Arrival: spiegazione e significato del film di Denis Villeneuve

Warner Bros. Amy Adams in una scena del film Arrival

Il dramma di fantascienza diretto nel 2016 da Denis Villeneuve oscilla nel tempo e nello spazio e conduce a un finale simbolico che suggerisce molteplici e affascinanti interpretazioni.

"La lingua è il fondamento della civiltà. È il collante che tiene insieme un popolo, è la prima arma che si sfodera in un conflitto". Sono le parole della dottoressa Louise Banks (Amy Adams), la prestigiosa e brillante linguista di un'università del nordest degli Stati Uniti che viene reclutata dal governo quando 12 astronavi aliene, identiche tra loro, arrivano in 12 parti diverse del mondo.

Louise, segnata dal doloroso lutto per la morte dell'adorata figlia, deve trovare un modo per comunicare con gli alieni ed evitare una guerra globale. La studiosa accetta l'incarico e si unisce alla squadra messa in piedi dal colonnello Weber (Forest Whitaker) e coordinata dal matematico e fisico Ian Donnelly (Jeremy Renner).

Non è chiaro il motivo per cui questi extraterrestri siano approdati sul pianeta, né se vi sia una logica nella scelta dei luoghi dell'atterraggio. Cosa vogliono da noi? Qual è il loro scopo?

Arrival è il sofisticato e avvincente dramma di fantascienza diretto nel 2016 da Denis Villeneuve, il regista canadese di Sicario, Blade Runner 2049 e Dune. Tuttavia, in modo intimo ed originale, il film è anche un raffinato thriller psicologico e un intellettuale blockbuster politico.

Presentato in Concorso alla 73esima Mostra del Cinema di Venezia e candidato a 8 Premi Oscar (ha vinto quello per il Miglior montaggio sonoro a Sylvain Bellemare), Arrival è basato sul racconto Storia della tua vita (Story of Your Life) di Ted Chiang, inserito nella raccolta Storie della tua vita, edita in Italia da Frassinelli nella collana Pickwick.

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Lo sceneggiatore Eric Heisserer (Bloodshot, Bird Box, Hours) ha adattato il racconto quando è stato contattato dai produttori Dan Levine, Shawn Levy e Dan Cohen sin dall'inizio del processo di produzione.

Il risultato è un ritorno alla fantascienza filosofica e umanista, che omaggia Kubrick e Spielberg ma con una personalità propria, a partire dalle forme del racconto (che oscilla nel tempo e nello spazio) per arrivare all'estetica e al design. Villeneuve ha creato il "guscio" degli alieni ispirandosi all'asteroide Eunomia, un piccolo pianeta in orbita nel sistema solare dalla curiosa forma a uovo.

Il regista e il direttore della fotografia Bradford Young definiscono la loro opera "fantascienza sporca" perché hanno voluto far sentire il pubblico "come se fosse un bambino su uno scuolabus in un giorno di pioggia, sognante mentre guarda le nuvole dal finestrino".

L'atterraggio degli alieni non ha scopi politici. Semplicemente atterrano in spazi confortevoli per le loro astronavi. Per me era importante dare un tocco di freschezza a questi alieni: non una invasione ma un atterraggio sulla Terra.

La spiegazione del film

Gli extraterrestri di Arrival sono definiti eptapodi per via dei sette arti (un numero archetipo: come le virtù umane e i chakra) di cui sono provvisti. Ian li soprannomina "Tom e Jerry", nella versione originale "Abbott e Costello", ovvero Gianni e Pinotto.

La scrittura degli eptapodi è semasiografica, ossia non rappresenta soltanto un suono ma veicola un significato: è una lingua che "non tralascia un secondo canale di comunicazione".

Come il sanscrito, il logogramma degli eptapoodi è un'ortografia non lineare e soprattutto svincolato dal tempo: la loro lingua scritta "non ha una direzione in avanti o indietro".

Warner Bros.Un semagramma degli eptapodi in una scena del film Arrival
Il semagramma degli eptapodi

Simone Barco, sul magazine Medium, ha analizzato la linguistica eptapode spiegando che "questo tipo di scrittura non è pura trascrizione e ricodifica della lingua orale ma è da questa indipendente in quanto non risponde a strutture linguistiche e non contiene informazioni fonetiche o morfologiche, ma funziona per associazioni semantiche descrivendo concetti più che singole parole".

I simboli non rappresentano categorie grammaticali o morfologiche (sono grafemi non segmentali), ma un oggetto, un'idea, un concetto nel suo complesso.

Quando il sapere umanista della dottoressa Banks si unisce a quello scientifico del professor Donnelly, scopriamo che ciò che gli eptapodi stanno offrendo al mondo non è un'arma: è un "dono". L'arma non è tale, è "semplicemente" uno strumento: la loro lingua atemporale, è il dono che hanno fatto all'umanità.

Quando si impara questo linguaggio, si comincia a percepire il tempo in maniera non lineare: è la chiave che permette di vedere il futuro. La circolarità è lo snodo di Arrival (la figlia di Louise si chiama Hannah, un nome palindromo che può essere letto anche in senso retrogrado), come la teoria di Sapir-Whorf che la studiosa spiega agli stupefatti colleghi: il linguaggio è capace di modificare la percezione della realtà di chi lo parla o di chi lo scrive.

La lingua che parliamo può cambiare la nostra percezione della realtà. Louise, ha spiegato Chiang, "gradualmente impara il linguaggio alieno, che le cambia il modo di comprendere la sua vita". Scopriamo così che i suoi flashback, in realtà, sono i flashforward di ciò che accadrà nel suo futuro.

Soltanto alla fine del film i governi mondiali comprendono, attraverso la visione olistica di Louise, che gli eptapodi hanno offerto la loro cultura e il loro linguaggio a piccoli pezzi. È mettendo insieme tutte le sue parti che si riesce ad ottenere un enciclopedia della loro cultura e del loro linguaggio e l'accesso alla loro tecnologia.

Il significato profondo di Arrival

Louise e Ian sono i nuovi Eva e Adamo: salvano il mondo con un atto di forza, rompendo gli schemi della paura tipici del linguaggio militare. Come Eva, Louise può farlo perché ha accesso alla conoscenza: si è aperta al "male" (l'alieno, l'estraneo, il diverso) per avere accesso al sapere.

La linguista è stata scelta. Anche numericamente: 12 astronavi (come gli apostoli, i mesi dell'anno dettati dal sistema gregoriano maschile e unidirezionale), lei è la tredicesima. Come le lune, come i cicli mestruali, come la temporalità nella cultura gilanica: una temporalità ciclica e rotonda, come i semagrammi degli eptapodi.

L'esperienza della protagonista viaggia attraverso due dimensioni: quella privata e quella professionale. "Riprogrammando" la sua mente, Louise sperimenta una diversa concezione del tempo, che le permette di avere visioni del futuro.

Fin dal principio conoscevo la mia destinazione, e scelgo la mia strada di conseguenza. Ma sto andando verso un'immensa gioia, o verso un immenso dolore?

Louise è stata scelta dagli alieni per mezzo della telepatia, come spiega Villeneuve.

I linguisti che entrano nella navicella hanno una relazione con gli alieni, che li influenzano e li aiutano a dare una prima occhiata, il primo passo per decodificare il loro linguaggio. La scrittura contiene alcuni schemi e, come per ogni altra lingua, cercano di scoprirli commettendo numerosi errori. In verità, un certo dramma del film viene scatenato da uno di quegli errori.

Jan Thijs / Paramount PicturesAmy Adams in una scena del film Arrival
Louise si apre all'esperienza dell'altro per comunicare con gli eptapodi

Oltre ai temi dell'amore e della perdita, Arrival esplora altri concetti centrali nella nostra società iperconnessa e individualista: il senso costante di cambiamento del presente e l'incertezza del futuro, la paura del diverso, la comprensione dell'alterità.

Soltanto l'unione dei popoli può risolvere i problemi della cattiva comunicazione, non solo tra umani e alieni. Senza la corretta comunicazione si può scatenare il caos. È durante una delle sue visioni con Hannah che Louise comprende a pieno la possibilità del "win-win", di un gioco non a somma zero.

La comunicazione e la scienza possono battere le ottusità del potere e renderci davvero umani, realizzando le nostre principali caratteristiche: la compassione e l'accoglienza, la capacità di capirsi e di perdonarsi, di entrare nel punto di vista dell'Altro.

Jan Thijs / Paramount PicturesAmy Adams e Jeremy Renner in una scena del film Arrival
Louise e Ian come nuovi Eva e Adamo

Le analisi che hanno accompagnato l'uscita di Arrival hanno ripreso spesso e volentieri le riflessioni del teorico della letteratura e saggista Tzvetan Todorov nel libro La conquista dell'America - Il problema dell'altro (1982).

La conquista dell'America. Il problema dell'altro Il saggio di Tzvetan Todorov
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Todorov scriveva che "le differenze tra le culture sono indispensabili per il cammino stesso dell'umanità" perché "abbiamo bisogno di una distanza tra noi e l'altro quasi per guardarci dall'esterno". La scoperta dell'altro, tuttavia, è indispensabile poiché tutte le culture sono "ibride o meticce".

L'essere umano è segnato da un'incompletezza costitutiva, ha bisogno degli altri per essere quello che è. La conoscenza di noi stessi nasce dalla presenza dell'altro: io sono quello che tu guardi.

Villeneuve ha spiegato che l'elemento più affascinante del racconto di Chiang è "il fatto che contiene diverse sfaccettature".

Quella che mi ha toccato di più è il contatto con la morte di qualcuno. Cosa succederebbe se sapeste in che modo state per morire e quando morirete? Quale sarebbe il vostro rapporto con la vita, l'amore, la famiglia, gli amici e la vostra società? Essere maggiormente in relazione con la morte, in modo intimo con la natura della vita e le sue sfumature, ci farebbe diventare più umili.

L'umanità, secondo il regista, ha un bisogno spasmodico di questa umiltà, specie nel periodo difficile che stiamo vivendo.

Ci troviamo in un'era in cui regna il narcisismo. Siamo ad un punto in cui siamo pericolosamente scollegati alla natura. Questo è ciò che il racconto ha significato per me: un modo per tornare ad avere un rapporto con la morte, la natura e il mistero della vita.

"Se ti immergi totalmente in una lingua straniera di fatto puoi riprogrammare il cervello", dice Ian a Louise in uno dei dialoghi centrali del film.

Arrival d'altronde è un'esperienza immersiva che apre la mente e lascia senza fiato.

Qual è la vostra interpretazione del film e del suo finale? Cosa significano davvero la lingua e il tempo? Qual è il nostro posto nel ciclo dell'universo?

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