

Sconvolta, la giovane in camicia da notte fa di tutto per restare in silenzio e scampa miracolosamente alla strage.

Si apre così, con la morte nel bosco di una notte illuminata dall'incendio appiccato dagli assassini, con uno di loro che bracca la sua vittima, come in un horror, l'episodio pilota di Pronti a tutto.

Ma non siamo in un film horror. Siamo immersi nella realtà di un massacro senza fine, realmente avvenuto nella Nuova Francia (l'attuale Canada) del 1690.

Una volta arrivati, non si torna indietro.

Gli indigeni - che nella serie vengono chiamati “indiani”, come nei vecchi western - uccidono gli invasori, massacrandoli, per preservare le proprie terre. E i coloni reagiscono uccidendo brutalmente gli indigeni ed esponendo i loro cadaveri, come un monito.

Quando arrivano al porto di Wobik, le figlie del Re - fanciulle inviate nelle colonie per sposarsi e mettere su famiglia - e i due giovani francesi Charles Duquet (James Bloor) e René Sel (Christian Cooke) - vedono i loro corpi appesi a un albero.

Il messaggio è palese: siamo al cospetto di un luogo spietato e pericoloso.

Il colonialismo: massacri legittimati

L’uomo bianco non lascia spazio ai dubbi: in fatto di crudeltà, nemmeno i cosiddetti “selvaggi” possono batterlo.

Perché l’uomo bianco, il colonialista, vuole una cosa sola: la ricchezza. Calpesta ogni forma di vita che si mette sul suo cammino per sfruttare le risorse naturali della terra di confine, sullo sfondo della contesa fra francesi e inglesi - con la Hudson Bay Company - e la costante minaccia di chi difende solo la propria casa.

La storia raccontata da Pronti a tutto si apre con la violenza che caratterizza il mondo superstizioso, avido e ingiusto del 1690.

Un mondo incarnato dal personaggio di Claude Trepagny (interpretato alla perfezione dal grande David Thewlis, l’ex professor Lupin di Harry Potter), che invoca i doni del signore mentre si appropria di terre, risorse e creature non sue.

L’uomo deve plasmare la terra per poterci vivere… La terra vuole ciò che noi vi piantiamo secondo il volere di Dio.

Ed è così che è iniziata. Con uomini come Sepigny, e tutti gli altri: lo sfruttamento delle risorse naturali, la cancellazione della vita indigena, il profitto sopra il rispetto di una natura che ora, secoli dopo i fatti narrati - e tratti dal romanzo Pelle di corteccia del Premio Pulitzer Annie Proulx - ci presenta il conto.

La condizione femminile

Mentre le figlie del Re vengono controllate - perché devono arrivare pure al matrimonio - e la moglie metà indigena e metà francese di Trepagny, Mari (Kaniehtiio Horn), ci mostra un altro approccio al mondo dell’epoca, la locandiera Mathilde Geffard (Marcia Gay Harden) incarna la donna determinata che prende in mano la situazione quando suo marito è troppo debole per farlo personalmente. 

Nell’universo narrativo di Pronti a tutto, i personaggi femminili e maschili sono accuratamente selezionati per rappresentare ogni “tipo” di uomo e di donna che vivevano nelle colonie.

Le suore che continuano a ripetere come le figlie del Re potranno scegliere un marito stanno in realtà preparando le ragazze appena arrivate dalla Francia ad adattarsi a una vita che non potevano nemmeno immaginare. Una vita accanto a uomini più anziani, rozzi, incuranti della famiglia mentre lo spettro della stregoneria, in un’epoca oscura e afflitta dalla superstizione, incombe sulla testa di ogni donna…

Niente è come sembra

La strumentalizzazione delle risorse locali prevede anche l’istigazione della popolazione indigena contro i coloni per i propri interessi.

Perché nella Nuova Francia di Pronti a tutto, nulla è come sembra.

Intrighi, vendette, complotti, sparizioni, menzogne: tutto ha un solo scopo. L’unico obiettivo perseguito dagli uomini arrivati dal vecchio continente: il profitto.

Non era previsto che un prete e una ragazza sopravvivessero al massacro che apre l’episodio pilota. E ora, prima che raccontino ciò che hanno visto, chi li ha condannati a morte dovrà porre rimedio.

Perché nulla può intralciare i piani coloniali. E niente, nemmeno la derisione da parte degli indiani o le loro minacce, fermerà il piano di conquista.

L’unico vero Dio adorato in Pronti a tutto è il Dio denaro. Il profitto è protagonista assoluto di una serie cruda, determinata a raccontarci il modo in cui l'uomo sottometteva la donna, il "diverso", le creature considerate "inferiori", imponendo dominio, credo religioso, legge e superstizione.

Pronti a tutto ci aspetta ogni martedì in prima serata, con gli 8 episodi della prima stagione e l'accurata ricostruzione storica degli eventi che fecero del Nuovo Mondo la terra del genocidio importato dagli europei. Insieme all'odio, la superstizione e le macchinazioni per ottenere ciò che si vuole. A qualsiasi costo... Incluso l'assassinio di un bambino, che ci riporta dritti al massacro iniziale: Pronti a tutto inizia e finisce nel sangue.

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