Vanessa Kirby, è nata una star a Venezia? I film dell'attrice più chiacchierata in Mostra

La Biennale di Venezia Vanessa Kirby al photocall veneziano

Vanessa Kirby è l'attrice più attesa e chiacchierata di questa edizione della Mostra del cinema, nonostante i suoi film in concorso non abbiano scaldato il cuore della critica: ecco chi è e dove la vedremo nei prossimi mesi.

È lei il nome più atteso e inseguito di questa Mostra d'arte cinematografica di Venezia. Bisogna ammettere che Vanessa Kirby non ha poi dovuto faticare troppo per emergere, dato che la competizione tra concorso e tappeto rosso è stata pressoché nulla. Le grandi dive sono rimaste a casa insieme ai film di Hollywood, perciò la trentaduenne attrice inglese ha colto la palla al balzo. Con due film molto attesi in concorso in cui milita da protagonista non poteva essere altrimenti. 

Vanessa Kirby ha tutte le carte in regola per attrarre la curiosità di una certa stampa e un certo pubblico che dai propri idoli esige bellezza e anglofonia ancor prima che talento. Non fatevi però ingannare dal suo aspetto da modella: nonostante la giovane età Kirby si è costruita una carriera di tutto rispetto a teatro classico, da Ibsen e Shakespeare.

La Biennale di Venezia Vanessa Kirby sul red carpet di Venezia 77
Vanessa Kirby ha optato per un look davvero minimale anche sul red carpet di Venezia

Kirby non ama le scelte facili, anzi. Se è il simbolo di questa Mostra è perché guada costantemente al cinema indipendente e autoriale, lavorando con autori ancora in corso di affermazione e dal passaporto europeo ma non inglese. In altri anni sarebbe stata a malapena sotto i riflettori. In questo bizzarro 2020 ha invece la chance irripetibile di farsi notare, come attrice e come stella. Solo il tempo ci dirà se Venezia ha saputo lanciare un'altra carriera attoriale, quel che è certo però è che Kirby ha conquistato la fiducia di autori giovani ma esigenti.

Vanessa Kirby e il mood austero di Venezia 77

Non solo: è riuscita più di chiunque altro ad azzeccare il mood con cui presentarsi in Mostra. Capello biondo alle spalle, trucco minimal, outfit neri in conferenza stampa e completo giacca e pantalone sul red carpet, Vanessa Kirby si è armonizzata con il tono molto sobrio - talvolta austero - di questa Mostra, riuscendo a esprimere il suo glamour senza sembrare fuori posto. 

Anche i film che presenta a Venezia sono rigorosi e dai toni spesso luttuosi, in linea con le sensazioni che lascia dietro di sé questo 2020. Al fianco di Shia LaBeouf Kirby infatti è l'assoluta protagonista di Pieces of Woman di Kornél Mundruczó, mentre svolge egregiamente il ruolo di spalla a Katherine Waterston in The World to Come di Mona Fastvold. Anche in questo caso il tono è in linea con i trend di questa mostra: entrambi i film sono autoriali senza compromessi, duri nei toni, incentrati su situazioni di profondo lutto vissute da donne che nonostante tutto rialzano la testa.

La Biennale di VeneziaVanessa Kirby sul tappeto rosso di Venezia
Nel passato di Vanessa Kirby ci sono anni di recitazione nella scena teatrale inglese

Non solo: il regista ungherese Kornél Mundruczó è amico della collega norvegese Mona Fastvold, tanto che Kirby ha fatto la spola tra i due set. Entrambi i progetti fungono da trampolino di lancio sul mercato anglosassone per due registi europei con un passato festivaliero e di nicchia. Kirby insomma è una che si sta sporcare le mani, prendendosi il rischio di far parte di progetti piccoli e dalla lavorazione strettamente dettata da limiti di budget.

Le due facce di Vanessa Kirby, l'icona di Venezia 77

Considerando le caratteristiche di questa strana Mostra non sorprende dunque che l'attrice inglese - nota al pubblico internazionale soprattutto per il ruolo della principessa Margaret nella serie The Crown di Netflix - sia riuscita ad emergere nonostante i suoi film abbiano lasciato tiepida la critica. Kirby da parte sua fa un lavoro più che buono, senza però regalare quella zampata interpretativa che le avrebbe assicurato una Coppa Volpi e l'ingresso nella storia della Mostra. 

La colpa non è solo sua, anzi: per uno strano scherzo del destino si ritrova ad essere protagonista di due progetti con ottime potenzialità ma con il freno a mano tirato. In Pieces of Woman Kirby interpreta una donna che sembra avere trovato la felicità accanto al marito, con una figlia in arrivo. La decisione di partorire a casa e il drammatico esito del travaglio cambiano completamente la sua vita. In merito a questo ruolo Kirby, che di figli non ne ha, ha commentato: 

Cercavo un ruolo che mi spaventasse, inquieto. Non sono madre, ma mi  sono sentita comunque in dovere di affrontare questa sfida in cui bisogna tirar fuori il massimo del dolore possibile. La protagonista del film ha un che di animalesco in come si muove e come agisce dopo il fattaccio, esprime in maniera istintiva il suo lutto. Eppure non cerca vendetta. Per prepararmi ho parlato con donne che hanno subito questa perdita, volevo portare sullo schermo le loro esperienze. 

La scelta di lavorare con un regista di nicchia come Mundruczó è stata sua. Il cineasta ungherese è noto per lasciare enorme libertà agli attori sul set, per cui Pieces of Woman è stato provato poco prima di essere girato. La pellicola si apre con una scena di grande impatto che condensa in una ventina di minuti un travaglio lungo otto ore. Per lasciare massima libertà di movimento e azione agli attori, l'intera scena è stata girata con una cinepresa montata su uno stabilizzatore jimbal. Poco più di un giocattolo, commenta il regista. 

Poster The World to Come
FILM

The World to Come

2020
  • Genere: Drammatica
  • Regia: Mona Lerche
  • Sceneggiatura: Ron Hansen, Jim Shepard
  • Cast: Vanessa Kirby, Katherine Waterston, Casey Affleck, Christopher Abbott, Andreea Vasile guarda tutto il cast

Se la protagonista di Pieces of Woman è colpita dal dolore della perdita di un figlio, quella di The Wolrd to Come tenta di sfuggire alla gabbia dei doveri coniugali e della famiglia. Tallie è la moglie di un agricoltore manipolatore e possessivo nella frontiera statunitense selvaggia del 1856. L'incontro con la vicina di fattoria Abigail farà scoppiare la passione tra le due donne, con conseguenze rilevanti per entrambe le coppie. 

Anche Mona Fastvold ha avuto a disposizione un cast anglofono: ad affiancare Kirby ci sono Katherine Waterston, Christopher Abbott e Casey Affleck, in un film dall'immaginario visivo storicamente accurato eppure molto evocativo. C'è in particolare una scena davvero potente in cui Kirby si prende in una tempesta di neve assordante, finendo quasi congelata. Il personaggio di Tallie sembra cucito su misura per Kirby al fine di renderla memorabile: lunghi capelli ramati, spirito indomito, un certo qual residuo di mistero sulla sua vita prima dell'incontro con Abigail. Se talvolta il film gira a vuoto, Kirby va sempre a segno. Tallie è stata un personaggio che l'ha fatta molto riflettere, anche su sé stessa: 

Il mio personaggio è molto dinamico. Se fosse nata in un’altra epoca avrebbe potuto fare di tutto. Fa impressione pensare come non troppo tempo fa queste donne avevano enormi limitazioni in cosa potessero fare e chi potessero amare. Mi fa sentire grata della libertà di cui godo io.

Così come Pieces of Woman, The World to Come è un film ambizioso ma dalla produzione serratissima per contenere al massimo i costi. Le fattorie dei protagonisti sono state costruite in una remotissima valle della Romania, tanto che gli attori si sono ritrovati uniti nell'essere isolati dal mondo, sul set e nell'albergo dove alloggiavano. Tutto il film è stato girato in soli 28 giorni, mettendo l'intera troupe sotto pressione per riuscire a ultimare le scene in tempi così serrati. 

La Biennale di VeneziaVanessa Kirby in conferenza stampa a Venezia
Il colore d'elezione di questa mostra per Vanessa Kirby è stato il nero, impreziosito da qualche sobrio gioiello

Anche se probabilmente i film che la vedono protagonista torneranno a casa a mani vuote, Vanessa Kirby ha saputo sfruttare l'occasione di questa Mostra, dimostrandosi l'attrice giusta per i suoi toni: rigorosa nelle scelte dei ruoli, minimal nello stile, senza frontiere nel scegliere progetti e collaborazioni. Forse il suo fortunato approdo a Venezia è una prima avvisaglia di una nuova austerità anche tra le star in ascesa. 

      Cerca